Salta navigazione.
Home
sito repubblicano nella sinistra

IL GOVERNO DELLE LARGHE INTESE

CHI RIMARRA' INVISCHIATO NELLA PALUDE DELLE LARGHE INTESE ?

palude sogni

 

 

Il governo della larghe intese a cui sostanzialmente il Presidente Napolitano ha teso sin dalla crisi della maggioranza di centro destra tre anni ha visto la luce : e non mancano le polemiche , ultima quella del sottosegretario alle pari opportunità , Micaela Biancofiore che sulle minoranze sessuali ha, come dire , le sue idee parlando dei trans ha detto "Questi mix strani mi lasciano perplessa: uno o si sente uomo o donna”. E poi ancora “Gli italiani sono tendenzialmente contrari ai matrimoni gay perché noi restiamo un popolo profondamente cattolico. Detto questo, ho il massimo rispetto per tutte le forme di amore”. E sulle adozioni da parte delle coppie omosessuali: "Non è una cosa normale, (questi bambini) cresceranno in maniera strana". E inoltre: "Di solito come Elton John i padri gay sono persone eccentriche, i bambini non possono crescere bene".

Beatrice Lorenzin è invece ministro della sanità , sostenitrice della legge 40 , è stata criticata per la mancanza di esperienza amministrativa nel campo della sanità, anzi in tutti i campi della pubblica amministrazione perchè finora si è distinta nel ruolo di coordinatrice di partito , e l' amministrazione non è certo il minore dei problemi della sanità italiana

Nunzia De Girolamo è ministro del' agricoltura ( in margine notiamo , ma questo è un problema che riguarda tutti i governi succedutisi dopo il 1993, che il ministero fu abolito nella tornata referendaria del 1993 , quella in cui fu abolito il finanziamento pubblico ai partiti , ma di questo non si parla mai ). La neo ministro ha invece un esperienza familiare in materia infatti Il padre, Nicola De Girolamo, 62 anni, è infatti direttore del Consorzio Agrario di Benevento, in liquidazione coatta amministrativa dal 1964, ragione per cui è sotto la sorveglianza dei ministeri dello Sviluppo e delle Politiche Agricole. La liquidazione sarebbe dovuta scattare già nel 2007, ma una proposta di concordato preventivo ha fatto sì che la procedura venisse prolungata. Con il risultato che il ministro De Girolamo dovrà vigilare sulla liquidazione del consorzio del padre. Ha anche fatto una certa impressione che il neoministro competente anche per la tutela della fauna selvatica qualche anno fa ebbe a dire “"Ricordo ancora le riunioni del governo Prodi che si fecero a Napoli, fu detto no ai termovalorizzatori per difendere un uccello, la lontra”.

Polemiche ci sono state anche sul ministro Cecil Kyenge , di origine congolese , subito oggetto di insulti razzisti , si è distinto il solito Borghezio "Questo è un governo del bonga bonga, vogliono cambiare la legge sulla cittadinanza con lo Ius soli e la Kyenge ci vuole imporre le sue tradizioni tribali, quelle del Congo. “ E poi gli africani sono africani- dice ancora borghezio- appartengono a un etnia molto diversa dalla nostra. Non hanno prodotto grandi geni, basta consultare l'enciclopedia di topolino “ Si dirà che è il solito Borghezio , anche la Lega ha preso le distaanze Però qunado una ragazza è stata stuprata da due delinquenti emigrati dal Ghana ,il presidente del Veneto Zaia , dopo aver espresso solidarietà alla ragazza e ringraziamento alle forze dell' ordine ( e sin qui tutti possiamo sottoscrivere la sua dichiarazione ) ha chiesto che la neoministro Kyenge venga a visitare la vittima. Qualunque istituzione che si rechi a visitare la vittima di un reato così odioso farà bene a farlo, ma perchè chiederlo alla Kyenge ? E non ad Alfano responsabile dell ordine Pubblico o alla Idem alle pari opportunità ( delega che in tutta europa è collegata alla lotta contro al violenza alle donne ) ? Forse che fra il 2008 e il 2010 si è chiesto a Sacconi titolare delle poltiche di accoglienza di visitare le vittime di sturpo da parte di extracomunitari ? La risposta è una sola , perchè la Kyenge ha lo stesso colore di pelle degli stupratori !

Una domanda c'è da stupirsi se la base del PD è in subbuglio : se lo domanda anche Gad lerner

L’episodio di lotta di classe intrapresa nel Pd dai volontari del servizio d’ordine torinese, che al corteo del 1° maggio si sono rifiutati di garantire la tutela dei parlamentari, va al di là della dialettica base-vertice

.
I quadri più “fidati” della sinistra torinese – invitando i dirigenti a farsi proteggere dalla polizia anziché dalla struttura militante che in passato tutelò la sicurezza di personalità minacciate dai terroristi come Ugo Pecchioli e Luciano Violante, e che scortava Giorgio Amendola anche quando egli richiedeva “sacrifici senza contropartite” ai lavoratori – denunciano un’incompatibilità culturale senza precedenti: quasi che oggi esistessero non uno, ma due Partiti democratici. Mai prima d’ora avevano rotto una silenziosa disciplina. Si sono dichiarati al servizio dei lavoratori in corteo, ma non di chi dovrebbe rappresentarli. Hanno marciato con gli iscritti autonominatisi “Resistenti democratici” dietro a uno striscione inequivocabile: “No all’inciucio Pd-Pdl”; e con loro invocavano “Congresso libero e subito!”

.
Guai a confondere questi militanti del movimento operaio con gli antagonisti che issavano uno striscione recante l’effigie di Luigi Prieti, detestabile apologia della violenza armata. Né li possiamo ascrivere al novero dei grillini che teorizzano l’indifferenza fra destra e sinistra. Diversamente che nel passato, quando si fronteggiarono in varie modalità riformisti e rivoluzionari, moderatismo e estremismo, stavolta la voragine si è aperta dentro al partito, o meglio fra partito e popolo democratico. A Torino come nel resto d’Italia.

 

 

 

 

 

http://www.repubblica.it/politica/2013/05/03/news/biancofiore_sottosegretario_alle_pari_opportunit_e_polemica_sulle_frasi_omofobe-57972325/

http://it.notizie.yahoo.com/blog/gossip-di-palazzo/beatrice-lorenzin-curriculum-insolito-per-il-ministro-della-105232405.html

http://it.notizie.yahoo.com/nunzia-de-girolamo-gaffe-nuovo-ministro-dell-agricoltura-105132193.html

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/04/30/news/borghezio_kyenge_ministro_e_governo_del_bonga_bonga-57804856/

http://www.repubblica.it/politica/2013/05/01/news/zaia_razzismo-57827209/?ref=HREC1-6

http://www.manuelaghizzoni.it/?p=42311

Castruccio "La De Girolamo e il vaffa"

Quello che Nunzia De Girolamo non capisce.

 

L'inchiesta All (All Literacy and Life Skills) racconta che solo il 30% degli italiani sono in grado di orientarsi nel mondo attraverso la lettura e la scrittura. La difesa sul caso De Girolamo pare confermare il dato. Concentrarsi sul vaffa è ridicolo oltre che puerile. Magari la ministra si assumesse, almeno una volta, le sue responsabilità.

Capire quanto scrivono i giornali non sempre è facile ma nel caso della vicenda relativa a Nunzia De Girolamo è tutto abbastanza chiaro. Gli articoli riportano letteralmente, parola per parola, le frasi registrate di straforo da un amico, forse oggi ex amico, dell'ambiziosa ministra. Sono parole che poco spazio lasciano all'interpretazione e quasi nessun giornalista s'è messo a fare chissà quali sofisticate analisi lessicali. Quindi qualsiasi persona normodotata ha ben chiaro il significato della frase: «Facciamogli capire che un minimo di comando ce l'abbiamo! Mandagli controlli ...e vaffan....» Soprattutto se riferita alla gestione di un bar all'interno di un ospedale.

Frase semplice chiara. A prova di test Invalsi. Chi pare non abbia capito qual è il motivo che fa scandalo in quella frase sono la stessa Nunzia De Girolamo, il capogruppo di Ncd Fabrizio Cicchitto, ma lui s'è bevuta ed ha difeso a spada tratta, tra le altre, la storia dei ristoranti pieni e degli aerei in overbooking, e poi anche Angelino Alfano, altro che talvolta fa fatica a cogliere il centro delle questioni. Per ora Letta, l'Enrico, tace e con ciò lasciando il dubbio cornuto o di non aver capito di cosa si tratta, e anche per lui non sarebbe la prima volta, o di volersi nascondere dietro il pollice come fanno i bimbi. E anche questa è una sua piacevole abitudine.

Oddio è vero che l'inchiesta All (All Literacy and Life Skills) pubblicata lo scorso marzo 2013 racconta che «Solo il 30% degli italiani sono in grado di orientarsi nel mondo attraverso la lettura e la scrittura.» e la cosa una qualche preoccupazione la lascia. Ovviamente si è portati a credere, con l'ottimismo della volontà che talvolta deve sconfiggere il pessimismo dell'intelligenza, che all'interno di questa pur misera percentuale si trovi il cosiddetto gruppo dirigente della nazione ed in particolare coloro che elaborano leggi, definiscono i parametri della tassazione e magari hanno pure la velleità di voler correggere la costituzione. Quindi, ragionevolmente la media dei parlamentari pure se qualche palese eccezione non perde motivo per farsi notare. Per la felicità di Maurizio Crozza,  E questo non fosse altro che per la disinvoltura nell'utilizzo della lingua italica e soprattutto nell'astrusa applicazione della logica. Non mancando paradossali capovolgimenti del buon senso. Ma vabbé.

Peraltro non pochi, anche qualche giornalista ma nessuna categoria è perfetta, anziché concentrarsi sul senso della frase ha messo tutta la sua attenzione sul semplice vaffa che è come guadare il dito anziché la luna. Con le considerazioni che seguono. Tra questi ovviamente il Cicchitto, ma non è un caso e inopinatamente la stessa De Girolamo.

La Nunzia, liceo classico, laurea in giurisprudenza e paradossalmente due legislature, pare proprio che non abbia colto il senso di quanto viene contestato in quelle sue chiarissime parole. Parole che dicono di un'idea di potere da padrona delle ferriere o, se si preferisce, da satrapessa, di messaggi trasversali, di intimidazione per non dire di ricatto, di arroganza, di interessi che vanno al di là del bene della cosa pubblica, di opacità, di strumentalizzazione del ruolo. E ci si ferma qui per non voler evocare altre organizzazioni che quel tipo di linguaggio usano abitualmente.
Quindi il punto non sta nel vaffa: dettaglio trascurabile e di questi tempi insignificante.

Difendersi sostenendo che in casa propria si parla come si crede è puerile: primo perché l'argomentazione non ha a che fare con il focus della questione e secondo perché «le espressioni poco eleganti» sono un problema suo, questo sì del tutto personale, della educazione familiare ricevuta e di quella che eventualmente vorrà impartire. Così come è ridicolo rifarsi alla «registrazione abusiva fatta da un personaggio che è uno degli protagonisti di un'inchiesta sulle truffe all'Asl.» Già, che ci faceva un simile personaggio a casa sua? Non era stato invitato? Si era introdotto di soppiatto? Sostenere poi di non aver commesso nulla di irregolare (che sul fatto forse per prudenza è meglio non insistere troppo) evidenzia, al di là della facciata da “dura”, il lato immaturo del personaggio. In politica le cose più importanti (per non chiamarle virtù) sono la moralità e la trasparenza. Mancando queste il resto non conta. Peraltro, come avvocato dovrebbe conoscere la differenza che esiste tra legalità e giustizia con quel che in questo caso significa giustizia.

Magari per salvare il posto confida nel marito Francesco Boccia, accreditato come braccio destro di Enrico, il Letta. Che se questa è la tipologia del braccio destro tipo senz'altro si capisce chi faccia parte del 70% «che non è in grado di orientarsi nel mondo attraverso la lettura e la scrittura.»

A questo punto sarebbe un gran bel gesto se, almeno per una volta magari la prima di una lunga serie, la ministra si assumesse, come si usa dire, le sue responsabilità e ne traesse le debite conseguenze. Che poi non ci vuole molta fantasia: signora Nunzia si dimetta, prima da ministro poi da parlamentare e quindi cambi modo di pensare. Tutto ciò fatto si occupi di sua figlia e lavori perché anche suo marito segua questa strada. La nazione gliene sarà grata. Due volte.

http://ilvicarioimperiale.blogspot.it/2014/01/quello-che-nunzia-de-girolamo-non.html

MassimoC "I misteri del rimpasto"

Perplessità. Fra i ministri da sostituire dovrebbe esserci Zanonato, perché la sua componente di riferimento ha perso il congresso del suo partito (la ha vinto quella del sindaco di Vicenza Variati, già rumoriano che ricordo benissimo come sindaco democristiano già nel 92). Cosa altro gli viene rimproverato? Poi vogliono sostituire Saccomanni perché lo spread è sotto i 200 punti e siamo stati sotto il tre per cento. Conoscete uno dei politici su piazza, forse in genere in Italia, che nelle nostre circostanze avrebbe sacrificato sè stesso per assicurare lo stesso risultato? Il nostro sistema politico cerca anche villanamente di riproporsi sempre come soluzione, ma è evidente che è il problema

MassimoC su facebook

CarmineG. Il perchè dell' attivismo di Napolitano

 

iL' amico CarmineG ha proposto sulla pagina Fb di Repubblica e Progresso una riflessione a proposito delle critiche a cui è stato sottoposto l'attivismo del Presidente Napolitano

 

.Il presidente della repubblica, chiunque egli sia, esercita il suo mandato in base alle capacità di governo e parlamento. Se governo e parlamento fossero all'altezza dei loro compiti e legiferassero e governassero secondo leggi e costituzione, il presidente della repubblica farebbe il "notaio" e avrebbe anche vita più facile. Napolitano ha esercitato il suo primo mandato in un periodo difficile e avendo rapporti non facili con i presidenti del consiglio. Per i secondo mandato è stato pregato in ginocchio a rimanere per palese incapacità del Parlamento di eleggere un successore.Se da parlamento arrivassero provvedimenti limpidi e secondo costituzione, Napolitano avrebbe il solo compito di firmarli. Invece gli tocca fare come il maestro che monitora le marachelle del parlamento, lo bacchetta e lo ferma quando fa pasticci. La Boldrini e Grasso sono persone perbene fino a prova del contrario, ma sono alla prima esperienza e quindi - a volte - sono "ingannati" dai vecchi volponi della politica. Napolitano, invece , è da 60 anni in parlamento e i trucchetti del mestiere li conosce. Inoltre al Quirinale monitorano tutti i lavori parlamentari e il presidente è in grado di bloccare ciò che non va. Senza dire bene o male di Re Giorgio, affermo con piena consapevolezza che nessun presidente della repubblica ha mai avuto tanto potere perché nessun presidente della repubblica si è trovato di fronte un parlamento così impreparato e pasticcione. Il parlamento in carica ha applaudito vivacemente Re Giorgio mentre rampognava duramente i parlamentari suscitando tanti interrogativi. Eletto Napolitano, sono riprese le baruffe da cortile tra i politici di ogni colore ed è continuata quella campagna elettorale che era iniziata nel 1948 e che mai non cessa. Se Re Giorgio non bacchettasse questo governo e questo parlamento verrebbe meno ai suoi doveri di Garante Supremo della Carta Costituzionale, in gran parte inattuata pur essendo entrata in vigore il primo gennaio del 1948(

 

Gad Lerner : tramonta il disegno politico di Napolitano

Una critica da parte di Gad Lerner a Napolitano che parte da un angolatura diversa da quella a cui replicava l' amico Carmine , qui non si tratta di accusare il Presidente di eccesso di potere o di attivismo sfrenato , ma giudicare il disegno politico che, ad avviso di di scrive , era legittimo , ma ora sempre definitivamente tramontato

L’ottavo messaggio fu per l’appunto quello di troppo

martedì, 31 dicembre 2013

Napolitano ha un bel ricordare che la sua rielezione gli fu accoratamente richiesta da schieramenti politici opposti. A noi resta il dubbio che dal Quirinale lui stesso non tifasse per personalità ben schierate in una logica bipolare, come Romano Prodi. Fatto sta che la sua rielezione, sia stata a lui imposta contro la sua volontà o invece preparata da una sapiente manovra politica, rappresenta un’anomalia imbarazzante. Non è tanto quel che ha detto ma il contesto in cui lo ha detto. Difficile per lui fare i conti con l’infrangersi di una ipotesi di solidarietà nazionale (con Berlusconi dentro) oggi priva di una componente essenziale qual è la destra. Così l’ipotesi con cui s’è ricandidato, ovvero un’equidistanza fra i partiti, e un governo di larghe intese allargato alla destra berlusconiana, è naufragato. Per quanto pugnace sia apparso l’uomo del Quirinale, vederlo lì a concionare per l’ottavo anno di fila è parso oggettivamente eccessivo.
http://www.gadlerner.it/2013/12/31/lottavo-messaggio-fu-per-lappunto-que...

Castruccio : storie di ordinaria peracotteria

I governi passano e i peracottari restano.

 

Nulla di nuovo sotto il sole del Belpaese. Se prima a ricattare il governo era uno solo adesso sono in sette. Le tasse cambiano di nome ma sono sempre loro. Chi ha tanti debiti con fisco viene esentato dal pagare le multe mentre chi è alla canna del gas viene perseguitato. E poi c'è Roberto Cota ha il dono dell'ubiquità. Che non riesce neanche a papa Francesco.

E così Silvio Berlusconi ha lasciato, insalutato ospite dopo vent'anni, il Parlamento della Repubblica e se ne è tornato ad Arcore. Non potrà più fregiarsi del titolo di senatore e neanche di quello di onorevole pure se qualcuno sostiene che una volta ottenuto lo si mantiene per sempre. A vita. Neanche fosse un marchio indelebile come quello che i cowboy stampavano sulle cosce dei vitelli. Ma questo sarà solo il primo dei titoli che perderà infatti a ruota non potrà più dirsi neanche cavaliere, lo era del lavoro. Questo titolo Berlusconi Silvio, l'aveva acquisito col “sudore della sua fronte”, come dice Daniela Santanchè. Cosa vuol dire l'umorismo. Da oggi Berlusconi Silvio è solo presidente: del A.C. Milan e di Forza Italia che poi è come dire la stessa cosa. Lui è il padrone di entrambi. Sic transeat gloria mundi.
A seguito di questo fatto, che non avrebbe potuto che accadere in Italia (altrove i politici per molto meno si sono dimessi), il partito di Forza Italia ha lasciato la maggioranza ed è passato all'opposizione. Ovviamente chiedono l'apertura della crisi di governo.
Per Enrico Letta non è un problema. Anzi aver perso una maggioranza quasi bulgara a favore di una risicata che al senato si regge su soli sette voti fa il suo governo più forte. Lui dice. Se prima era ricattato da uno solo con tanto di nome e cognome, Silvio Berluconi ora invece lo è da sette picchi qualsiasi che potranno giocare col governo ai quattro cantoni. In ogni caso perché il messaggio sia chiaro il Vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano, il segretario «a cui manca il quid », la definizione è di Berlusconi, ha ricordato che «Abbiamo parlamentari sufficienti per tenere in vita il governo, ma anche per farlo cadere.» Neanche a dirlo. Nel frattempo Napolitano che è stato la levatrice di questa bella idea delle larghe intese ha ricevuto i falchi di Forza Italia e pare abbia convenuto che una qualche discontinuità c'è stata e che questa deve essere ratificata dal parlamento. E tutto questo dopo soli sette mesi. Il prossimo lunedì Enrico Letta salirà al Quirinale per fare due chiacchere con Napolitano. Conditeor deo onnipotenti
By the way i sottosegretari di Forza Italia, Micciché a parte dato che lui prende ordini solo da Dell'Utri, per ora stanno ancora ai loro posti di governo poi si vedrà. Magari anche loro passano al Nuovo centrodestra o si fingono tecnici. Kirieleisson
Per rendere la storia più appetitosa ci sono i fatti che riguardano il Paese. Tanto per cominciare l'Imu che non si chiama più Imu ma Iuc, sembra il nome di un chewingum, nel 2014 si pagherà anche sulla prima casa. Anzi la pagheranno anche i più poveracci che fino ad ora non l'avevano mai pagata. Quindi le due rate di Imu non pagate nel 2013 saranno in parte saldate surrettiziamente sotto mentite spoglie e in parte palesemente. Habemus papa.
Ma poiché lo sceriffo di Nottingham ha fatto storia ecco che il governo, che è sempre a caccia di denari che i monaci cercanti al confronto sembrano degli scialacquatori, decide di rottamare i ruoli di Equitalia che tradotto in soldoni significa che chi ha grandi debiti con lo Stato non pagherà gli interessi. E c'è da scommettere che non pagherà neppure i debiti. Pare si tratti di poche persone e di poche aziende ma non si dice quante e neppure quanto debbano nel complesso. Maradona, nel senso di Diego Armando è tra questi deve una bazzecola: 40 milioni di cui all'incirca 34 milioni di interesse. Naturalmente la soluzione del contenzioso con i gestori del gioco d'azzardo è di là da venire. Deo gratias.
Poi per fortuna c'è il Pd. Sia Renzi che Cuperlo hanno deciso di incalzare il governo:«deve fare di più.» lo dicono come se loro passassero di Lì per caso e non fossero parte in causa. Complimenti. A Renzi che chiede una maggiore aderenza dell'esecutivo all'agenda del Pd risponde Fassina Stefano, ex dalemiano e poi ex bersaniano e poi giovane turco fino ad essere cuperliano, dicendo che non si può perché questo è un governo di coalizione. E quindi per logica conseguenza si adotta l'agenda degli altri. Gloria in excelsisi deo.
Se Roma sta male non è che le periferie godano, Nel consiglio di comunale di Roma si menano e lo stesso accade in quello della regione Piemonte dove si scopre che il digrignante Roberto Cota ha una passionaccia per il Bar Francia, capita che ci vada anche tre volte al giorno. E una volta ha pure offerto il caffè alla scorta spendendo 5€ e qualche centesimi. Crepi l'avarizia. Altre volte prendeva il caffè lì e poii subito dopo di corsa a Bruxelles. Insomma, sostiene la Guardia di Finanza, pare che abbia anche il dono dell'ubiquità. Cosa questa che non riesce neanche a papa Francesco. Forse Roberto Cota è Nembo Kid travestito.
In compenso saltano i risarcimenti per la strage di Bologna e il processo per i fatti di Viareggio dopo quattro anni è finalmente approdato alla seconda udienza. Velocità supersonica. Naturalmente Enrico Letta sparge solidarietà a piene mani, tanto non costa ed è vicino alle vittime di quella insensata strage, ovviamente stando ben lontano. Per soprammercato il governo non si costituisce come parte civile. Che volere di più dalla vita. Ite missa est

http://ilvicarioimperiale.blogspot.it/2013/11/i-governi-passano-e-i-peracottari.html

Castruccio un pò di chiarezza sul caso Cancellieri

Il caso Cancellieri ed il senso del ridicolo

 
Come al solito quando si tratta di un caso emotivamente forte si travalica il buon senso e come niente si scivola nel ridicolo. Anna Maria Cancellieri cita Paperon de Paperoni e i 110 casi nei quali dice di essere intervenuta. Che poi i detenuti siano 60.000 è un dettaglio.
 
Sui fatti, almeno questa volta, non c’è storia: le telefonate ci sono state e sono anche ammesse. 
Anzi a ben vedere tra interviste ed articoli di giornali ne sono contabilizzate molte di più di quelle che sono lì a comporre il caso Cancellieri-Ligresti. Queste ultime, almeno fino ad oggi, sarebbero solo quattro: quella nella quale la ministra si mette a disposizione della famiglia Ligresti, quella di Gabriella Fragni (compagna di Salvatore Ligresti) che chiede aiuto per Giulia Ligresti e quelle della Cancellieri ai due vicedirettori del Dap, rispettivamente dottor Francesco Cascini e dottor Luigi Pagano. Il primo sostiene di non aver fatto nulla (1) perché il caso era già noto e l’amministrazione penitenziaria se ne stava già occupando, il secondo ha fatto una telefonata (2) in cui si è sentito dire che il caso era già noto e chi di competenza se ne stava già occupando. Il che è bello a leggersi anche perché questa è una delle poche volte in cui due voci della pubblica amministrazione sono omogenee, confermate e non discordanti. Bene.
 
Il dottor Pagano poi ammette e conferma di aver ricevuto in passato altre telefonate dalla ministra Cancellieri e per l’esattezza «tre o quattro mentre il collega Cascini qualcuna di più»  Quantificare il “qualcuna di più” detto da Pagano è presto fatto: sono 106 o 107. Al numero ci si arriva per differenza dato che al congresso dei radicali la ministra Cancellieri ha dichiarato di aver seguito questa procedura, normale o inusuale? è tutto da vedere, almeno 110 volte. Tutti casi umani a cui lei, la ministra, ha voluto dare il suo sostegno. Azioni meritorie. Queste, d’altra parte, fanno intuire, nell’ordine, che in fondo in fondo in carcere non si sta neanche tanto male se la ministra è intervenuta solo in 110 casi su una popolazione carceraria di oltre 60.000 detenuti. E al contempo che avere il sostegno della ministra non è cosa poi così agevole se solo in 110 ci sono riusciti. Ma forse gli altri 59.890 detenuti non conoscono la mail e neanche il numero di cellulare della ministra. Può capitare.
 
La difesa della ministra si svolge all’interno del congresso del Partito Radicale e, come scrive il Corriere della Sera, è densa di rabbia ed orgoglio.  Che, a ben vedere, non sono proprio sentimenti che rendano sereni e neppure tanto lucidi i loro portatori. Comunque, durante il suo intervento la ministra ha sostenuto con chiaro cipiglio che in Italia «non ci sono detenuti di serie A e di serie B, i cittadini sono tutti uguali si chiamino Ligresti, Paperon de Paperoni, che siano marocchini, filippini, italiani, non conta nulla.» Tirare in ballo zio Paperone è stato un tantinello esagerato a meno di non professare una visione del mondo dadaista che però non pare essere nelle corde della ministra visto che commentò le condanne definitive dei responsabili del massacro della Diaz dicendo:«E' il prezzo altissimo che paghiamo, perché perdiamo alcuni dei nostri uomini migliori.» (3)  Laddove, con ogni probabilità, la ministra confondeva abilità tecnica con l’operare retto, il senso della giustizia e guarda caso l’umanità. Quell’umanità che oggi lei reclama, a gran voce, suo diritto di esercitare. Vincendo facile peraltro: chi non è d’accordo, almeno a parole sull’umanità? Probabilmente anche Landru che però, forse, si sarebbe trattenuto dal paragonare Giulia Ligresti a Marco Biagi non foss’altro che per il differente ruolo e contesto nel quale rispettivamente si sono trovati ad agire. False comunicazioni sociali e manipolazione del mercato in relazione al bilancio Fonsai del 2010, per la prima, riforma del mercato del lavoro per il secondo. Insomma una qualche differenza c'é.
Dopo di che la ministra, nello stesso congresso, ha ritenuto opportuno dir bene del figlio Piergiorgio Peluso: «è un bravissimo ragazzo.» (4), che anche la signora scarafone lo dice del suo. Saggezza dei proverbi.  Piergiorgio Peluso è manager dalla carriera fortunata che lascia, dopo soli 14 mesi, il gruppo Ligresti con una ricca liquidazione (3,6 milioni) per approdare in Telecom, guarda come è bizzarro il caso, qualche mese dopo che la mamma, ministro dell’Interno, ha firmato con la stessa azienda un contratto di 81 milioni di eurini, che va dal 2012 al 2018, per i famosi e mai usati braccialetti elettronici. Che la ministra Cancellieri faccia di tutto per i detenuti è fatto ormai assodato ed incontrovertibile. Che poi a pagare sia lo Stato è solo un dettaglio. Pure trascurabile.
 
In tutta questa vicenda ovviamente non possono mancare le voci dei partiti e dei loro più rappresentativi esponenti. Ecco quindi Maurizio Gasparri chiosare che «questi tecnici alimentano carriere proprie e familiari con un dinamismo, per usare un eufemismo , di fronte al quale i politici impallidiscono.» Con ciò implicitamente affermando  che i politici sono più tarlucchi dei tecnici e tutti e due sono personaggi da cui ben guardarsi. Bravo Gasparri, questo suggerimento mancava.
 Ovviamente è intervenuto anche Danilo Leva, ignoto ai più, ma che pare ricopra l’incarico di responsabile giustizia del Pd che l’ha fatta da par suo dicendo:«No a strumentalizzazione ma anche a minimizzazioni.» Così da rispettare il né aderire né sabotare d’antan.  Poi c’è chi difende la ministra, Benedetto della Vedova e Lorenzo Dellai solo perché temono per le sorti del governo. (1) Che se questo cade rivederli in parlamento sarà difficile. E tutti tengono famiglia. Ovviamente Letta Enrico, sentito il parere, fatto di vibrante e commossa soddisfazione di Napolitano, si è detto sicuro che la ministra «fugherà ogni dubbio.»  Ma è una certezza non eterna e nel caso potrebbe anche cambiare di segno. Quindi, occhio alla penna.
 
E poi c’è Giulia Ligresti di cui non si è effettivamente capito se sia o meno affetta da anoressia. A quanto scriveva Il sole 24ore (5) «la donna versa in uno stato di profonda prostrazione e rifiuta il cibo. » Senza voler essere cinici si può affermare si tratti di un comportamento non inusuale nei neodetenuti ma non solo. Per quelli che sono amici di Pluto e senza alcun grado di parentela con Paperon de Paperoni di solito si procede prima con la vigilanza e il controllo e in un secondo tempo se la situazione non migliora si passa l’alimentazione forzata. In genere i casi rientrano. In quelli disperati, ma solo dopo aver esperito tutte le procedure, si passa ad altre forme di detenzione. Quindi la questione non è facile e neppure semplice. Non sono disponibili numeri esatti sul fenomeno ma senz’altro i casi sono più di 110 e senz’altro il Dap qualche numerello in più ce n’ha. E magari ha anche da fare qualche considerazione in merito. Pur rimanendo sostenitori del Beccaria.
 
Infine, come d’obbligo, la ministra Anna Maria Cancellieri rivendica d’aver fatto carriera con le sole sue forze, nessuno almeno pubblicamente ha sollevato il problema, ma lei ci tiene a ribadirlo. Forse non conosce il detto latino excusatio non petita  con quel che segue, ed è meglio così poiché altrimenti si morderebbe la lingua. Quindi  chiama a testimonio i ministri sotto la cui gestione ha lavorato: Mancino (il ministro indagato per la trattativa Stato-mafia), Maroni (il ministro dei respingimenti), Pisanu (il ministro che implorava Moggi di aiutare la Torres, squadra della serie C1) (6),  Bianco (qualche malalingua lo accosta al caso Lusi) e Amato (lui è sempre dovunque). Che poi è come chiedere a san Francesco di testimoniare sulla bontà del lupo.

 

http://ilvicarioimperiale.blogspot.it/2013/11/il-caso-cancellieri-ed-il-senso-del.html

Castruccio La cancellieri e chi ha le P.

L' amico Castruccio dopo il secondo round vinto ancora dalla ex commissario governativa di Bologna torna su questa vicenda che ha sempre più le caratteristiche di uan commedia dell' assurdo

Anche questa volta Anna Maria Cancellieri l’ha scavallata.

 
Davanti a 'palle d'acciaio' Letta i deputati del Pd si squagliano come gli omini di cioccolata nel calendario dell'avvento. Se la Cancelieri cadendo fa cadere il governo Letta vuol dire che lei è più forte di Letta. E se la si mettesse al posto di  Letta?
 
E così anche questa volta, è la seconda, Anna Maria Cancellieri ce l’ha fatta. Rimarrà al suo posto di Ministro della giustizia. Evviva, evviva, evviva. Chissà se gli italiani sono degni e sapranno farsi sempre più degni di simile ministro o ministra. Oddio non che la ministra ce l’abbia fatta con le sue sole forze che se si fosse basata unicamente su quelle adesso sarebbe già ai giardinetti a dar da mangiare ai piccioni. E invece no, è e sarà ancora lì, al suo posto. Almeno per il momento. Poiché come insegna James Bond «mai dire mai.»
Per farla franca ci è voluto l’aiuto determinate, di vibranti quanto seminascoste presenze  e, invece, in chiara visione di Enrico palle d’acciaio Letta. Che in effetti questa volta, oltre che dichiararle (che son buoni tutti) le ha fatte tintinnare per davvero, le palle d’acciaio. È accaduto durante la riunione dei deputati del Pd nella serata del 19 novembre e quelli, che a quanto pare sono come gli omini di cioccolata al latte nel calendario dell’avvento si sono squagliati che è stato un piacere. Compreso quei quattro rodomonti che corrono per la carica di segretario del Pd. Che poi sarà bello vedere quello eletto all’opera quando, la prossima volta, palle d’acciaio si presenterà chiedendo, ad esempio, di avere Penati o magari Profumo o magari Consorte o magari tutti e tre assieme come ministri all'economia.

«Se cade lei (nel senso della Cancellieri) cade anche il governo.» Come frase ad effetto non c’è male anche se assomiglia un po’ a quella di un altro Richetto, impersonato tanti anni fa da Renato Rascel, che diceva:«Se non mi compri un regalo non mangio.» Di solito a quel tempo a simili capricci il babbo rispondeva con un sano scapaccione che rimetteva le cose nella giusta prospettiva ma questi non sono più quei tempi. E soprattutto allora il dottor Spock non aveva ancora fatto la sua comparsa nella pedagogia familiare pure se Giorgio Napolitano già bazzicava per le stanze della politica.

Comunque il dato che risulta certo è che nessuno abbia risposto all’azzardo (per non dire bluff) di Richetto Letta dicendo: « Vedo!» Che tradotto dallo spiccio linguaggio del poker a quello più prolisso e astruso della politica sarebbe stato a significare: «Bene, dimettiti». Per poi guardare l’effetto che fa. Però, come si racconta in giro, per giocare duro ci vogliono dei duri e in quel bel consesso dove vien già difficile trovare della gomma piuma figurarsi pescare un emulo di Humphrey Bogart.
Non avendo avuto quindi l’ardire di fare la domanda della busta numero uno ci si immagina che almeno qualcuno tra quei fini politici abbia ripiegato sulla domanda di riserva: «perché? Se cade lei perché cadi anche tu? Che c’è dietro?» Ma come diceva un tale, se il coraggio non ce l’hai non è che te lo puoi dare, e i partecipanti a quell’assemblea probabilmente tutto si vogliono dare meno che il coraggio. Che per come sono molli verrebbe da gridare: «Ci fosse almeno una Santanché tra di loro.» E invece niente, si trovano a zoppicare con un Dario Franceschini che farfuglia di tentativi fatti per ottenere “spontanee” dimissioni, miseramente andati a vuoto a causa dell’ingombrante presenza del vibrante Napolitano. Roba da ridere, che se ci fossero ancora i fratelli Marx li assumerebbero tutti come autori delle loro gags e li lancerebbero nelle più ardite compagnie di gro. Che forse quello è il loro vero posto.
Perché poi, se si seguisse la logica si dovrebbe arguire con semplice sillogismo che: se la Cancelliri cadendo ha il potere di travolgere Letta allora la Cancellieri è più potente di Letta e dunque perché non mettere la Cancellieri al posto di Letta?  Già, bella domanda. Che se il sillogismo fosse stato presentato alla riunione del 19 novembre  forse le famose palle d’acciaio si sarebbero accartocciate.
Magari Richetto temeva e teme di dover affrontare e gestire un rimpasto? Ma i rimpasti, come dice la parola stessa, si gestiscono  e si gestiscono con palle d’acciaio. Se si hanno a disposizione e non sono solo millantato miraggio.
Mentre tanti, tantissimi, continuano a sventolare il fatto che nel comportamento della ministra non ci sono elementi ed ipotesi di reato pochissimi fanno rilevare che la mancanza è grave non tanto sotto il profilo giudiziario, che ci mancherebbe anche questa, ma sotto il profilo politico. Il fatto grave è consistito, ancor più che nell’atto delle telefonate fatte (non in quelle ricevute che non si può impedire a dei postulanti di chiamare), nelle parole dette che sono assai gravi quando si sente suonare per ben quattro volte il lamentoso «non è giusto» e l’ancor peggio «non esiste» Che poi il ministro della giustizia nel momento in cui si arrestano i componenti di una famiglia senta il desiderio di telefonare a questa piuttosto che ai pubblici ministeri per congratularsi lascia un qualche briciolo di perplessità. In un Paese normale.
Nulla di penalmente rilevante in quelle frasette ma, sotto il profilo politico, di educazione politica, si tratta di una enormità. È un po’ come lasciare le ossa del pollo sul prato dove si è fatto il pic-nic o buttare la carta per terra anziché nel cestino. Nulla di penalmente rilevante ma da censurare sotto il profilo di grande civica maleducazione. Però questa, al contrario del coraggio, chi non ce l’ha se la può dare. Che è quel che accade nei Paesi normali. Per l'appunto.

E infatti, in nessun Paese europeo, che al contrario dell’Italia hanno gradi di normalità leonini, un ministro, specie se della giustizia, dopo una sola telefonata ad un imputato di reati gravi come quelli contestati ai Ligresti, sarebbe ancora al suo posto. Però in quei Paesi di pale d’acciaio semplicemente non si parla ma le si mettono in gioco con signorilità. Facendole funzionare.
 

 

TULLIOC. Vicenda Cancellieri un'occasione persa

Epifani,Renzi Civati e Cuperlo promettono fuoco e fiamme :dimissioni dimissioni la Cancellieri si deve dimettere!! Trasparenza e legalita'. Letta e Napolitano intervengono : Cancellieri salvata. Cari dem lo sapete che Gianni Letta (lo zio) era il mediatore tra Ligresti e Berlusconi? Vi dice qualcosa il nome Alitalia? Le consulenze al figlio Marco del presidente della Consob Cardia (oragno di controllo ) vi dicono qualcosa? Ai giovani disoccupati come spiegate che i figli di Monti,Cardia ,Cancellieri etc etc sono sempre dei geni rispetto agli sfigati che studiano? Il nero dichiarato da Erbetta (A.D di Fonsai) per i Ligresti e' forse diverso dal nero di Berlusconi per il quale il si vota (forse ) la decadenza? Il via libera di Giannini alla fusione di Unipol come e' stata ottenuta? Insomma se queste cose le sappiamo noi voi dove vivete? Inflessibili con la Cancellieri e pronti ad ogni compromesso con gli altri in nome della realpolitik.La Josefa Idem a casa e la banda bassotti sempre li? Chi deve ripristinare la legalita' in questo paese? C'e' una forza politica in grado di eliminare tutto questo o siete tutti uguali?

L' IMU: commenti in rete

 

La riforma della tassazione sulla casa ha comportato sia prima che dopo la soluzione escogitata dal Governo Letta commenti e riflessioni. Ve ne proponiamo alcune che gli amici di ReP hanno pubblicato in rete.

 

Iniziamo con Castruccio,che , prima della decisione governativa si chiedeva perchè Brunetta si infuriasse tanto contro l' IMU, consigliamo di leggere il suo brillante articolo, riportiamo qui di seguito la parte essenziale

 

 

 

Di IMU pare ne possa parlare con cognizione di causa solo Brunetta Renato, capogruppo Pdl ed economista di vaglia, che però sulla questione ha qualche interesse privato. O, per come lo si chiama da qualche decennio, conflitto d'interesse. Ha raccontato (1) il Brunetta Renato che per pagare l'IMU dell'anno passato ha dovuto chiedere un prestito alla sua banca. Dicono i bene informati (2) che il suddetto abbia una vera passionaccia per il mattone. Infatti dispone «di una casa con terreno a Ravello (Salerno), una a Monte Castello di Vibio (Perugia), una a Roma e un’altra a Venezia. Viaggia, a scelta, su una Fiat 500 del ’68, su una Lada Niva o una Jeep Wrangler. Nel 2009, mentre era ministro della Funzione pubblica, ha acquistato per 40mila euro una casa di 40 metri quadri, con giardino di 400 (da ristrutturare), a Riomaggiore, alle Cinque Terre (La Spezia). Nel marzo 2011 ha venduto con una operazione di permuta l’appartamento di Roma (rendita catastale 919,29 euro) e ha acquistato, con una permuta parziale, una porzione immobiliare sempre nella capitale, in località Capizzucchi-Divino Amore. L’immobile è composto da un fabbricato su due livelli (rendita catastale 2.370 euro) e comprende anche il 50 per cento di una striscia di terreno»

 

Nel 2009 dichiarava un imponibile di 310 mila€ sceso nel 2010 a 279 mila€ e nel 2011 273 mila.€ Chissà se  le indennità da parlamentare in questi importi sono comprese o se vanno considerate come in più.

 

 

 

Beh, comunque un fatto è certo: con queste proprietà e questi redditi anche la massaia di Voghera o il pastore lucano capiscono che il professor Brunetta Renato proprio fa fatica a 'starci dentro' e per questo si batte per non pagare l'IMU. Anche lui.

http://ilvicarioimperiale.blogspot.it/2013/08/oggi-si-parla-solo-di-imumeno-male.html

 

 

 

Questa invece al riflessione dell' amico Craia sul suo Blog

 

 

 

Eccoli qua, gli Italiani, tutti felici di non dover pagare l’IMU, grati a chi in questi mesi si è battuto per abolirla (dopo averla istituita) e che ora sbandiera il risultato come fosse la breccia di Porta Pia. Eccoli qua gli Italiani che, pure, un po’ di esperienza dovrebbero ormai averla maturata, un po’ di memoria storica, anche a corto termine, dovrebbero averla nonostante questa sorta di arteriosclerosi mediatica che ci affligge. Dovrebbero ricordare, seppur vagamente, quante volte sono state abolite tasse per poi cambiarle soltanto di nome e, solitamente, aumentarle e peggiorarle. E così sarà per l’IMU, già lo sappiamo, ce lo dicono tranquillamente. Ci sarà una nuova tassa, con un nuovo nome anglofono e ammiccante ed una nuova e maggiore iniquità, che farà pagare allo stesso modo poveri e ricchi, che graverà pesantemente sulla qualità della vita dell’Italiano medio, quello che ora plaude contento, e farà il solletico alle tasche dell’Italiano ricco, quello che decide per tutti. L’Italiano è contento, soddisfatto, si ricorderà di questo grande risultato la prossima volta che voterà. In questo la memoria tiene.

 

 

 

Luca Craia

 

http://laperonza.myblog.it/archive/2013/08/30/l-imu-e-l-arteriosclerosi-mediatica-che-affligge-l-italiano-5655056.html

 

 

Questa quella dell' amico Giuseppe Vinci

 

 

L'eliminazione dell'IMU, oltre a rappresentare l'esercizio dell'ennesimo ricatto del "tizio" su tutta la politica (alla faccia delle larghe intese!), di certo non agevola gli italiani. Già dal prossimo autunno rischiano tutti di dover sopportare l'aumento indistinto dell'Iva. Mentre, ancora una volta, si aiutano i palazzinari, gli speculatori, i signori del cemento e della frascina, i devastatori dell'ambiente (già così precario), il consumo di suolo. Chi inneggia quindi all'eliminazione dell'IMU è come se inneggiasse al proprio funerale sociale.

 

 

 

E l' ultima, icastica dell' amico Carlo Sangalli

 

 

Sicuramente mia figlia, proprietaria del bilocale da 60Mq in cui abita, e il Sen. Silvio Berlusconi, proprietario della villa di Arcore in cui abita, saranno entrambi egualmente soddisfatti dell'abolizione dell'IMU sulla prima casa. Un po' di equità, perdiana.

 

 

 

 

Chi paga il conto dell' IMU

Si diradano le nebbie su chi paga il conto dell' IMU abolita anche per le case di alto valore : i 6.000.000 di italiani che avevano pensato di assicurare un futuro alla propria famiglia anche nel caso di morte o invalidità

Saranno quindi le polizze a pagare il conto della cancellazione dell'Imu per la prima casa: in particolare i loro sottoscrittori, circa sei milioni di risparmiatori, le reti che le vendono e ovviamente le compagnie assicurative. Lo prevede il testo definitivo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in cui si specifica la copertura delle risorse necessarie per l'abolizione dell'imposta sugli immobili per la prima casa, oltre alle nuove norme per il salvataggio dei cosiddetti lavoratori esodati a causa di licenziamenti individuali.

continua http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-01/polizze-vita-scure-fisco-085029.shtml?uuid=AbD65ESI

Alfano e il conto di Luky Luciano

"Gli immigrati che vanno in carcere ledono il patto con lo Stato dove hanno deciso di andare a vivere. Almeno il vitto e l'alloggio dei detenuti immigrati facciamolo pagare agli Stati di provenienza" Il vicepresidente del consiglio e ministro dell' interno , fresco fresco della figura del kazakistan , Angelino Alfano ha lanciato questa brillante idea durante il suo intervento al festival di comunione e liberazione di Rimini .

Che dire ? Livia Turco l' ha definita proposta strampalata , immaginiamo perchè una signora non può pronunciare alcune parole caratterizzate dalla doppia zeta

Possiamo aggiungere che è speranza di tutti che non lo prenda in parola il tesoro americano , i rimborsi della ospitalità nelle prigioni a stelle e strisce dei nostri connazionali da Lucky Luciano ed Al Capone fino  ai componeti e gregari della cinque famiglie di cosa nostra USA (Colombo, Bonanno, Lucchese, Gambino e Genovese ) non so da quale incremento dell' IVA potrebbero essere coperti

 

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/08/22/news/cancellieri_doveroso_fare_riforma_della_giustizia_l_immigrazione_non_si_governa_con_il_carcere-65122416/?ref=HREC1-5

MATTEO RENZI E L'ACQUA FRESCA

MATTEO RENZI E L'ACQUA FRESCA Nella video intervista alla manifestazione di Repubblica a Firenze Matteo Renzi ha rivendicato , fra fragorosi applausi, il dovere del PD di caratterizzare programmaticamente la sua presenza nel governo delle larghe intese . Come non essere d'accordo ? Poi precisa con un esempio :"Quella dell'Imu è evidente che è una vittoria di Silvio Berlusconi. Tutti quelli del Pd dicevano che l'Imu era una sciagura. Poi, è stato fatto un governo di larghe intese e qualcuno ha dato il contentino a Berlusconi". ora finchè lo dice il portiere del comune di Firenze passi, ma da un (forse) candidato alla segreteria del PD si potrebbe pretendere di ricordare che la proposta elettorale del PD non era " l'Imu è una sciagura". A parte che caso mai sarebbe stato "l'abolizione dell' IMU è una sciagura ", ma passi.La proposta del PD era di aumentare la franchigia sull' IMU , e non è detto che non sia questa la soluzione defintiva della faccenda. Vale la pena di farla passare , nel caso, per una vittoria di Berlusconi ? Renzi aggiunge poi che la vicenda costa 9 miliardi di euro , e quindi è una bazzeccola . Ricordiamo la fatica con cui si è trovato il miliardo per un rifinanzamento della cassa integrazione in deroga :da un (forse) candidato alla segreteria del PD si potrebbe pretendere una più attenta riflessione.

Regalata la questione dell' IMU a Berlusconi Renzi chiede che il PD imponga un provvedimento dal proprio programma . Perfetto, ma quale ? Da un (forse) candidato alla segreteria del PD si potrebbe pretendere una qualche indicazione ?

 

http://video.repubblica.it/dossier/repubblica-delle-idee-2013/rep-idee-renzi-imu-vittoria-pdl-pd-ora-rilanci/131351/129858?ref=HRBV-1

Luca Craia , il condono edilizio e il genio della lampada

 

Nuovo condono edilizio. Il governo Letta genio della lampada del Pdl.

 

blog.jpg

Propositivo come sempre, il Pdl propone, nella persona del senatore Domenico De Siano, di riaprire fino al 31 dicembre 2013 i termini del condono edilizio 2003 “in favore di coloro nei confronti dei quali le amministrazioni avevano adottato il provvedimento di diniego sulle domande precedentemente adottate” (AGI), giustificando con il pretesto di favorire i terremotati dell’Emilia quello che diventerebbe, in sostanza, un nuovo condono edilizio, l’ennesimo della serie, proposto dai berlusconiani.

Posto che questo non sembra lo strumento più adatto per risolvere la questione dei terremotati dell’Emilia, posto che quelli dell’Aquila di terremotati sono ancora lì che aspettano provvedimenti seri dopo i tanti sproloqui di Berlusconi e i suoi, il dato che appare sempre più chiaro è che questo governo, nella sua estrema debolezza, sembra essere il genio della lampada di Berlusconi.

È proprio la fragilità della maggioranza fittizia su cui si regge l’esecutivo Letta a far sì che questi di presti a provvedimenti assurdi per i quali il Pdl non sarebbe mai disposto a prendersi la responsabilità diretta ma che propone spudoratamente in modo tale da far ricadere la paternità in maniera ripartita su tutta lo schieramento che regge il governo. Considerata poi la potenza mediatica della destra italiana ci vuole poco ad immaginare che, tra poco tempo, se venisse approvata questa sorta di nuovo condono, il vero artefice sarà il Pd. E alla fine, tutto sommato, ci starebbe tutto.

 

Luca Craia

 

http://laperonza.myblog.it/archive/2013/05/20/nuovo-condono-edilizio-il-governo-letta-genio-della-lampada.html

S.Mattarelli : Le condizioni per un governo di larghe intese

 

SAURO MATTARELLI , LE CONDIZIONI PER UN SERIO GOVERNO DI LARGHE INTESE Non dovrebbe apparire scandalosa la nascita di un governo di “unità nazionale” in un momento di stallo e di evidente grave emergenza come nella situazione italiana. Sono però necessari alcuni presupposti non scontati: a) tutte le componenti devono poter godere di “pari dignità”; b) ogni forza politica di governo deve possedere una identità, una “forza interiore”, che consenta di percorrere tratti di strada in compagnia di avversari tradizionali senza che ne esca snaturata; c) trattandosi di un momento tattico, contingente e non strategico, si dovrebbero indicare pochissimi punti prioritari: nel caso italiano legge elettorale, alcuni provvedimenti in materia economica, sociale, fiscale, di rapidissima attuazione; d) occorre evitare di assumere provvedimenti che appaiano come frutto dell’imposizione, della propaganda o dell’interesse di una parte. Quest’ultimo aspetto, implica il rigoroso rispetto degli interessi supremi dello stato e non di una corporazione specifica e dovrebbe costituire un’ovvietà quando si legifera o quando si governa, diventa una necessità essenziale in casi come questo.

Una volta fissati gli obiettivi minimi si definiscono i tempi di attuazione del programma e l’eventuale prossima data di scioglimento delle camere: un anno? due anni? Non oltre, perché l’emergenza non può essere gestita senza un mandato elettorale forte che, nel caso italiano, manca, almeno ad una importante componente di governo. “Compromessi” ulteriori, il prolungarsi dei contrasti fra organi dello stato, momenti di confusione tra cariche istituzionali e interessi di partito o anomali prolungamenti suonerebbero come momenti di bassa collusione e porterebbero ulteriore degrado.

A cosa serve un siffatto governo? A fornire una prospettiva futura. A verificare se è identificabile un minimo comun denominatore riguardo le basi del sistema paese e del rapporto con l’Europa.

In assenza di questi requisiti l’alternativa è un rapido ritorno alle urne, con la constatazione dell’impotenza dell’attuale classe politica e con tutte le conseguenze sul piano economico e sociale.

s.m.

DA IL SENSO DELLA REPUBBLICA MAGGIO 2013

CONDANNA BERLUSCONI, PER ORA SENZA EFFETTO

Confermata la condanna per Silvio Berlusconi  nel processo per la compravendita dei diritti TV, anche i 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, ma perchè questo provvedimento sia attuato bisognerà aspettare l'eventuale conferma in cassazione. Da notare che recenti norme prevedono l'incompatibilità della condanna anche di primo grado con la qualifica di n dirigente pubblico . Evidentementemente è più pericoloso il responsabile dell' ufficio stampa di un comune rispetto  ad una alta carica della repubblica . Evidentemente il garantismo è valido solo per i politici

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Diritti-Corte-appello-conferma-interdizione-pubblici-uffici-Berlusconi/08-05-2013/1-A_006314533.shtml

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-20/stop-dirigenti-condannati-anche-124731.shtml?uuid=AbcqmyoH

IUS SOLI : EDERA ROSSA e CASTRUCCIO

Gli amici Castruccio ed EDERA ROSSA hanno commentato ciascuno con il il suo stile la polemiche che attraversano il governo sul tema della cittadinanza ai figli degli immigrati che il ministro Cecil Kyenge si propone di portare presto in parlamento e per la quale il PdL ha alzato le barricate .

Castruccio propone una sottile ed ironica riflessione nella quale si chiede se poi sia così saggio ricercare la concittadinanza con persone quali Gasparri o D'Alema

http://ilvicarioimperiale.blogspot.it/2013/05/ius-soli-ius-sanguinis-e-se-fosse-solo.html

Mentre l' amico Edera parte dalle radici del pensiero democratico

Garibaldi diceva che chi sottostà alla legge deve farla; che sarebbe come dire che la citttadinanza, ed il relativo diritto di voto, non sono cose che si acquistano in via dinastica come un titolo nobiliare qualsiasi; ma che in una repubblica degna di questo nome si è cittadini inquanto si accettano le leggi di un determinatro stato e di svolge la propria vita rispettando le stesse. Il che è come dire che ha più diritto di chiamarsi italiano chi vive da anni in Italia ed identifica il proprio futuro con quello del paese dove intende continuar a vivere, che non chi , pur figlio di italiani, esercita il diritto di voto come italiano all'estero anche se l'ultima cosa che si sogna è quella di dover tornare inIitalia e rispettarne le leggi; e che si puà permettere di votare tranquillamente per Gasparri o per chiunque altro che tanto non sarà lui a pagare le conseguenze di quel voto

 

 

 

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-05/cittadinanza-kyenge-prossime-settimane-151754.shtml?uuid=AbQcpDtH