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Cronaca politica : realtà o fantasia

 la classifica dei migliori pesci d'Aprile.

Il  Primo d' aprile si sa è il giorno degli scherzi , è appena passato , ma la cronaca politica  ci presenta degli episodi che a noi tutti piacerebbe che fossero scherzi per vedere chi abbocca , ma non è così come ci spega il nostro amico Castruccio

Primo aprile: “i pesci” si sprecano.

Quando sia nata l’usanza di fare scherzi il primo di aprile nessuno lo sa con precisione, in compenso ha preso piede in tutto il mondo o quasi. Ovviamente gli italiani non possono fare eccezione, quando mai, e i politici in particolare. Per cui sui giornali si può leggere un’ampia rassegna di “pesci” che, a seconda dei punti di vista, sono andati a buon fine.
 
Antonio Razzi, incredibile dictu, ha presentato una proposta di legge. Per l’esattezza questa porta il numero 1370 e si intitola «disciplina dell’esercizio professionale della prostituzione.» In verità si occupa anche di traffico. Propone infatti che questa, la prostituzione non possa più essere esercitata per strada per evitare, soprattutto ai minori, di assistere a scene disdicevoli ma anche per permettere un miglior scorrimento della viabilità. Chi eserciterà la professione avrà la qualifica di Operatore Assistenza Sessuale (OAS) e trimestralmente dovrà sottoporsi a controlli sanitari. In più è fatto obbligo di utilizzare il condom per « per qualsiasi tipo di prestazione».  E si introduce (è proprio il caso di dirlo) il reato di «danneggiamento di profilattico» Se questo accade «durante una prestazione deve essere denunciato da parte dell'OAS alle autorità sanitarie competenti, entro il primo giorno feriale successivo all'evento, con indicazione delle generalità del cliente.»È ammessa la pubblicità su riviste e quotidiani ma non rivolta ai minori. Anche radio e tv sono mezzi accettati ma solo nelle fasce orarie notturne. I manifesti stradali sono vietati. Pesce d’aprile?. No, vero!
 
 
Elsa Fornero, la ministra che si dichiarò «non ferratissima» per il ruolo, ha inviato una autoassolutoria lettera a La Stampa.  Tutte le colpe-imperfezioni-errori della legge che porta il suo nome sono state causate dal poco tempo, dalla fretta, dalle informazioni non pervenute. Che ci fosse pressapochismo neanche a parlarne. Ovvio.  Comunque il punto clou della lettera consiste nella rivendicare «che non c’è alcuna vergogna nella riforma del 2011, bensì severità accompagnata da un forte riequilibrio a favore dei giovani nei rapporti tra le generazioni.» Ognuno si fa del male con i mezzi e la fantasia che ha a disposizione. E lei, la Fornero, l'ha fatto con un tempismo che lascia esterrefatti. Infatti i dati Istat di oggi, 1 aprile, dicono che la disoccupazione giovanile è al 42,3% e in aumento del 3,6% su base annua. Pesce d’aprile? No, vero!
 
Drammatica l’evoluzione della vicenda delle baby squillo dei Parioli. Molti dei gentiluomini che hanno frequentate Aurora e Azzurra se la caveranno a buon mercato. Anzi alcuni l’hanno già fatto: con il patteggiamento. Bella invenzione questa che tuttavia qualche volta lascia l’amaro in bocca. Pare che i gentiluomini di cui sopra possano scegliere tra tre alternative: cinque messi e dieci giorni di galera, alternativamente 40.000€ di pena pecuniaria oppure la libertà controllata. Il terzo caso prevede il ritiro di patente, passaporto, il divieto di allontanarsi dal comune di residenza e l’obbligo di firma. Probabilmente tutti sceglieranno la busta “b”. Con il pagamento di 40mila€ si eviteranno spiegazioni a mogli, fidanzate, compagne e magari anche ai figli. Alla fine come al solito saranno le vittime a rimetterci. Pesce d’Aprile? No, vero!
 
Pubblicità compartiva in casa Cgil. I segretari regionali della Cgil di Lazio e Lombardia comprano un a pagina sull’unità per attaccare Maurizio Landini della Fiom. Lo accusano di essere poco democratico, In particolare gli imputano una eccessiva presenza su giornali e televisioni. E per non farsi mancare nulla aggiungono l’accusa di «personalizzazione e scimmiottamento dei politici». Accuse vecchie nei modi e nei contenuti che ricordano la baffone Stalin e la rivoluzione culturale cinese di Mao. Poi per non farsi mancare nulla aggiungono, con scarsa originalità, il rimbrotto di eccessiva «timidezza nell’attaccare il governo.» Mica come loro. La pubblicità comparativa non serve per dire che si è meglio del concorrente ma solo che lui è peggio. Bel colpo compagni. Il tutto a pagamento: su l’Unità.  Pesce d’aprile? No, vero!
 
 
Naturalmente non poteva mancare Berlusconi Silvio, ex cavaliere del lavoro. Lui il pesce d’aprile l’ha anticipato. È uno che arriva sempre prima, come piace a Giuliano l’apostata Ferrara. Quindi con due giorni d’anticipo ha lanciato le nuove parole d’ordine della nuova, si fa per dire Forza Italia. Da adesso sarà il partito dei cani e dei gatti: falchi, colombe e piccioni non gli piacciono più. Che dire di essere come cani e gatti non è proprio un’incitazione alla pace ed alla serenità. Ma tant’è. Con cani e gatti il buon Silvio spera di vincere le elezioni europee e di recuperare almeno 10milioni di voti. Tanti paiono essere i possessori di cani e gatti. Per questo ha ordinato ad ogni militante dei circoli a lui intitolati di adottare un cane. Non gli dovrebbe essere difficile. Pesce d’aprile? No, vero!
 

Castruccio e la settimana in B minor

Castruccio con la sua solita verve commenta la settimana tutta all' insegna dell' iniziale B, Boschi Bersani, Berlusconi, Bagnasco, Battisti

http://ilvicarioimperiale.blogspot.it/2015/03/boschi-bersani-berlusconi-bagnasco.htm

E le avventure di questa settimana dei nostri con inizaile B. non possono che essere classificate che come B minor , come la nota sonata di Litz che non a caso inizia con un "lento assai". Però coraggio , dopo è previsto un allegro energico ... speriamo ! Risatona

https://www.youtube.com/watch?v=tflgNTVKrX8

Castruccio :il Silvio redento

Berlusconi il moralizzatore:« basta marciume»

 
Il miracolo operato dai servizi sociali. Il domiciliato di Arcore vuole pulizia in politica. Nuova promessa agli italiani: la moralità. Arriva dopo l’aumento delle pensioni, le dentiere, i toupet ed i cateteri gratis per tutti. Presto anche il buon senso sbarcherà in politica. La metafora del bue e l’asino.
 
E il bue disse all’asino cornuto.» Fino ad ora sembrava uno dei tanti adagi popolari trasmessi per via orale. Di quelli di cui si conosce ben bene il significato ma che rimangono sempre metaforici e non immediatamente riportati e riportabili alla realtà. E quando lo sono fanno riferimento a cose piccole e semplici: liti tra moglie e marito o, più divertente, storielle di corna tra due che coram populo si dicono coniugati con donne dai facili costumi. Quindi questioni private e mai di pubblico e nazionale interesse. A dare una sterzata a questo ormai liso stato di fatto ha pensato il domiciliato di Arcore, in arte Silvio Berlusconi. E così lui ha stentoreamente dichiarato: «,basta al marciume.» Portando la metafora a livello nazionale.
 
Non pochi tra i suoi si sono preoccupati ma poi leggendo il resoconto giornalistico si sono tranquillizzati: il loro leader faceva riferimento ai recenti fatti di Roma.  E non ad altro. Che così è pure meglio. Vuole pulizia in politica e nella vita sociale  il condannato a quattro anni per frode fiscale di cui tre coperti da indulto ed uno sanato con  l’affidamento ai servizi sociali. Verrebbe proprio da dire: il bue dice all’asino cornuto.
 
Voler più moralità è giusto, anzi giustissimo. Detto e scritto senza alcuna malizia: solo chi ha conosciuto la colpa, anche se veniale come quella della frode, sa quanto sia bello vivere nel lindore. La qual cosa comporta la possibilità di guardarsi allo specchio senza arrossire, anche sotto chili di cerone, e di dormire sonni tranquilli. Magari con la papalina e la boule dell’acqua calda. 
 
Ovviamente i giornali tutti si sono buttati sulla ghiotta notizia e l’hanno pubblicata a caratteri di scatola.  Pochi hanno colto il vero segno di questa affermazione che non ha nulla di politico ma fa riferimenti solo alla sfera morale. E ancora meno sono stati quelli che, in cuor loro,  si sono complimentati con il giudice che ha trasformato un anno di vigliacca galera con i servizi sociali. Sono stati questi a far germogliare sulle labbra del Berlusconi Silvio parole dal tanto importante valore etico. Cesare Beccaria nell’udirle si sarà messo a ballare nelle tomba e avrà gioito e dimostrato a quei forcaioli che vogliono pene sempre più dure, finanche la morte, il cambiamento del pensiero di un uomo. Passare dall’avere alle dipendenze e difendere un mafioso conclamato (Mangano)  o trascorrere la vita lavorativa accanto  ad un altro (Dell’Utri) e addirittura con questo fondare un partito e poi impedire al proprio ministro dell’Interno di commissariare un comune mafioso fino ad essere condannato per frode fiscale al diventare poi paladino della pulizia in politica, ha del miracoloso. Grazie, Cesare Beccaria.
 
Ma i miracoli non finiscono qui. È proprio grazie alla frequentazione, obbligata, dei più deboli e svantaggiati che il cuore del più ricco degli italici si fa di burro e ne è evidente l’influenza nel suo messaggio politico. Già perché il Berlusconi Silvio resta in politica anche se già lo si vedeva avviato verso qualche sperduto eremo. Rimane in politica e volge il benevolo sguardo agli anziani ed ai poveri. Al confronto san Francesco, con le sue colombe ed i suoi lupi, parrebbe proprio un venditore di bufale. Nel senso di fregature. O di balle. E infatti l’uomo redento lancia il suo programma elettorale fatto di dentiere, cateteri, toupet e pensioni minime portate fino alla strabiliante cifra di mille, diconsi mille, euro al mese. E udite udite, per tredici mensilità. E ovviamente giù le tasse per tutti. Lascia stare che così a guadagnarci sarebbero solo quelli con più soldi: non tutte le ciambelle riescono col buco.
 
Un uomo così non può che avere in uggia il marciume. Nella politica come nella vita sociale e soprattutto nella sua vita privata. E, se ne ha la quasi certezza, ben di disfarebbe di tutti i suoi averi per darli ai poveri se non fosse per i tanti figli, che sono pezz’e core, e per gli ancor più numerosi nipoti. E poi mai vorrebbe rubare la scena a papa Bergoglio ed al resto del clero.

Se la piccola frequentazione dei servizi sociali, un sola volta alla settimana, ha potuto operare tale cambiamento perché non allungarne la permanenza a quattro o cinque giorni? Anzi a tutta la settimana e a tempo pieno. Così finalmente si avrebbe un politico completamente depurato, come l’acqua microfiltrata, e il governo del Paese ne trarrebbe infinito beneficio
 

Castruccio : politici ed umorismo involontario

Il Paese va a rotoli e loro giocano.

 
Berlusconi fa la parodia di Cettolaqualunque, D’Alema pur di dar addosso a Renzi dice peste e corna delle sue scelte di quindici anni fa. Renzi distribuisce patenti d’eroismo che se si prendesse qualche weekend lungo non farebbe male. Intanto diminuiscono i consumi, cresce la disoccupazione e 11 miliardi delle tredicesime finiranno per pagare Imu, Tasi e balzelli vari.
 
Ci fosse ancora Totò direbbe: «c’è da scompisciarsi». A seguire le dichiarazioni dei vari personaggi che calcano il palcoscenico della politica peracottara. Sembrano ragazzini in gita scolastica: giocano. Galletti sempre pronti a beccarsi su tutto e non importa quale sia il tema all’ordine del giorno.
 
Berlusconi fa la caricatura di Cettolaqualunque e  gli viene benissimo: quasi meglio dell'originale. Promette meno tasse per tutti come quell’altro prometteva «più pilu per tutti». Poi, come un televenditore, ci aggiunge l'aumento delle pensioni minime a 1.000€ e, non contento,  essendo uno che ha il cuore in mano e pure grande ci mette anche le dentiere gratis. Si vede che l’igiene dentale è rimasto un suo chiodo fisso. E gli porta alla memoria graziosi ricordi. Poi disquisisce sulle prossime elezioni per la presidenza della Repubblica e, a detta de commentatori che sembrano dei bookmaker, gioca spiazzare Renzi e a lasciarlo con il cerino in mano ponendo veti su questo e su quello e con l’aria di fare un favore chiede che tutto sia posticipato al giorno di poi del mese di mai. Tenendo comunque a specificare che la situazione è grave e lui lo deve dire. Che se magari tacesse questa sarebbe meno grave. Almeno per il sistema nervoso di quelli che ricordano aerei in overbooking e ristoranti pieni.
 
Renzi risponde dando patenti di eroismo, neanche si fosse sul Piave a tutti gli artigiani e imprenditori che si alzano al mattino. Come se operai, impiegati, contratti atipici, partite iva e precari non facessero lo stesso. Per informazione al vulcanico giovane presidente si aggiunge che anche i disoccupati, o come si usa dire i «diversamente occupati», lo fanno. Di alzarsi la mattina. E forse questi ultimi sono anche pià scattanti dei precedenti. Detto così, a spanne che ad entrare nei dettagli ci si fa solo male. Poi già che c’è anche lui dice che vuole abbassare le tasse, ma intanto non sa farsi rispettare dai petrolieri che non abbassano il prezzo della benzina e neancheriesce a riscuotere i crediti pregressi. Sarà poi da vedere se seguirà i suggerimenti della Corte dei Conti sull’8 per mille alle confessioni religiose. Che se ognuno si pagasse privatamente la sua chiesa e la sua fede sarebbe nel suo diritto e magari nel suo dovere. Ma sui fatti il fiorentino e i suoi paggetti e le sue ancelle latitano.
 
Chi non vuole latitare è l’immarcescibile Massimo D’Alema che intervistato questa volta da Paolo Valentino anziché dal solito Di Vico (che deve aver chiesto una dispensa) ha affermato che rifare quello che fece lui quindici anni fa sarebbe sbagliato. In verità in molti già lo sapevano e pure da quindici anni. Comunque pur di dare addosso a Renzi dice tutto e il suo contrario: sconfessa tutto o quasi quel che fece durante il suo governo che se non ci fosse mai stato ci si sarebbero risparmiati non pochi dei guai di adesso. Quindi, obnubilato dalla sua foga guerriera arriva addirittura a dire che bisogna fare più investimenti e anche pubblici. Che è proprio quel che sostiene Renzi. Ma non aveva detto dalla Gruber che ormai faceva un altro mestiere e girava il mondo? Perché non continua a farlo, il giramondo, e, come dicono i giovani non ci molla?
 
Nel mentre che i ragazzi guazzano nella pozzanghera della politica politicata la disoccupazione giovanile è salita al 43,3%, e quella generale al 13,2%, con l’incremento dell’1% dall’inizio dell’anno. Sei italiani su dieci hanno deciso di tagliare le spese natalizie (che tradotto per i cervelloni di cui sopra vuol dire meno consumi) e ben 11 miliardi delle tredicesime serviranno per pagare le varie tassazioni: Imu, Tasi ed addizionali varie. Poi bastano due gocce di pioggia e intere città finiscono sott’acqua. Le case popolari cadono a pezzi e solo a Milano ci sono migliaia di vani vuoti. E gli spazi vuoti, è una legge fisica, vengono riempiti, si sa.  Come tutto questo non fosse sufficiente c’è anche il pasticcio del bonus mamme lanciato nientepopodimenoche dal governo Monti. Dopo due anni non è chiaro a quanto ammonterà quali i limiti di reddito e neppure i tempi di erogazione. Probabilmente verrà consegnato quando i pargoli partiranno per il servizio militare. Ma ci saranno ancora la controfigura di Cettolaqualunque, un mezzo conte megalomane e un fiorentino dalla lingua sciolta. Auguri

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Castruccio: Dichiarazioni e buon umore

Sapida disamina dell' amico Castruccio sulle dichiarazioni della settimana, Renzi Napolitano e Berlusconi ci hanno deliziato con le loro dichiarazioni, e non ci risparmiano qualche sorpresa come quando, fa notare il nostro amico, il presidente del Consiglio ritiene doveroso rendere pubblica una lettera della comissione europea strettamente confidenziale, ma non il patto del Nazzareno

Le dichiarazioni della settimana: Renzi, Napolitano, Berlusconi. Carine

 
Il bello del vivere nel Belpaese è che non ci si annoia mai. E soprattutto viene difficile perdere il buon umore. Quand’anche le cose vanno da schifo basta aprire un giornale dare un’occhiata alle dichiarazioni dei big della politica e magari anche dell’economia e subito torna il buon umore.
 
La dichiarazione di Renzi:«È finito il tempo delle lettere segrete.»
 
Sempre di buon umore, divertito e divertente, è il Presidente del Consiglio e nulla sembra smuoverlo da questo suo stato dell’animo. Neanche la lettera, tutta ringraziamenti e legnate, che gli ha inviato il gelido Jyrki Katainen in risposta alla sua bozza di legge di Stabilità. Per far contenti gli italiani Renzi ha pensato bene di renderla nota all’orbe terraqueo. Il Presidente della Commissione europea Barroso se ne è avuto a male e un po’ rudemente da detto che queste cose non si fanno e ha invocato la legge sulla privacy. Il nostro ha risposto che: «È finito il tempo delle lettere segrete, pubblicheremo tutti i dati di questi Palazzi, ci sarà da divertirsi ….» Già ci sarà da divertirsi. Magari gli italici avrebbero voluto divertirsi anche leggendo quello che c’è scritto nel famoso patto del Nazareno. Senz’altro si scompiscerebbero. Come si scompiscerebbero in Parlamento e in Vaticano e in Confindustria. E magari si scompiscerebbe pure la magistratura. Nessuno si scandalizzerebbe per la forma se, come ebbe a dire il bronzeo Toti, sono quattro o cinque punti scritti a mano sulla carta del pane. Nel Belpaese si è abituati a ben altro.
 
La dichiarazione di Napolitano: «Insofferenza per i vecchi assetti di potere.»
Poiché un titolo onorifico fa sempre chic ed è pure ben ambito continua a girare per il Paese anche quello di Cavaliere del Lavoro. Oddio, visti alcuni precedenti non ce ne sarebbe da far gran vanto ma la memoria è corta anzi cortissima mentre la vanità è ampia anzi amplissima. E poi un titolo è come un sigaro: non lo si nega a nessuno. Quindi a Roma, al Quirinale, nuova infornata di Cav. e il capo dello Stato Giorgio Napolitano parlando ai neo Cavalieri del Lavoro ha lanciato un nuovo e sentito, oltre che vibrante,  monito da cui, per comodità,  si estrae solo questa perla di rara saggezza: «Si sta diffondendo un clima di insofferenza per il trascinarsi di vecchi assetti strutturali e di potere.» Si intuisce che sotto i paludati abiti e le felpate frasi batte ancora il cuore del vecchio rivoluzionario di professione. Così Lenin chiamava i funzionari del partito comunista. Certo Napolitano non poteva essere più esplicito. Magari si poteva marcare un po’ di più che il clima di insofferenza non si sta diffondendo adesso ma ha ormai permeato ben bene tutta la società e anche da un bel pezzo e che non di insofferenza si tratta ma di un sentimento assai più ruspante e che mette in agitazione, sopra e sotto la cintola, non pochi organi degli italiani. Soprattutto da chi quei «vecchi assetti strutturali e di potere» li ha visti nascere e corroborarsi anno dopo anno da quando nel 1953 si assise per la prima volta in uno scranno della Camera.
 
La dichiarazione di Berlusconi:«Dico sì a unioni gay e jus soli.»
Proprio vero che nulla è scolpito nella pietra ed una volta per tutte. Anche il più macista dei macisti, quello che ad ogni piè sospinto sottolineava il fatto di non essere gay si è convertito. Al formale tiepido buon senso, almeno. Gli omosessuali, uomini o donne che siano, sono persone come tutte le altre e come tutti debbono avere gli stessi semplici diritti. E quindi come se nulla fosse eccolo declamare: «La famiglia tradizionale è il cardine del nostro Paese ma lo sono di più l’amore e la dignità.» Sorbole! E poiché il domiciliato di Arcore ama stupire ed ormai era lanciato ecco la seconda perla: « Dare la cittadinanza ai figli degli immigrati è doveroso.» Mica male arrivare a simili conclusioni alla soglia degli ottant’anni. Chissà a quali vette di aperturismo rivoluzionario potrà arrivare quando sarà dalle parti dei cento anni.
 

Comunque su queste battute si sono divertiti tutti meno i soliti guastafeste: la cancelliera Merkel, ma i tedeschi non hanno un gran senso dell’umorismo, quelli che volevano diventare Cavalieri del Lavoro ed erano pure disposti a pagare (metaforicamente s’intende) ma non ce l’hanno fatta e poi Fitto, Gasparri e qualche altro scartellato di Forza Italia. L’unico che non la pensa come Berlusconi ma si è fregato le mani dalla contentezza è stato Salvini: i razzisti e gli omofobi rimangono parco suo.

 

Castruccio, alla ricerca del senso del ridicolo

Calderoli, Salvini, Littizzetto: cosa li unisce? La mancanza di senso del ridicolo e delle proporzioni. Uno crede nella macumba. l'altro non sa come funziona l’Iva. E la terza sbandiera 100€ come fosse il milione del signor Bonaventura. Tristezza

Lo scorso 11 agosto Roberto Calderoli, ahinoi senatore della Repubblica, ha rilasciato a Il fatto quotidiano una intervista anima e core nella quale tracciava una sorta di punto della sua vita, politica e non. Vita piena di rimpianti. Capita anche ai peggiori. In questa, oltre che annunciare il suo prossimo ritiro (ma non ha specificato né giorno né mese, né anno) confessa di aver sparato stupidaggini, Camilleri direbbe minchiate, solo per avere spazio sui giornali. E non è il solo. In qualche modo si dichiara pentito di un simil modo di fare il che denota che anche un gallo-selta della sua stazza da qualche parte, magari ben nascosta, ha della sensibilità. Ma non è vero. Ad appena quindici giorni dall’intervista eccolo ancora agli onori della cronaca. Questa volta è per chiedere coram populo al padre della ex ministra Kyenge Cècile  di togliergli la macumba di cui si ritiene oggetto. Ma come? Uno abituato a calcare il pratone di Pontida, uno che beve l’acqua del Po (che magari era acqua minerale) uno che ha passato la vita a fare lo stuoino di Bossi, non del Trota ma dell’altro. Uno che ha parlato di bingo-bongo e poi ha inventato la legge porcata e mantiene il coraggio di guardarsi allo specchio tutte le mattine, uno così ha paura della macumba? Calderoli crede nella macumba come le vecchie contadine analfabete dei secoli passati credevano nel malocchio. Allora dovrebbe rivolgersi a Vanna Marchi&;figlia. O comprare un cornetto di corallo. Ancora una volta Calderoli ha lanciato una fesseria, direbbe Pratolini una bischerata, per leggere i suo nome sui giornali. Bene. Ce l’ha fatta ancora. A ricoprirsi di ridicolo. Quello che aveva cumulato fino ad ora non gli basta.
 
 
Sulla stessa lunghezza d’onda si è mosso anche il nuovo segretario della Lega, Salvini Matteo. Dato che squadra che vince non si cambia anche lui ha pensato bene di sparare qualche marunada, come si dice ad Alzano Lombardo dove ha tenuto la sua performance. Nel video postato dal corriere.it (1)  il prode ed ingrassato Salvini, pure un po’ bolso, invita i suoi a disertare i supermercati in favore dei piccoli negozi e a non farsi fare lo scontrino fiscale. Perché così, dice lui, non si versa l’Iva allo Stato. Questa oltre che una marunada è anche una stupidada (sempre in bergamasco) perché l’Iva il negoziante l’ha già pagata quando ha fatto l’acquisto del prodotto dal suo fornitore. L’unica cosa che si ottiene non chiedendo lo scontrino è di far evadere la tasse al negoziante. Evidentemente Salvini non ha ben chiaro come funzione il sistema dell’Iva. Magari una secchiata d’acqua gelida per snebbiare le idee gli farebbe bene.
 
Secchiata d’acqua che invece s’è beccata la Littizzetto dopo aver sventolato due biglietti da 50€ come suo contributo alla ricerca contro la Sla. Il mondo del web l’ha subito criticata per l’esiguità dell’importo. Ma d’altra parte ognuno dà quello che può o vuole e i parametri sono personali. Forse la Littizzetto ha voluto agire su quello della proporzione. Probabilmente  legando la donazione al  livello della sua comicità. E allora 100€ sono più che sufficienti. Magari c’è pure da darle il resto. Comunque si è giustificata: prima ha detto di essere caduta dal pero, che spesso lo sembra per davvero e pure che abbia battuto la testa. Poi ha aggiunto di aver fatto una stupidata, quindi ha voluto sottolineare che lei mai direbbe quanto versa in beneficenza. Probabilmente per non arrossire. Comunque: volendo si può cartesianamente dubitare di tutto. Pure anche di questo. Alla fine della fiera però pare che le varie secchiate abbiano portato nelle casse 300.000€. Un po’ pochino in proporzione ai personaggi (e relativi redditi) che si sono scomodati. Magari ci si aspettava qualche cosina di più non foss’altro in pagamento della visibilità che la secchiata d’acqua ha portato. Ma questo è il Paese dei proclami e della demagogia. Non dei fatti.
 

Ps. Il padre di Cècile Kyenge ha risposto che forse gli antenati sono arrabbiati con il Calderoli. Certo sarebbe da vedere uno che rivendica di essere l’antenato di Calderoli. Che poi trovarne più di uno è tutto da dimostrare.  Infine: è notorio che gli antenati hanno un sacco di cose da fare . Figurati se si perdono dietro a uno che crede nella macumba. Uno così gli antenati lo cancellano dall’albero genealogico.

 

Castruccio La settimana del bon ton

La settimana del bon ton

 
Ecco i veri maître a penser della finezza: Maurizio Gasparri,  Silvio Berlusconi,  Vittorio Feltri e l’imperdibile Antonio Razzi. Bonjour finesse.
Nel  Paese più dadaista che c’è questa è stata la settimana del buon gusto. O se si vuole essere raffinati del bon tonE quindi ecco i veri maître a penser della finezza. Tra questi come non trovare (rullo di tamuri) Maurizio Gasparri,  (rirullo di tamburi)  Silvio Berlusconi,  (trirullo di tamburi) Vittorio Feltri e l’imperdibile (quadri rullo di tamburi )Antonio Razzi. Così non ci si fa mancare nulla. In realtà ci sarebbero altri scalda scranni del parlamento e pure altri giornalisti. Ma questi  quattro sono più che sufficienti.  Altrimenti si fa indigestione. Bonjour finesse.
 
Magliette e cene eleganti
Si parte dall’abruzzese più irriso dagli italiani: Antonio Razzi.  Ha fatto stampare, a spese sue si spera, delle chiccose magliette (confezionate, forse, nella Corea del Nord)  con il suo marchio di fabbrica, fine ed elegante.: “te lo dico da amico, fatti li …zzi tua.” Che magari se li facesse per davvero i …zzi sua l’Antonio, ma lontano dal parlamento, sarebbe un bene per tutti meno che per uno: Maurizio Crozza. Naturalmente Razzi ha pensato bene di omaggiare tutti i suoi amici con tanto fine cadeau. E tra gli amici, non poteva mancare l’amico più amico, quello al quale il Razzi Antonio sarebbe anche disposto a regalare un rene, dato che questi gli ha regalato un posto al senato. Con vitalizio annesso.  L’amico in questione è noto per la sua abilità ad organizzare cene eleganti ed in queste la razziana maglietta non sfigurerebbe affatto. Anzi sarebbe  il giusto tocco di classe, la ciliegina sdulla torta. L’amico in questione è il Berlusconi Silvio che ha commentato il dono dicendo: “te lo dico da amico …..” …Fine, vero? Che classe. Quando si dice che gli uguali si cercano e pure si trovano. Ahinoi.
 
La classe non è acqua
La classe non è acqua e questo si sa ma a maggior ragione lo dimostra  Maurizio Gasparri. Lui che ha un incarico di notevole prestigio istituzionale, è uno dei vice presidenti del senato un altro è Roberto Calderoli, giusto per fare il paio, dopo Italia Inghilterra  in un twitter  ha definito gli inglesi come boriosi e coglioni. Il twitter gli deve essere scappato mentre si guardava allo specchio. Ovviamente.
 
Il commento di Vittorio Feltri ha commentato un tuo post?
Feltri, come si sa, ha scritto un editoriale dal titolo «schifezze d’uomini», dedicato a Carlo Lisi, l’uomo che a Motta Visconti ha ucciso la moglie e due figli. L’ho criticato sostenendo che tra le schifezze d’uomini che circolano per il paese Lisi non si trova certo tra le prime posizioni. Il giornalista più educato d’Italia ha risposto con un twitter che recita: «le schifezze ci sono dappertutto anche tra i giornalisti ma anche fra chi li critica con veemenza eccessiva.» Da che pulpito. Goodmorning Babilonia.
 
L’albero del cocomero ha nominato il dadaista della settimana
Tutti i giovedì alle ore 19,00 Ryar web radio (www.ryar.net) manda in streaming la trasmissione  l’Albero del Cocomero al cui interno c’è la rubrica Costume Dadaista  che elegge il dadaista della settimana. La scorsa settimana si è aggiudicata la nomination e la vittoria  Claudio Cottarelli, commissario alla spending review, per la sua brillante idea di risparmiare tagliando la luce nelle città mentre in quella in corso il titolo di dadaista della settimana è toccato a Maurizio Gasparri. Non c’è stata storia, ha sbaragliato tutti gli altri concorrenti, e c’erano nomi di calibro, vincendo a mani basse. Ha vinto la competizione non solo per aver definito gli inglesi in quel modo ma, soprattutto per come ha reagito alle critiche ed in particolare a quella di Wired. Ha insultato tutti a raffica e a Wired ha riservato questo commento:  «wired non so chi sia, per viltà come tanti si cela dietro l’anonimato, serve nome e cognome per indicare a nettezza urbana».
Gasparri, Wired è una rivista internazionale distribuita in quasi tutto il mondo che si occupa di cultura, politica, scienza e, non ultimo tecnologia!!

Per questa volta a Vittorio Feltri è andata male, è stato battuto, da è un vero fuori  fuoriclasse,  ma si rifarà presto. Quasi certamente.

 

Castruccio continuano le barzellete,ma qualcosa di positivo c'è

Le fesserie impazzano ma per fortuna ci sono Nice e Malala

 
Ferrara Giuliano firma un libro che ha scrittto in minima parte. Fassino reclama il diritto al dissenso. Alfano non tratta con Genny ’a carogna e il badante di Cesano Boscone perde il pelo ma non il vizio. La ministra Boschi impara l’arte delle finte dimissioni.  Ma per fortuna ci sono Nice e Malala due ragazze che si battono per cause serie e di civiltà.
 
Maggio che è un bellissimo mese. I romantici lo chiamano il mese delle rose mentre i rudi Navajo di Aquila della Notte, noto anche come Tex Willer, lo chiamavano il mese nel quale i cavalli perdono il pelo. Provate a strigliare un cavallo in questo periodo e scoprirete quanto pelo vi rimane sulla spazzola. Roba che tanti peli così non li mette insieme neanche Giuliano l’apostata Ferrara.
 
Giuliano Ferrara e papa Francesco.
E quindi a malincuore si dice di Giuliano Ferrara che presenta il libro “Questo papa piace troppo” Ovviamente il riferimento è a papa Francesco. Il libro in realtà è stato scritto in grandissima parte da Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro ma a campeggiare è nome di Ferrara, più noto degli altri due  e quindi con più possibilità da fare vendite.  Nell’epoca dei piazzisti anche questo ci sta. Ovviamente a Giuliano l’ateo devoto che autodefinizione più fessa non si poteva trovare  questo papa non piace. Evvabbé. Francesco se ne farà una ragione. D’altra parte va tenuto conto che Giuliano l’apostata se ne va matto per Berlusconi, che non è male. Mentre in ambito ecclesiastico prima gli piaceva Wojtyla e poi Ratzinger quindi anche questo ci sta.  A fare il bastian contrario al barbuto e cappelluto Ferrara ci piace da morire, finché c’è gente disposta ad ascoltarlo e pure chi a mettere mano al portafoglio per mantenere  il suo foglietto parrocchiale. Certo piacerebbe ai più riferirgli la battuta che, per analoghe ragioni di peli, fu appiccicata a Nicola Bombacci. Ma per dirla bisogna essere Ferrara.
 
L’aplomb di Fassino Piero
Da Giuliano Ferrara a Piero Fassino il passo è breve: due ex comunisti fintamente pentiti e con la rude scorza degli stalinisti nascosta nel taschino. Piero Fassino passerà alla storia (delle barzellette ovviamente) per due motivi: per aver detto durante una delle sue tante sedute a Porta a Porta: «Grillo, fondi un partito, prenda dei voti se ne è capace e poi venga a discutere.» E infatti Grillo ha fondato un movimento,  ha preso i voti ma di discutere con Fassino non ci pensa nemmeno.  By the way pare, dai sondaggi, che il M5S sia il secondo partito in Italia avendo superato di un tocco il partitino del badante di Cesano Boscone. Il secondo motivo è dovuto ai recenti fatti di Torino. Dove l’ imbecillità si è sommata alla coglionaggine. Fassino, in qualità di sindaco di Torino va al vecchio stadio Filadelfia nell’anniversario della sciagura di Superga per dire che si impegnerà a ricostruirlo. Dei torinisti  assai citrulli anziché plaudire all’iniziativa lo insultano perché juventino. Che verrebbe da dire «e che ve ne frega se vi rifà lo stadio nuovo.» Ma gli idioti è notorio non pensano. Lui, il Fassino, si offende e per calmare gli animi mostra il dito medio. I torinisti  denunciano la cosa. Fassino prima nega (sembra Berlusconi) poi di fronte all’evidenza ammette e rivendica il fatto, lui lo chiama diritto al dissenso. (sembra sempre Berlusconi). Ma un po’ di buon senso no? Giusto per non assomigliare a Berlusconi.
 
Genny ’a carogna il dialogante e Alfano il negante
Grazie al calcio è salito agli onori della cronaca anche Gennaro De Tomaso detto Genny ’a carogna. Che per i non partenopei sta per Gennaro la carogna. Simpatico. Grazie al suo assenso si è potuto giocare la finale di coppa Italia. Dopo trattativa con le forze dell’ordine. Povera Italia. Il ministro Alfano nega al di là di ogni ragionevole dubbio. Le televisioni confermano e anche il rapporto degli osservatori della Figc.  Tra Alfano e quelli della Figc a chi credere? A nessuno dei due ovviamente ma ai propri occhi sì. Comunque il Presidente Napolitano ha detto che «non si tratta con i facinorosi.» ma non pare che si sia scaldato tanto quando funzionari dello Stato e ministri  trattavano con la mafia. I facinorosi forse sono più pericolosi e hanno pure meno soldi e amici in parlamento.
 
Il badante di Cesano Boscone
A proposito di pericolosi è sempre in circolazione il Berlusconi Silvio .  Che tra il cambio di un bavagliolo e l’altro in quel di Cesano Boscone trova il modo di fare dichiarazioni e poi smentirle. Alla mattina ha detto che è disposto ad entrare al governo poi a sera ha smentito. Ha anche detto che  vuole passare alla storia (e quando mai) come il padre della Patria che ad essere orfani ci sono anche dei vantaggi. E poi ha insistito: lui vuole essere il Mandela Italiano. E allora c’è chi, conoscendo la storia,  ha applaudito dicendo: «bene, allora cominciamo con 27 anni di carcere.» Brillante.
 
Maria Elena Boschi ha già capito tutto: minaccia di andarsene.
Dal governo invece pareva se ne volesse andare Maria Elena Boschi. Non intendevano approvare la sua versione del senato. Poi però tutto è rientrato. In commissione hanno dato il via libera. Probabilmente è stato per compassione. I senatori avranno pensato alla povera Maria Elena che torna a casa la sera e sola soletta si beve una tazza di latte prima di infilarsi a letto. Già, come lei stessa ha raccontato a Vanity fair, fa una vitaccia solitaria e poco divertente. Se le tolgono anche il posto al governo che le resta?
Le
Le cose serie: Nice e Malala
Per finire un paio di notizie serie, in questa rubrica dadaista. Due parole su Nice. Il suo nome per intero suona: Nice Nailantei Leng'ete e ha 23 anni ed è una ragazza Masai. da una decina combatte contro una ferocissima barbarie: la circoncisione delle donne. Taglio del clitoride e infibulazione. Lo fa nella sua terra parlando con i vecchi dei villaggi e anche girando il mondo per raccogliere fondi che serviranno per formare infermiere e personale sanitario locale Un’altra ragazza che sta facendo molto per l’emancipazione delle donne del terzo mondo è Malala. Ha rischiato la vita per poter andare a scuola ed istruirsi. Un fanatico pakistano le ha sparato ma lei ha voluto comunque vivere e dopo molti interventi chirurgici è riuscita a tornare alla normalità. Adesso si sta battendo per far liberare le ragazze e le giovani donne nigeriane che sono state rapite qualche giorno fa dai pazzi di Boko Haram.  Il bello in queste due ultime storie è che a lavorare per la liberazione non sono due star occidentali ma due persone normali, due donne, due ragazze che sono originarie di quei luoghi. Queste due ragazze dimostrano che le vere rivoluzioni non possono essere esportate ma devono nascere e svilupparsi nei luoghi che devono essere cambiati.
 

Auto blu e cocaina, alla fine si crede alla bufale

Abbiamo pubblicato qui sotto una notizia , che fortunatamente si è rivelata una bufala , non resta da dire che purtroppo siamo abituati a tali soprese che  qualche volta sembra tutto possibile

 

 

E’ accaduto oggi alle ore 11 e 30. Acquisto shock con sorpresa. Un’imprenditrice di Avellino – M. F. ha acquistato una delle famose auto blu messe in vendita su Ebay dal governo Renzi, una Maserati M139 del 2005. Dopo le normali procedure per il passaggio di proprietà, per un restyling, la donna ha portato la prestigiosa macchina dal suo tappezziere di fiducia, per far sistemare un sedile in pelle con un evidente strappo nella parte inferiore.

Durante l’esecuzione dei lavori, il tappezziere, si è accorto di un rigonfiamento, che in un primo momento ha reputato si trattasse di un danneggiamento all’imbottitura. Subito l’incredibile scoperta:

All’interno del sedile era ben nascosto un pacchetto di cellophane contenente una polvere bianca. Trattasi di Cocaina proveniente dalla Colombia e appartenente alla stessa partita di quella ritrovata nelle valigie della Dama Bianca, come hanno potuto in seguito verificare gli inquirenti, che, prontamente, sono stati allertati dalla stessa proprietaria.

http://corrieredelmattino.altervista.org/notizia-shock-compra-auto-blu-ebay-trova-250gr-cocaina-allinterno-sedile/

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/auto_blu_ebay_cocaina_sedile_bufala/notizie/683819.shtml

L'autoriforma di Giovanardi

Passato da tempo il primo di aprile , non passano le notizie che in una situazione normale potrebbero essere solo dei divertenti "pesci".

Carlo Giovanardi. Proprio lui, della padre della legge Fini-Giovardi sulle droghe leggere, bocciata dalla Corte Costituzionale. E’ Giovanardi, alfaniano, insieme al democratico Amedeo Bianco, il relatore del decreto sugli stupefacenti, approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato.

Sembra anche che sia tutto contento perchè , a suo dire , la sua legge viene recuperata , sembra che non sia così , ma la vicenda lascia perplessi .

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2014/05/06/news/dl-stupefacenti-il-relatore-della-nuova-legge-e-ancora-carlo-giovanardi-1.163899

 

Questo il commento di Civati

Affidare nuovamente a Carlo Giovanardi la revisione della Fini-Giovanardi (bocciata dalla Corte costituzionale) è una grande idea. Bisognerebbe chiamare anche Fini, però, se no non vale.

P.S.: per quanto mi riguarda, insisto sulla legalizzazione, unica strada per affrontare il problema. Secondo Soros, il proibizionismo è un fallimento da mille miliardi di dollari. Il 40% dei carcerati è dentro per reati collegati alla droga. Il mercato nero collegato si può valutare in 300 miliardi di dollari. Così, per dire.

http://www.ciwati.it/2014/05/07/secondo-me-bisogna-chiamare-anche-fini/