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IL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

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    Il presidente emerito Carlo Ageglio Ciampi è stato ricoverato all'ospedale di Bolzano : Auguri Presidente

La concertazione con Ciampi, Giugni, e parti sociali nel 1993

In questo periodo in cui la concertazione viene definita come un inutile rito che bloccale riforme , è utile ricordare l' accordo del luglio 1993 promosso dall' allora presidwente del consiglio Ciampi, l' ultimo esponente di rilievo della scuola democratico azionista , il ministro del lavoro, il socialista Giugni i sindacati confederali e la la confindustria

Sull' importanza di quell' accordo ultizziamo il giudizio di un personaggio che certo non si può considerare un amico degli attuali sindacati Pietro Ichino In un articolo di 10 anni dopo , nel 2003

 

Quello stipulato il 23 luglio 1993 dal governo Ciampi con tutti i sindacati e le associazioni
imprenditoriali non è soltanto uno fra i tanti accordi tripartiti che per un quarto di secolo hanno segnato
le tappe della concertazione secondo il modello italiano. Quel “protocollo” - un vero capolavoro
politico del ministro del lavoro dell’epoca Gino Giugni - ha innanzitutto ridisegnato profondamente
il nostro diritto sindacale e del lavoro, come non era mai accaduto in precedenza, dettando
una nuova disciplina delle rappresentanze sindacali aziendali, individuando un equilibrio preciso fra
contrattazione collettiva nazionale e aziendale, stabilendo il metodo di negoziazione delle retribuzioni
nel quadro di una politica dei redditi nazionale e voltando pagina rispetto al vecchio meccanismo
della “scala mobile”. Riforme, queste, che non richiedevano interventi legislativi per essere attuate
e che nel decennio successivo hanno avuto un tasso di effettività tanto elevato quanto inconsueto
nella storia delle politiche del lavoro nel nostro paese; e che hanno consentito all’Italia di centrare
l’obiettivo dell’entrata fra i primi nel sistema monetario europeo. Ma il protocollo Giugni del
1993 ha anche individuato i contenuti di alcune importanti riforme legislative, di cui una parte -
quella relativa alle agenzie fornitrici di lavoro temporaneo - sarebbe stata attuata quattro anni dopo
con il “pacchetto Treu” del 1997. Un’altra parte è invece rimasta inattuata: su questo torneremo fra
breve.
Quanto il sistema delineato in quel protocollo fosse ben costruito è dimostrato dal fatto che a
dieci anni di distanza nessuno, neppure il Libro bianco del ministro Maroni, parla di un suo abbandono.

 

http://archivio.pietroichino.it/articoli/view.asp?IDArticle=274

http://www.repubblica.it/online/economia/contrat/luglio/luglio.html