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IL DIBATTITO SUL NEGAZIONISMO

 

 Il Senato ha approvato il disegno di legge contro il negazionismo . Il tema è molto delicato . Per l' associazione Repubblica e Progresso l'antirazzismo è uno dei valori primari , espressi anche nei documenti fondativi

I Repubblicani esprimono un rifiuto assoluto di ogni forma di razzismo, in particolare delle due forme più visibili nella nostra società: l’ antisemitismo e l’ islamofobia.  Dichiarano l’ assoluta intollerabilità di posizioni che per combattere una delle due forme siano indulgenti nei confronti dell’ altra. I repubblicani  rigettano  qualsiasi teoria che gerarchizzi gli interessi  e la dignità dei popoli. (dal documento 7 tesi)

Che velenose tesi atte ad insultare la memoria di chi fu vittima dei più grandi ed efferati crimini della storia siano perseguite, che sia impedita la diffusione di odio e l' istigazione ad una cieca violenza in grado di distruggere la società non può che essere un obbiettivo da perseguire e conseguire

D'altra parte alcuni temono che l'introduzione di un reato contro al negazione dei genocidi e della shoà in particolare rappresenti una violazione della libertà di pensiero.

Proviamo ad andare con ordine sino a poco tempo fa la strada per introdurre il reato di negazionismo sembrava segnata da disegni di legge come , in primis quello presentato nella scorsa legislatura AMATI, MALAN, LEVI-MONTALCINI, FINOCCHIARO GASPARRI ed altri che aggiungeva un comma alle legge Mancino ( quella che reprime l'istigazione all'odio razziale) «

b-bis)

(è punito) con la reclusione fino a tre anni

chiunque, con comportamenti idonei a tur-

bare l'ordine pubblico o che costituiscano

minaccia, offesa o ingiuria, fa apologia dei

crimini di genocidio, dei crimini contro l'u-

manità e dei crimini di guerra, come definiti

dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto istitutivo

della Corte penale internazionale, ratificato ai

sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, e

dei crimini definiti dall'articolo 6 dello sta-

tuto del Tribunale militare internazionale, al-

legato all’Accordo di Londra dell’8 agosto

1945, ovvero nega la realtà, la dimensione

o il carattere genocida degli stessi».

Pertanto quelli che si proponeva di punire non erano espressioni del pensiero ma "comportamenti idonei a turbare l'ordine pubblico o che costituiscano minaccia, offesa o ingiuria" cioè comportamenti che già l' attuale ordinamento considera reati . Ne viene solo evidenziata la finalità . Qualche dubbio merita solo sulla ultima frase (ovvero nega...), sembrerebbe che si colpisca un opinione , ma in realtà anch'essa dipende dalla prima , cioè “Con comportamenti... “. Un po' più di chiarezza, comunque sarebbe stata utile.

Molto diversa la norma che è stata approvata dal Senato , introduce una modifica all' art 414 del codice penale

"Fuori dei casi di cui all'articolo 302, (sono i delitti contro la personalità dello stato) se l'istigazione o l'apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo, crimini di genocidio crimini contro l'umanità o crimini di guerra, la pena è aumentata della metà. La stessa pena si applica a chi nega l'esistenza di crimini di genocidio o contro l'umanità"

Ad avviso di chi scrive mentre il primo disegno di legge era estremamente opportuno prevedendo un aggravante a reati già previsti, la frase finale della norma approvata dal Senato è estremamente pericolosa, in prima luogo perchè non definisce il concetto di genocidio,(il completo sterminio della popolazione di Baghdad da parte dei mongoli nel 1258 fu genocidio ? ) inoltre perchè parla di semplice negazione , senza legarla ad atti comunque riprovevoli. Infine viene punita anche la negazione della dimensione . Discutere sul numero dei morti di un genocidio è un reato ?

Questa comunque è un opinione personale solo di chi scrive

MC

http://www.huffingtonpost.it/2013/10/15/soah-negazionismo-apologia-reato-senato_n_4101263.html?utm_hp_ref=italy

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/286209.pdf

 

Antares : la legge sul negazionismo

Appena un mese fa il Parlamento ha presentato una legge che punisce seriamente chi con scritti o parole nega l’entità, l’accadimento e le dimensioni della tragedia dell’olocausto.
Legge presentata sull’onda dei sentimenti ha suscitato aspre polemiche e con dubbi anche da menti di sinistra come Piergiorgio Odifreddi che, nel suo blog ha scatenato polemiche e proteste per una sua frase che dichiarava l’olocausto come una propaganda alleata. In realtà il ragionamento del matematico di Cuneo era più sofisticato e metteva a confronto le verità matematiche dimostrate e mai più messe in discussione, con le verità storiche soggette più o meno a epurazioni di comodo e per “necessità”.
Germania e Austria all’interno del loro codice penale hanno inserito da alcuni anni il reato di “negazionismo” che punisce col carcere coloro che negano la shoah.
Una domanda sorge spontanea: la democrazia che nella sua forma più pura permette a tutti di esprimere liberamente la propria opinione, può giungere a negare se stessa imponendo una legge che stabilisca se un evento tragico o no sia avvenuto davvero e punisca col carcere chi nega?
Possiamo davvero delegare ai politici e alla politica la decisione di stabilire se credere o negare un determinato fatto? La risposta è no.
Ragionando con i sentimenti una legge che introduca ilo reato di negazionismo sulla shoah sarebbe perfetta, d’altronde migliaia e migliaia di sopravvissuti ai campi di concentramento sono tornati a parlare e a testimoniare su ciò che accadeva all’interno delle baracche e delle torture e vessazioni subito, dell’orrore scatenato dalle SS naziste e dall’ideologia nazista.
Perchè dunque qualcuno dovrebbe permettersi la sfacciataggine di negare una tragedia simile? Una legge che stabilisca la verità storica a favore di coloro che l’orrore lo hanno subito sarebbe perfetta e non susciterebbe nessuna obiezione. Quasi.
Quasi nessuna perché se è vero che l’Italia è una democrazia occidentale deve ricordarsi che la forma del governo democratico permette a tutti di esprimere le proprie opinioni per quanto scabrose, dunque una legge che stabilisca cosa negare e cosa no non va assolutamente bene, sarebbe come approvare una legge che impone di credere esclusivamente nel Dio del cristianesimo e professarsi cristiani praticanti con il deterrente dell’arresto e la confisca dei beni.
Un altro motivo per cui non è assolutamente necessario e utile presentare e approvare una legge che stabilisca la verità storica è il rischio concreto e pericoloso di precipitare nel “menefreghismo intellettuale”.
Una legge che introduca il reato di negazionismo porterebbe tutti quanti a non indignarci e presentare le tesi che smontino i sostenitori della negazione della shoah.

Una discussione dovrebbe essere composta da tesi dell’una e dell’altra parte che gli interlocutori presentano a sostegno delle loro idee. Nel caso in cui il parlamento italiano imponga per legge ciò che è storicamente giusto e ciò che non lo è impedirebbe qualsiasi dibattito serio in cui la controparte uscirebbe sconfitta o indebolita.
Se esiste qualcuno che nega con sue tesi e suoi argomenti la shoah vivendo in una democrazia per cui i nostri nonni e i nostri antenati hanno versato sangue, esso deve avere l’opportunità di presentarle e discuterle, altrimenti sarebbe come affermare che i nonni hanno combattuto per una democrazia che stabilisca certe verità piuttosto che altre, sta a noi il dovere di controbattere adeguatamente. Non possiamo delegare e permettere che qualcuno, per il solo fatto di essere eletto o nominato decida cosa sia vero e cosa sia falso in una discussione, in quanto verrebbe meno al dovere di imparzialità e terzietà a cui è chiamato, almeno nell’ambito del dibattito storico e storiografico.

E se il parlamento è così preso dal fatto di voler imporre la verità storica per legge, allora oltre a punire i negazionisti dell’olocausto esigo che vengano puniti anche coloro che affermano che l’attentato alle torri gemelle di New York è stato un complotto o una demolizione controllata degli edifici, e che si legiferi anche per punire col carcere coloro che sostengono che Armstrong non sia mai atterrato sulla Luna, trattandosi di una finzione da set cinematografico, o anche punire coloro che affermano che la Terra sia cava e abitata da altri esseri viventi.

Stabilire e ricostruire i fatti storici e tutto ciò che ha portato agli accadimenti nel corso dei secoli spetta agli storici e ai ricercatori non certo a deputati che per contentezza di questo o quel partito presentano leggi per imporre certe verità piuttosto che altre per poi rinfacciarlo agli elettori e guadagnare poltrone comode in parlamento. Le epurazioni lasciamole ai regimi dittatoriali del novecento a meno che non si voglia trasformare la democrazia in un regime dittatoriale democratico. A proposito è lecito sostenere che forse in Italia non ci sia tutta questa libertà di espressione?

ANTARES.