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DALLA CRISI EXTRAISTITUZIONALE AL GOVERNO RENZI

 

Una crisi di governo a metà strada fra la prima repubblica e Shining (Civati)

Da questa crisi gli italiani usciranno più convinti che la politica è arte della bugia e un leader non dichiara mai le sue vere intenzioni (Gad Lerner)

La definizione “manovra di palazzo” non è dispregiativa e polemica: è linguisticamente esatta. (Luca Sofri)

 

Abbiamo scelto tre definizioni di questa crisi - che tutto fa supporre porterà ad un governo Renzi- , perchè probabilmente lo sconforto che si legge diffusamente in rete è provocato dalla sensazione di già visto , di secrete cose decise in ex abrupto da pochi eletti ( e anche qualche nominato)

Ma se la frase di Lerner nella sua laconicità completa il commento del giornalista rinviamo sia all'articolo di Sofri che al video di Civati. Quest'ultimo regala anche un'interessante riflessione sul rapporto fra governabilità e rappresentanza , contestando il regolare sacrificio della seconda in nome della prima

http://www.ciwati.it/2014/02/13/la-smisurata-ambizione-di-riportare-al-voto-i-cittadini/

http://www.gadlerner.it/2014/02/13/la-politica-e-le-bugie

http://www.wittgenstein.it/2014/02/13/cinque-cose-sul-delirio-di-questi-giorni/

30 milioni in meno all' Università

Quando furono diffuse le notizie sulla disoccupazione giovanile il presidente del consiglio Renzi , usò parole ferme e decise "C’è bisogno di gente che tiri fuori i soldi. Avete visto i dati sulla disoccupazione? Come politici abbiamo il dovere di dare risposte a questi ragazzi e a queste ragazze,"

http://www.riparteilfuturo.it/tag/matteo-renzi/

Non è chiaro come ciò si connetta alla riduzione dei fondi per l'università , 30 milioni nel 2014 e 45 nel 2014

 

Da Repubblica on line

La prima promessa tradita dal governo Renzi è sull'università. Non ci saranno tagli lineari, aveva più volte detto il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini: "Questo governo ha messo al centro la scuola e il sapere". Ancora ieri, di fronte alle voci che rivelavano tagli alla voce università nel decreto legge varato in Consiglio dei ministri, la Giannini, neocandidata al Parlamento europeo per Scelta Europea, replicava sicura: "Non c'è alcun taglio".

A Palazzo Chigi, ieri, il testo del decreto non era stato consegnato alla stampa. Oggi, però, una bozza circolante tra i rettori della Conferenza delle università (porta la data, 18 aprile, e l'ora, 16,46, del Consiglio dei ministri) al comma 6 articolo 50 parla in maniera esplicita di una sottrazione di 30 milioni al Fondo di finanziamento ordinario delle università per il 2014 (oggi ammonta a 7 miliardi di euro) e di 45 milioni per ogni anno a partire dal 2015.

http://www.repubblica.it/rubriche/la-scuola-siamo-noi/2014/04/19/news/nel_decreto_irpef_spunta_un_taglio_all_universit-84024242/

 

 

Le nomine di Renzi

Dunque il governo Renzi ha nominato nuovi vertici per le aziende pubbliche , con Presidenze femminili , sicuramente una cosa buona , Diventano Presidenti la Todini, volto conosciuto dai telespettari come ospite dei talk show in rappresentanza dell' ala più Berlusconiano della confindustria e Emma Marcegaglia

Quest' ultima , presidente dell' ENI si sono soffermati commenti di molti giornali, e sui possibili conflitti di itneresse, così come fu per la Guidi come ci ricorda repubblica :Emma Marcegaglia, invece, come la Guidi, possiede una società in rapporti con Eni ed Enel. Con i due colossi, la Marcegaglia spa ha addirittura condiviso una vicenda giudiziaria (Enipower ed Enelpower) relativa a presunte tangenti versate per aggiudicarsi alcuni appalti delle controllate del Tesoro. Per quei fatti, il fratello di Emma, Antonio Marcegaglia, a marzo 2008 ha patteggiato una pena (sospesa) di 11 mesi per corruzione e ha pagato oltre 6 milioni di euro. Dall'inchiesta erano emersi alcuni conti cifrati intestati anche a Emma Marcegaglia, sui quali erano transitati fondi neri: "Risorse riservate - aveva messo a verbale Antonio Marcegaglia il 30 novembre 2004 - che abbiamo sempre utilizzato nell'interesse del gruppo per le sue esigenze non documentabili".

Con quei soldi venivano pagati estero su estero i bonus per i manager che lavorano al di fuori dell'Italia, come quelli che gestivano i rapporti con i trader russi e con i paesi arabi, destinatari di commissioni e provvigioni per migliaia di dollari. Un viatico preoccupante per due società come Eni ed Enel i cui affari si intrecciano proprio con quei mondi di commesse, consulenze e affari ai limiti delle regole.

http://www.repubblica.it/economia/2014/04/11/news/eni-enel_e_i_conflitti_di_interesse_camuffati_di_rosa-83337440/

Perr completezza di informazione ricordiamo alcune notizia che abbiamo già sottolineato qui su novefebbraio anche che l'impresa della Marcegaglia insieme ad altre si beccò una multa da 40milioni da parte dell' autorità della concorrenza  per un accordo trufffaldino per lucrare sulle commesse pubbliche per i guard rail sulle autostrade

http://www.novefebbraio.it/recensioni/il-partito-dei-padroni#comment-774

ma L' azienda  della ex Presidente della Confindustria Marcegaglia è stata anche  condannata per aver posto in essere illegittimi artifizi per non pagare i salario di ingresso di 40 lavoratori .

http://www.novefebbraio.it/recensioni/il-partito-dei-padroni#comment-568

Forse possiamo ricordare anche la battaglia sempre della Marcegaglia contro la festività dell' Unità d' Italia

http://www.novefebbraio.it/recensioni/il-partito-dei-padroni#comment-212

 

Sulla rilevanza della sua attività di rpesdiente della confindustria anche inrelazione al tema della promozione sociale della donna consigliamo di leggere il capitolo 6 del libro di Filippo Astone "il Partito dei padroni " "Il senso del nulla Emma Marcegalia e Federica Guidi" Ora si trovano una al vertice della più strategica impresa pubblica italiana , l' altra Minsitro dell' Industria

PIL e politica edilizia

Sulla pagina di FB Repubblica e Progresso l' amico Paolo Sassetti ha segnalato un suo intervento sulle politiche per riattivare la crescita del PIL. L' intervento è molto approfondito e parti da una ampia messe di dati. Rinviamo al link per un approfondimento.

La conclusione dell' amico Sassetti è molto interessante : lo sgravio fiscale previsto dall' attuale manovra rischia di avere una bassa incidenza sulle prospettive di crescita del PIL , più utile apparirebbe un intervento agevolativo delle ristrutturazioni edilizie

L tesi ha dato vita ad un dibattito che riportiamo

EDERA ROSSA Scusa Paolo, affermi che il settore delle costruzioni edili è un settore , se non ho capito male, a basso livello di beni importati ; mi chiedo se non esce dalla porta non esca, almeno in parte dalla finestra, visto che è anche un settore a forte presenza di immigrati come manodopera. Una presenza che immagino finisca con l'incidere comunque sulla bilancia dei pagamenti. Mi chiedo inoltre se non sia il caso di privilegiare le costruzioni a scopo industriale ( che ritengo rivestano il ruolo di investimenti produttivi) rispetto a quelle per abitazioni che rappresentano, come destinazione finale, di fatto comunque una spesa per consumi sia pure pluriennali anche quando per il singolo soggetto possono costituire un investimento a scopo di risparmio . In altri termini, alla edilizia abitativa come occasione di crescita dell'economia reale di un paese anche nei tempi lunghi ci credo poco; la ritengo una spesa qualche volta utile, talvolta necessaria, altre volte semplicemente voluttuaria; ma comunque una spesa e non un investimento nel futuro di un paese. .

PAOLO SASSETTI La principale ristrutturazione cui penso è di tipo energetico, per ridurre la dipendenza energetica del paese. Poi c'è la messa in sicurezza di edifici privati e pubblici. Questi non sono consumi voluttuari, come non è voluttaria la manutenzione idrogeologica del territorio. Quando penso all'edilizia abitativa (che non è l'unica), non penso alle seconde case. Ricordo che la spesa privata più dinamica in Italia è quella rivolta alla elettronica di consumo. Un aumento del reddito disponibile degli Italiani si scarica in maniera più che proporzionale sull'acquisto di telefonini, tablet, televisori, ecc. che alimentano il PIL nazionale solo per la loro distribuzione, essendo completamente importati dall'estero. ecco cosa intendo per diversi moltiplicativi del PIL.

EDERA ROSSA non credo che le remore nei confronti del puntare sull'edilizia abitativa siano un dato puramente ideologico, magari di tipo comunista, , rimane il fatto che costruire case significa non contribuire alle esportazioni e nemmeno investire in aziende che producono prodotti che possono ridurre le importazioni. Nel dopoguerra, se non erro, la Germania pensò a ricostruire le proprie aziende prima ancora che le proprie abitazioni ed il risultato fu quello di aziende migliori e la capacità dopo poco di avere una edilizia pubblica di tutto rispetto. Sarebbe saggia, del resto, una politica di sviluppo dell'edilizia abitativa in presenza di un forte numero di case e di negozi sfitti? Altra cosa investire nella edilizia industriale,nel riassetto del territorio e nella sistemazione dell'edilizia scolastica, cose a cui mi sembra abbia accennato anche l'amico Paolo Sassetti . credo che anche le posizioni espresse da Ugo la Malfa nei suoi 11 punti sull'austerità avessero una visione della casa più come un bene di consumo pluriennale che come un investimento,

MASSIMOC sì però anche investire nella produzione di automobili è andare verso la produzione di beni di consumo relativamente durevoli - nella produzione di caramelle, consumo molto volatile, pur tuttavia si investe. Si mobilitano i fattori produttivi compresi i beni di investimento in vista della produzione di prodotti. Certo si può investire anche in distruzione, e andare avanti con le lottizzazioni significherebbe distruggere definitiamente il territorio: prima di questo, le condizioni demografiche determinano un eccesso di offerta che rende la cosa impensabile - e quindi concordo con quel che Edera e Sassetti han detto in merito: ristrutturare, riqualificare. D'accordo anche sul fatto che se si vuole parlare di economia - grande azzardo da parte di un non economista come me - si deve prescindere dalle qualificazioni morali o moralistiche: mi è rimasta nelle orecchie una polemica sull'introduzione della televisione a colori vista come "spreco". Non d'accordo sul fatto che bisogna lavorare solo per le esportazioni, c'è un settore che tuttora vi prospera ma ci vuole il mercato interno. 

http://www.soldionline.it/notizie/economia-politica/come-riavviare-pil-italiano-e-europeo

 

 

Democrazia Pura sul "Fenomeno Renzi"

 

Gli amici di Democrazia diretta hanno pubblicato una profonda riflessione sul “fenomeno Renzi” . La riflessione prende spunto dal commento scritto da Renzi per la nuova edizione del libro di Bobbio “Destra e sinistra”.

 

Dopo aver ricordato che per Bobbio era la diversa accezione del concetto di uguaglianza a marcare il confine tra destra e sinistra, Renzi riporta le parole dello stesso filosofo torinese su un’altra questione ritenuta cruciale: «Nel linguaggio politico occupa un posto molto rilevante, oltre alla metafora spaziale, quella temporale, che permette di distinguere gli innovatori dai conservatori, i progressisti dai tradizionalisti, coloro che guardano al sole dell’avvenire da coloro che procedono guidati dalla inestinguibile luce che vien dal passato. Non è detto che la metafora spaziale, che ha dato origine alla coppia destra-sinistra non possa coincidere, in uno dei significati più frequenti, con quella temporale». Rimane per la sinistra il compito fondamentale di difendere gli ultimi e gli esclusi ma di fronte alla liquefazione dei vecchi blocchi sociali, sostiene Renzi, essa «Deve accettare di vivere il costante movimento dei tempi presenti … È questo straordinario, irrefrenabile movimento che sfonda la vecchia bidimensionalità della diade destra/sinistra e le dà temporalità e nuova forza». Rappresentanza degli ultimi e capacità innovativa: queste le due caratteristiche che la sinistra dovrebbe oggi avere per Renzi.

 

a di quale rappresentanza si tratta? Nadia Urbinati , su La Repubblica del 25 Febbraio u.s., ha ritenuto di individuare nel concetto di “ultimi” la vera diversità renziana rispetto all’eredità della rivoluzione francese e della democrazia moderna: «gli “ultimi”, una categoria che non appartiene né alla sinistra né alla politica, ed é morale ed evangelica, hanno bisogno di essere spinti in alto. Gli “ultimi” non sono come gli “umili” manzoniani, però, perché individualisti che vogliono sbloccare le relazioni e farsi strada nel mondo. In questa lotta la sinistra ha un compito solo: quello di non perdere il “contatto con gli “ultimi”. E per farlo deve sostituire le teorie tradizionalmente sue (anche quella liberalsocialista e quelle legate agli “anni sessanta e settanta”) per abbracciare “la lingua della solidarietà” della chiesa di papa Francesco. La solidarietà giunge quando gli individui cadono. Qui sta la sinistra, più che a preparare le condizioni affinché la loro lotta sia condotta su un piede di parità e il merito sia meritato». Un Renzi dunque solidaristico e non sostenitore dell’uguaglianza dei diritti. Un’analisi, quella della Urbinati, al solito acuta e suggestiva perchè non si limita all’indagine lessicale del linguaggio ma penetra nel piano semantico.

L’altro messaggio rilanciato con forza da Renzi riguarda l’innovazione politica nelle sua varie accezioni (dalla “rottamazione” al “cambiamento”). E qui, nonostante il conforto della citazione di Bobbio, Renzi non riesce ad essere convincente. Non spiega le ragioni per cui la capacità innovativa in sé debba essere considerata un valore positivo e per di più di sinistra. Reagan e la Thatcher condussero il mondo lungo una strada radicalmente nuova e determinarono trasformazioni sociali di enorme portata. Che però non furono affatto positive e tantomeno di sinistra. Ma non è un caso se il discorso sull’innovazione rimane incerto. Il fatto è che per lo stesso Renzi il cambiamento non è un valore in sè ma lo diventa in relazione al profilo carismatico che egli si va cucendo addosso: il leader è tanto più forte ed ottiene tanto più consenso  quanto più radicale è la trasformazione che promette di portare.

 

 

 

Rinviamo al bellissimo testo per l' approfondimento , ma sembra di poter ampiamente condividere le due considerazioni su riportate .

L' attenzione sugli ultimi e non sul tema della “libertà dalla soggezione ( diremmo come repubblicani) per tutti i cittadini . D'altra parte sono decenni che l'attenzione per gli ultimi viene utilizzata come alibi per l' attacco ai diritti dei penultimi , sono decenni che viene promosso una guerra fra poveri e poverissimi a tutto beneficio degli Happy fews che vedono in continuazione rafforzare la propria ricchezza . Il ceto medio che nella retorica dei liberali doverebbe essere il fulcro della società sta restringendosi e proletarizzandosi in tutto l' occidente , senza che gli ultimi ne traggano alcun beneficio

In quest' ottica deve essere anche vista la retorica del cambiamento dato per positivo a prescindere dalla direzione verso cui si cambia . All' esempio del cambiamento di Reagan e Thatcher riportato nell' articolo possiamo portare quello ancora più chiaro di ciò che sta accadendo dall' altro aprte del mediterraneo : gli innovatori sono quelli che vogliono la sharia, la disuguaglianza fra i sessi , la punizione della apostasia , i conservatori sono coloro che vogliono preservare i valori dello stato laico . Siamo certi che da noi la situazione è così diversa ? .

  http://www.democraziapura.altervista.org/?page_id=5854

 

 

 

 

Viroli quello che Renzi non sa di Bobbio

 

Maurizio Viroli ha affrontato su il Fatto Quotidiano del 27 2 il tema proposto tra gli altri dagli amici di democrazia pura, cioè l'affermazione di Renzi , partendo da un commento all' opera di Bobbio , del superamento della sinsitra tradizionale , attraverso il binomio Innovazione conservazione . Secondo Viroli :

 

Le considerazioni di Renzi sono in parte una superficiale condanna di uno degli aspetti più attuali del pensiero di Bobbio, in parte un evidente travisamento della realtà storica, in parte un maldestro tentativo di appropriarsi della sua eredità ideale.

La condanna sta nelle poche parole che Renzi dedica all'azionismo di Bobbio: "Mi chiedo se oggi che la seduzione della `terza via' - che pure nel socialismo liberale, nell'utopia azionista di Bobbio, ha trovato più che un riflesso – si è sublimata perdendo slancio, la coppia eguaglianza/diseguaglianza non riesca a riassorbire integralmente la distinzione destra/sinistra".

Oscurità linguistiche a parte -non riesco a capire che cosa voglia dire che la seduzione, si badi, della terza via si è sublimata perdendo di slancio -Renzi qualifica come utopia l'ideale azionista che Bobbio ha seguito, e difeso tenace-

mente, per tutta la vita, fino agli ultimi anni. L'azionismo di Bobbio non aveva nulla di utopistico.

Era piuttosto un modo di intendere l'azione politica come impegno coerente ispirato al rigoroso rispetto degli ideali etici di libertà e giustizia, e per questo era ed è la vera innovazione, la vera alternativa alla secolare corruzione italiana. Chi, come Renzi, si proclama banditore del cambiamento dovrebbe fare dell'azionismo di Bobbio, e dei suoi maestri e compagni, la sua bussola, non liquidarlo, in ossequio all'ideologia dominante

Il travisamento nell'affermazione che la sinistra cara a Bobbio, "quella socialdemocratica e anticomunista, ha insomma vinto la sua partita".

Bobbio non è mai stato nei confronti del Pci, anticomunista.

Glielo hanno rimproverato tante volte. Ha discusso, polemizzato, dialogato con i comunisti italiani, e contribuito alla loro evoluzione in senso democratico, ma non è mai stato un loro nemico. Ancora nei suoi ultimi anni di vita si preoccupava del fatto che in Italia "si è passati dall'antifascismo all'anticomunismo" (Dialogo intorno alla repubblica, Laterza, 2001, pagg.113).

La sinistra cara a Bobbio non ha affatto vinto per la semplice ragione che non ha mai avuto, nell'Italia repubblicana, un serio peso politico, ma soltanto una forza intellettuale.

Il maldestro tentativo di presentarsi come erede delle idee politiche di Bobbio è l'idea che la sinistra non debba più fondare la sua azione sulla coppia eguaglianza/diseguaglianza, ma su quella "innovazione/conservazione" o "movimento/stagnazione".

Missione precipua della sinistra, conclude Renzi, deve essere "accettare di vivere il costante movimento dei tempi presenti e accoglierlo come una benedizione e non come un intralcio".

Maldestro perché Bobbio ci ha insegnato che nella vita politica a volte ha ragione il conservatore rispetto all'innovatore, a volte ha ragione l'innovatore rispetto al conservatore. In merito alla riforma costituzionale, ad esempio, Bobbio aveva una posizione saggiamente conservatrice: "Non vedo, ha scritto, la necessità di una riforma costituzionale" e

aggiungeva, nel 2001, che "attuare una riforma costituzionale con il Parlamento che c'è adesso è impensabile" (Dialogo intorno alla repubblica, pp. 110-111).

Vedeva poi nella realtà italiana pericoli gravissimi, in particolare la nascita di Forza Italia, che giudicava "un partito eversivo" guidato da un demagogo e su questo problema si è sempre schierato invece con i progressisti.

DA BOBBIO Renzi avrebbe potuto trarre preziose lezioni di saggezza politica. In questo scritto non ha saputo farlo.

 

 

Per l'interro articolo

http://93.187.25.146/rassegna/pdf/2014-02-27/SIF4004.PDF

Cosa succede a Sinistra secondo Rodotà

 

Rodotà su repubblica riportato dal sito di Civati

 

Civati, con quella che non è soltanto una battuta, ha parlato di Nuovo Centro Sinistra, ponendo così un problema: è possibile un processo, tutt`altro che semplice e breve, che abbia come primo obiettivo quello di liberare il Pd dal legame pericoloso con il Nuovo Centro Destra e, in prospettiva, consenta di lavorare intorno ad una ipotesi di sinistra nuova e non velleitaria? Di questo si dovrebbe tener conto, senza rifugiarsi nelle troppo comode obiezioni “realistiche” che, negli ultimi tempi, hanno privato il centrosinistra di ogni capacità di creare le condizioni pur minime per non essere sempre succube di stati di necessità, veri o costruiti. La politica è anche, talora soprattutto, capacità di assumersi rischi, senza la quale nessuna vera innovazione è possibile. Forse è qui che il proclamato “coraggio” di Renzi dovrebbe esercitarsi pure in questa direzione. E si potrebbe anche cominciare a ragionare fuori da un`altra pesante ambiguità, l`indicazione della durata del governo fino al 2018, che sembra un artificio per tener buono Alfano. Qualora al Senato si creassero le condizioni per liberarsi da questa ingombrante tutela, si potrebbe ragionevolmente discutere di un programma limitato e di un ritorno alle urne secondo una logica politica, e non puramente strumentale, anche se ora contro questa possibilità si leva il pasticcio dell`eventuale elezione differenziata di Camera e Senato.

Ripeto. È un processo non facile, che tuttavia può permettere di avviare un cammino che faccia uscire dal deserto politico nel quale continuiamo ad aggirarci. In questa prospettiva si presenta come assai impegnativa l`iniziativa della lista Tsipras perché, in particolare, la partecipazione alle elezioni europee significherà sottoporsi ad un vero confronto pubblico. È una impresa rischiosa e, proprio per questo, vorrebbe dai suoi promotori un rigore estremo. Dal passato vengono esempi che ammoniscono sul rischio legato alogiche autoreferenziali (il fallimento nelle ultime due elezioni politiche dalla Sinistra arcobaleno e della lista Ingroia) . Dal presente viene l`obbligo a riflettere su che cosa significhi, al di là del fatto simbolico, il riferimento a Tsipras e al suo partito, Syriza. Si tratta di una esperienza maturata attraverso un lavoro politico non breve e che si è consolidato grazie ad una intensa presenza sociale. Condizioni, queste, che non trovano corrispondenza nella lista italiana e nella variegata coalizione che la sostiene, che peraltro non ha dato una esaltante prova di sé proprio nella scelta delle candidature, come attestano le cronache di ieri. Per tutti quelli che vogliano andare oltre la semplice critica al governo Renzi, si apre una stagione assai impegnativa. Ma proprio con queste difficoltà bisognerà misurarsi.

http://www.ciwati.it/

Scuola : un en plein per i cattolici con il Governo Renzi?

Il sito dell' UAAR, unione degli atei, agnostici razionalisti, ha vagliato i curricula della squadra governativa che si occuperà di di scuola , ricerca ed univeristà, il ministro e i tre sottosegretari , questo il commento  :" Anche sul tema dell’istruzione, l’esecutivo punta a tranquillizzare il mondo cattolico. La nuova ministra per l’Istruzione, Stefania Giannini (Scelta Civica), ha esordito con uscite discutibili sulla scuola. Intervenendo nel programma Prima di tutto su RadioUno, ha ribadito la necessità di investire nella scuola per uscire dalla crisi e dare più dignità ai professori, a partire dagli stipendi. Ma ha anche detto che “la libertà di scelta educativa è un principio europeo ed è un principio di grande civiltà”, che quello del pubblico è un “servizio fondamentale” ma paritarie e statali devono avere “uguali diritti” e “trattamenti che corrispondano al loro diverso insegnamento”.

La nomina dei sottosegretari all’istruzione, appena avvenuta, aumenta ancor di più le preoccupazioni sulle intenzioni clericali dell’esecutivo. I tre posti sono stati infatti occupati dall’ex sindaco di Piacenza Roberto Reggi (ex Margherita di stretta osservanza renziana), dalla popolare Angela D’Onghia (già vincitrice del premio “Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti”) e dal riconfermato Gabriele Toccafondi, ciellino in quota Ncd. Un uomo quest’ultimo che, nell’ultimo anno, si è battuto contro il referendum laico di Bologna, per i contributi a favore delle paritarie, per il “lodo Cl” sull’esenzione Imu alla Chiesa e ha criticato gli opuscoli Unar anti-omofobia. È un panorama iperclericale di cui l’intero mondo laico deve essere pienamente consapevole. A quanto sembra Renzi vuol cominciare la sua attività di governo rottamando quel che resta della laicità della scuola pubblica."

http://www.uaar.it/news/2014/02/28/governo-renzi-la-gestione-istruzione-e-iperclericale/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=governo-renzi-la-gestione-istruzione-e-iperclericale

 

Gad Lerner sulla nomina dei sottosegretari

Poche donne e molte “compensazioni”: sui sottosegretari Renzi torna alla vecchia politica (e va a destra)

La definizione delle posizioni di sottogoverno è da sempre un passaggio antiestetico per ogni esecutivo. Nel caso specifico rivela la necessità da parte di Matteo Renzi di rispettare promesse ufficialmente non ammissibili. Come quella riguardante Francesca Barracciu (nella foto), indagata e “costretta” a rinunciare alla corsa per la presidenza della Sardegna, ricompensata ora con un posto da sottosegretaria ai Beni Culturali. Spiace che la realpolitik abbia già costretto Renzi a disattendere l’impegno alla parità di genere. Le sottosegretarie sono in tutto solo 9, scandalosamente poche. E spiace che fra loro non compaia Cécile Kyenge: un governo serio le avrebbe chiesto di proseguire l’impegno intrapreso da ministra sull’integrazione e la cittadinanza. Se anche la manderanno al Parlamento europeo, non sarà la stessa cosa. Nel dosaggio delle attribuzioni è chiaro riconoscere il segno di uno spostamento a destra dell’asse programmatico. Basti vedere il viceministro dell’Economia: Enrico Morando è un’ottima e competente figura, ma certo non è la stessa cosa di Stefano Fassina. La sostanza del governo Renzi è assai più moderata della sua apparenza.

http://www.gadlerner.it/2014/02/28/poche-donne-e-molte-compensazioni-sui-sottosegretari-renzi-torna-alla-vecchia-politica-e-va-a-destra

Chi è il nuovo ministro dell' industria di Renzi

 

Chi la nuova ministro dell'industria del governo Renzi : Federica Guidi

Alle idee della medesima ha dedicato un capitolo Filippo Astone ne “il partito dei padroni “ di cui abbiamo già parlato .

http://www.novefebbraio.it/recensioni/il-partito-dei-padroni

 

 

Il punto su cui si sofferma Astone è l' intervento della Guidi come presidente dei giovani imprenditori della confindustria al convegno di Santa Margherita Ligure del 2008. In questa occasione l' attuale ministro dell' industria “ propone di abolire i contratti nazionali di lavoro per far posto non alle trattative al livello d'azienda – cavallo di battaglia di Emma Marcegaglia- ma quelle face to face fra imprenditore e singolo dipendente . Anzi aspirante dipendente . L'idea è che ciascun impiegato, operaio , dirigente o tecnico possa trattare individualmente con l'azienda , che sarebbe portata , naturalmente, a concedergli la giusta mercede “ (op cit pag 147).

Questo perchè “il premio al merito passa inevitalmente da una dimensione più vicina ll' impresa … bisogna superare questo modello triadico fatto di sindacati associazioni delle imprese e governo , per ridare ad ogni soggetto il pieno controllo del proprio lavoro e della propria esistenza “ (op cit pag 150) .

Immaginiamo che la fanciulla sia venuta a fare il ministro dell' industria proprio per contestare il modello triadico . E poi fa comunque un certo effetto sentire parlare di merito premiato da parte questi giovani, come Federica Guidi, divenuta direttore generale della Ducati Elettronica a 32 anni . La ducati elettronica è l'azienda del padre, Guidalberto Guidi

La propaganda di queste idee continuò tanto che ad agosto Scalfari commentò su Repubblica “Basta leggere su "Repubblica" di venerdì l'intervento di Federica Guidi, presidente dei giovani industriali di Confindustria, per avere l'immagine di un'ideologia economicista che vede la politica come il "comitato d'affari" del potere economico del quale parlavano i marxisti del secolo scorso, rinverdito nell'epoca della globalizzazione. “

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/riforme/scalfari-federalismo/scalfari-federalismo.html

Federica Guidi e il conflitto di interessi,

 

La nuova ministro dello Sviluppo Economico , Federica Guidi, ha appena giurato , ma qualche problemino viene fuori : come riporta il fatto quotidiano “ la Guidi non potrà non interessarsi di Simest – società strategica, a controllo pubblico, che supporta e fornisce assistenza alle imprese italiane nel processo di globalizzazione – ….In tal caso potrebbe imbattersi nella “sua” Ducati Energia spa, visto che Simest, dal dicembre del 2012, ne detiene una quota pari al 15,04% del capitale. E se Simest dovesse decidere di disinvestire da Ducati Energia, la presenza del suo ex vicepresidente a capo del ministero dello sviluppo, potrebbe costituire un fattore condizionante? “ Gli affari di famiglia rischiano inoltre di finire sul tavolo del neoministro anche per un altro motivo. Finmeccanica, controllata dallo Stato al 30%, è impegnata da mesi in una trattativa per la cessione della Bredamenarinibus, la più rilevante azienda italiana produttrice di autobus. Ebbene, tra coloro che sono in corsa per l’acquisto della Bredamenarinibus c’è anche la Ducati Energia. Immaginiamoci uno scenario in cui la scelta del partner industriale debba essere fatta tra i turchi della Karsan e la Ducati Energia: il ministro dello sviluppo potrà astenersi dall’esprimere il proprio punto di vista?

 

Un elemento di potenziale conflitto di interesse in capo al ministro Guidi deriva infine dal fatto che lo Stato (Polizia di Stato), nonché realtà controllate da esso (Poste), stanno acquistando un mezzo di trasporto prodotto da Ducati Energia. Si tratta del Free Duck, che, come recita il sito dell’azienda presieduta da Guidalberto Guidi, costituisce un “innovativo quadriciclo elettrico leggero in grado di far fronte alle problematiche connesse alla mobilità, nel pieno rispetto dell’ambiente

 

La neo ministro si è dimessa da tute le cariche connesse all' azienda di famiglia , ma il partito di cui il presidente del consiglio è segretario non aveva sempre detto , parlando di Berlusconi , che il conflitto di interessi non deriva dalla carica ricoperta , ma dalla proprietà degli interessi in conflitto ?

 

Poi c'è il problema politico, come dice Repubblica che ricorda le “ responsabilità sulle politiche industriale, su quelle energetiche, sulla gestione delle tante (sono 160 le vertenze sul tavolo) crisi aziendali, e sul politicamente sensibile settore delle comunicazioni dove si addensano gli interessi dell'ex senatore Berlusconi . E qui risiede anche il "caso Guidi" sul versante politico. Tra Guidalberto Guidi, ex falco confindustriale, e Berlusconi c'è un'antica consuetudine. Anche lui era alla cena di Arcore di lunedì. La figlia Federica ha sempre espresso posizioni vicino alla destra berlusconiana. È stata euroscettica, iperliberista fino al punto di proporre l'abolizione del contratto nazionale di lavoro sostituendolo con i contratti individuali. Il Cavaliere ha provato più volte a candidarla nelle sue liste. Pensò addirittura a un futuro da vice di Forza Italia per la giovane industriale. Che ora, però, è al governo mentre Berlusconi è all'opposizione. “ ma osserva sempre Repubblica : “Ieri il Cavaliere che pare abbia detto ai suoi: "Abbiamo un ministro pur stando all'opposizione".

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/23/governo-renzi-tutti-i-conflitti-di-interessi-del-neo-ministro-federica-guidi/891162/

http://www.repubblica.it/politica/2014/02/23/news/governo_renzi_grana_guidi-79396632/

 

 

La Ministro Guidi e l' auto incentivo

La Ministro Guidi ha firmato il provvediemnto sull' auto incentivo . Si dirà : non è la prima volta che viene incentivata l' auto. Non qui la parola " auto " non è utilizzata in quel senso, almeno non solo  : qui si intende che la ministro Guidi incentiva se stessa .

Si chiama Free Duck e come recita lo spot del sito della Ducati Energia, l'azienda della famiglia Guidi, "è l'innovativo quadriciclo elettrico leggero in grado di far fronte alle problematiche connesse alla mobilità, nel pieno rispetto dell'ambiente. Disponibile in versione elettrica ed ibrida, contribuisce a ridurre il tasso di inquinamento acustico e soprattutto atmosferico".

Con le sue emissioni pari a zero nella versione elettrica e ridotte del 76% nella versione ibrida rientra pienamente negli incentivi che il governo Renzi e la sua ministra hanno varato a sorpesa a partire dal 6 maggio per il settore delle due, tre e quattro ruote

 

http://www.repubblica.it/economia/2014/04/28/news/la_guidi_firma_gli_incentivi_una_aiuto_all_impresa_di_famiglia_che_produce_veicoli_elettrici-84713289/

Sardegna, ma i partiti come sono andati ?

 

Annunciata la vittoria del candidato del centro sinistra i risultati delle elezioni in Sardegna sono spariti o confinati nelle pagine che più interne non si può dei giornali . Ma non sono del tutto privi di interesse, riportiamo qui sotto la tabella dei risultati del 2014 , quella relativa alle elezioni della camera dell'anno scorso, e delle elezioni regionali del 2009.

I confronti non sono facili , perchè i partiti si sono rpesetnati in maneira piuttosto differenziata negli anni. M auna cosa è evidente è stata una vittoria di Piglairu e uno sconfitta di Cappellacci, personale in entrambi i casi , infatti se si cofnrontano le coalizioni il centro destra prevale sia pure di poco.

Vediamo i due partiti maggiori : crollo del PdL anche se il NCD nonsi presentava , di voti ovviamente dato il calo della partecipazione (voti praticamente dimezzati) ma anche in percentuale passa dal 30% del 2009 al 20 del 2013 al 18,5 di domenica scorsa.

Anche il PD però non ha da rallegrarsi con il 22% è un pò sotto sia il risultato del 2013 25% che le le precedenti regionali 24,7 . Questo dato , affiancato al buon successo di SeL che mantiene i voti e passa dal 3,7 al 5,1 dovrebbe far riflettere meglio sulle conseguenze della segreteria Renzi.

Ma sopratutto è interesdsante vedere che di fronte alla perdita di consensi dei due partiti maggiori le due coalizioni tendono per la folta schiera di partitini, ma se la somma di PdL + PD era nel 2009 il 55%, si riduce di 10 punti nel 2013 e regge appena quota 40% oggi.Cioè data la bassa affluenza poco più del 20% dell' elettorato Ma siamo sicuri che in questo quadro abbia un minimo di decenza l' accellerazione sul nuovo procellum della patto d'acciaio Berlusconi Renzi ?

  http://www.regione.sardegna.it/index.php?xsl=2187&s=1&v=9&c=11988&t=1&tb=11625&st=20&opt=risultati_riassuntivi&t=1&tb=11625&st=20

http://www.repubblica.it/static/speciale/2013/elezioni/camera/sardegna.html

https://www.regione.sardegna.it/argomenti/attivita_istituzionali/elezioni2009/risultatiriassuntivi.html

 

  AnnaM , l'amarazza di una "liberal comunista"

 

AnnaM , da poco ufficialmente amica di Repubblica e Progresso, su FB esprime tutta la sua amarezza di " liberal comunista" per come s'involve la situazione  Non sapppiamo  se il cocktail liberal/comunista dia un sapore simile al vino mazzinian/azionista , ma ha espresso esattamente quello che provano molti amici di novefebbraio : la sensazione che sia in atto una lotta non contro una ideologia , ma contro il concetto stesso di partecipazione consapevole e raziocinante. L' evento che sostituisce l'impegno civico, l' immagine e la comunicazione che sostituiscono il concetto e i valori , Ci sarà una ragione se l'offesa che distrugge un politico non è più "cretino" e men che meno "delinquente", ma "non buca lo schermo"

AnnaM.

Ma è "normale", in una democrazia liberale -non dico per un partito di sinistra- che, tanto per fare un esempio, un Diego Della Valle, industriale e patron della Fiorentina, abbia partecipato alle primarie del PD? E' normale che, in barba a Statuto, a quanto deciso dal Congresso 6 mesi prima e a semplice buon senso, in base anche a diverse "ragioni sacrali" che dovrebbero contraddistinguere un partito (di sinistra?) rispetto ad altre istanze di rappresentanze d'interessi (padronali….), un "estraneo", "naturalmente" controparte, sia legittimato a decidere chi diventa responsabile della politica del "mio" partito?
Ma avete mai visto primarie per decidere chi deve fare il segretario di un partito sottoposte in realtà a un'unica condizione: il versamento di 2 euro? Le primarie americane son cosa ben diversa; ma senza andare troppo lontano, quelle dell'Olivo ce le ricordiamo? ma vi vedete Forza Italia o la Lega che si affidano a….?
Non iscritta al PD, pur avendolo votato (non ritenendo di avere altre scelte), mi sono rifiutata di scegliere io, non iscritta, il nuovo segretario di un partito in cui non sarei entrata. Ma siamo matti?! Sarei invece andata senz'altro a votare se mi avessero proposto di scegliere il "candidato" premier di un'alleanza di centro sinistra…..
Non ce l'ho tanto con l' industriale italiano che sempre più ha bisogno di fare "sistema" con il politico in quanto i suoi interessi si sono progressivamente allontanati dalla produzione di beni, non ce l'ho con De Benedetti (ex industriale che si porta dietro il gruppo editoriale Espresso e Repubblica) o con l' AD interpellato per diventar ministro e che forse si è visto costretto alla ritirata per un eccesso di esposizione, non ce l'ho neppure con i nomi che si fanno dell'altissima finanza internazionale che potrebbero condizionare non solo la politica economica italiana, ma anche quella estera…..perché do per scontata l'interazione (uso un eufemismo) tra il mondo della politica e il potere economico-finanziario. Ma qui è in atto una strategia del tutto inedita che, secondo me, è quella di eliminare le organizzazioni partitiche (non ancora quelle sindacali….), che ancora hanno (avevano) una loro "forma", per ridurle ad istanze di interessi, di lobby, molto più facilmente gestibili.
Certo, la disintegrazione della sinistra italiana e di ciò che è nato dalle ceneri del PCI e della DC erano in atto da tempo, la perdita dell'etica di "classe" rimonta a un passato così lontano che pochi la possono rimpiangere, ma la lobbizzazione della società italiana è un "capolavoro" che neppure a Berlusconi poteva passare per la testa di riuscire. Che a così pochi scandalizzasse il senso di un'operazione tanto vistosamente eterodiretta la dice lunga sull'impazzimento della politica e della società italiane e sulla irreversibilità del suo tramonto. Chissà se si trova ancora qualche semplice che sbandiera come rinnovamento generazionale quello che sta succedendo. Comunque il masochismo autolesionistico e gattopardesco è tale che tra un po', dopo Letta, ci dispiacerà per Renzi…..
Vorrei tanto sbagliarmi e che questo fosse lo sfogo acido di un'anziana ex liberal-comunista (ossimoro?) mai pentita…..

Sauro Mattarelli, in breve il punto della crisi

Il punto “in itinere”… Ricapitoliamo:
1) A poche persone a suo tempo è parso strano che si siano organizzate primarie per eleggere non un candidato premier ma il segretario di un partito; ora si comprende meglio il senso di quella operazione… da cui si configura la concreta possibilità che si vada alle elezioni oppure che nasca un governo politico (e non più tecnico o d’emergenza) PD-PDL sull’asse Renzi-Berlusconi Verdini.
2) Questo governo potrebbe assumere anche una funzione “costituente” e comunque apportare profonde, radicali riforme.
3) Da questa prospettiva si legge meglio anche l’operazione “riforma elettorale”…

Sauro Mattarelli su FB