Salta navigazione.
Home
sito repubblicano nella sinistra

Capitale e lavoro nelle stesse mani

1960.Ts cartello coop.spazzacamini

Il rimedio alle vostre condizioni è l’unione del capitale e del lavoro nelle stesse mani.......Foste schiavi un tempo, poi servi, poi assalariati, sarete fra non molto, purché lo vogliate, liberi produttori e fratelli nell’associazione.

L'ideale mazziniano di una società caratterizzata da " Lavoro per tutti, ricompensa proporzionata per tutti, ozio e fame per nessuno." certo nons i può dire nè realizzato , nè sulal via della realizzazione . Quando si leggono le piattaforme che molte direzioni aziendali propongono ai propri dipendenti, , licenziamenti, riduzione dei diritti, paghe più basse , il tutto con lo spettro della delocalizzaizone sembrerebbe che la frase di Mazzini "Oggi il capitale – e questa è la piaga della Società economica attuale – è despota del lavoro." dopo l' illusione negli anni centrali del 900, per lo meno in occidente, dopo i processi di delocalizzazione sembra essere tornagta pienamente attuale .

Ma qua e là qualcosa di diverso si nota.

Internazionale di questa settimana (20 26 giugno 2014)  riporta la notizia per la quale dopo 1336 giorni di lotta gli operai di uan fabbrica del tè in francia hanno strappato alla multinazionale Unilever che voelva delocalizzare la produzione fra la polonia e il belgio (aveva anche proposto ai lavoratori di trasferisi inPolonia a 6000 euro all'anno, il magistrato che si occupava del caso ha chhiesto se era uno scherzo)  un accordo che permette loro di fondare una cooperativa e tentare la strada della propria  indipendenza :

Quando gli operai si mettono in proprio Olivier Bertrand, Libération, Francia

   Nel settembre del 2010 la multinazionale anglo-olandese dell’alimentazione Unilever decide di chiudere lo stabilimento Fralib di Gémenos, vicino a Marsiglia, e di spostare la produzione del tè Lipton e delle tisane Éléphant in Polonia e a Bruxelles. La ragione: uno sciopero degli operai francesi, che chiedono aumenti salariali.I

l 26 maggio di quest’anno, dopo 1.336 giorni di lotta, i lavoratori hanno vinto: potranno formare una cooperativa (si chiamerà Scop Ti), rilevare la fabbrica, riprendere la produzione e in più riceveranno dall’Unilever un indennizzo di 19,2 milioni di euro. I 76 operai che hanno resistito per quattro anni sono stati sostenuti da una rete di solidarietà francese ed europea, e da iniziative che hanno spinto il governo a occuparsi della vicenda.

Nel frattempo la Unilever non è rimasta a guardare: minacce e tentativi anche violenti di sgombero. Alla fine sono state le azioni legali e
l’annuncio di un boicottaggio che probabilmente hanno spinto la multinazionale a trovare un accordo.

....

 

La nuova cooperativa vuole sviluppare la produzione di tè e tisane biologiche con aromi naturali, lavorare con
agricoltori locali, rilanciare piante aromatiche come la verbena e il tiglio. Per il tè hanno trovato
un produttore nel nord del Vietnam.

 

Internazionale spiega che molte aziende in francia si trovano in queste situazione e rischiano di chiudere , ma sulla base di alcune sperimentazioni come questa

. Il parlamento francese sta discutendo un progetto di legge che prevede tra l’altro di dare ai lavoratori il diritto di prelazione quando vengono messe in vendita piccole e medie aziende che hanno i conti in attivo.