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MA DOV'E' QUESTA FINE CRISI ? Sauro Mattarelli

 

La crisi morde sempre di più

La ripresa in Italia non è alle porte

Sul fronte delle entrate tributarie stanno aumentando, è vero, le entrate da imposte dirette, ma sono in calo quelle da imposte indirette (IVA) a causa del crollo dei consumi indotto dalla crisi, dalla disoccupazione, dalla sottoccupazione, dall’incertezza.

Permane una drammatica incertezza del diritto. Chi investe, ad esempio, non conosce il regime fiscale (sempre mutevole) con cui dovrà fare i conti in futuro.

La riforma delle pensioni ha prodotto qualche risultato in termini di bilancio dello stato, in gran parte vanificati dal disastro sociale che ne è conseguito: una pubblica amministrazione vecchia e anchilosata, giovani che non sono ammessi al mercato del lavoro (i migliori vanno all’estero), per non parlare dell’ancora irrisolto dramma degli “esodati”. Disoccupazione a livelli inaccettabili.

La presunta stabilità del governo “di responsabilità” che dovrebbe almeno impedire la risalita dello spread e oscillazioni violente sui mercati finanziari ha mostrato il suo lato autentico dopo la condanna in via definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale. Non è previsto il carcere per l’ex premier solo in considerazione dell’età (77 anni!). Ma il suo partito ora punta a una incerta e comunque devastante resa dei conti finale con lo stato e la Magistratura.

Almeno due o tre dei partiti più grandi sono annoverabili come “non istituzionali”. Chi odora di razzismo, chi di antistatalismo tout court, quasi tutti di populismo. Praticamente nessuno tra i grandi partiti, per esigenze particolari proprie, si riconosce più nella Costituzione repubblicana.

Non è stata modificata la legge elettorale.

Il presidente della Repubblica è stato rieletto di recente, ma ha quasi novant’anni: un’altra, evidente anomalia. Nel frattempo l’intero Mediterraneo e il vicino Oriente è percorso da venti di guerra. L’Italia, come l’Europa, rischia la figura del vaso di coccio: irrilevante politicamente e militarmente disposta in ordine sparpagliato, più che sparso.

Sauro Mattarelli da il Senso della Repubblica settembre 2013