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27 GENNAIO LA MEMORIA

Domani è il giorno della memoria. Per qualcuno che non ha visto una guerra, che non ha conosciuto un sopravvissuto o visto un campo di concentramento, è una immagine lontana, nel tempo e nello spazio. Qualcosa di cui si ha orrore, sdegno, riprovazione. Ma che non si pensa possa toccarci. E' Se questo è un uomo, La vita è bella, Schindler List, La banalità del male. E' letteratura, cinema, arte. E' Moni Ovadia che ne parla. Ma sembra qualcosa avulsa dalla nostra storia, dalla nostra realtà. Auschwitz, di cui ricordiamo la caduta dei cancelli è così distante, da noi. Se come me, siete a Forlì, la prossima volta che passate in corso Diaz guardate a 300 metri dalla piazza, sotto il piccolo loggiato dove c'è una farmacia. Lì c'era l'albergo Commercio che nella nostra città diventò, nel dicembre 1943 il campo di concentramento da cui partivano per lo sterminio gli ebrei rastrellati in provincia di Forlì . Quando Forlì stava per essere liberata i nazisti e i fascisti uccisero  gli ultimi prigionieri. Fucilati alle Casermette furono sepolti , in buche di bombe, in via Seganti. La shoah è passata anche da Forlì. Da casa nostra. Ricordiamocelo. E se c'è passata ci può tornare.

E' il messaggio su FB di un Lodovico VZ, nuovo amico di Repubblica e Progresso, nulla da aggiungere