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Avviso ai Riformisti , la UE ci chiede lotta alla corruzione , non al welfare

 

 

Avvisiamo i "riformisti", questa volta dalla UE nessun accorato appello a massacrare quello che rimane del welfare , nessun dito puntato contro i "privilegi " di qualche povero disgraziato appena un gradino sociale più in su di chi soffre la fame

Lo leggiamo su repubblica on line

Il primo report della Commissione Ue sulla corruzione in Europa ritiene che  la nuova legge italiana contro la corruzione "lascia irrisolti" vari problemi perché "non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l'autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio".

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Nonostante la "legge anticorruzione" adottata nel novembre 2012 e "gli sforzi notevoli profusi dall'Italia" per combattere il fenomeno, questo "rimane preoccupante" secondo la Commissione Ue, ricordando che il suo valore in Italia è di circa 60 miliardi all'anno, pari a circa il 4% del Pil

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Bruxelles suggerisce di perfezionare la legge, anche perché "frammenta" le disposizioni sulla concussione e la corruzione, "rischiando di dare adito ad ambiguità nella pratica e limitare ulteriormente la discrezionalità dell'azione penale". Sono inoltre "ancora insufficienti le nuove disposizioni sulla corruzione nel settore privato e sulla tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti.

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l report Ue sulla corruzione rileva che "i tentativi" di darsi norme per garantire processi efficaci sono stati "più volte ostacolati da leggi ad personam" approvate in Italia "in molte occasioni" per "favorire i politici imputati in procedimenti giudiziari, anche per reati di corruzione". Norme come il lodo Alfano, la ex Cirielli, la depenalizzazione del falso in bilancio, il legittimo impedimento.

http://www.repubblica.it/politica/2014/02/03/news/ue_legge_anticorruzione_italiana_insufficiente-77586035/?ref=HREA-1

Vedremo se i vatri riformisti si getteranno a corpo morto per attuare questi consigli così  come quando si parlava di massacrare le pensioni o le tutele contro i licenziamenti