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LE ELEZIONI PER IL SINDACO DI ROMA

 

Domenica 7 si terranno le primarie per il candidato sindaco di Roma del centro sinistra . Abbiamo chiesto agli amici di Repubblica e Progresso della Capitale alcune dichiarazioni - Ecco le prime due

Irene del P. aderisce alla dichiarazione di Giuliana Sgrena 

"Voto Gemma Azuni di Sel alle primarie del Centrosinistra perché è una voce fuori dal coro ma profondamente inserita nella realtà romana.

E’ una donna che sa ascoltare e risolvere i problemi delle cittadine e dei cittadini. Lo ha dimostrato in questi anni in cui, come unica consigliera di Sel al comune, ha guadagnato la fiducia di molte romane e molti romani che hanno voluto la sua candidatura.

In Gemma ho sempre apprezzato la concretezza, la trasparenza, l’autonomia e il sapersi sottrarre alle logiche di potere. Voto Gemma e vi invito a farlo per difendere una politica eticamente sostenibile.

Giuliana Sgrena"

 

Franca Paniconi  articola maggiormente il giudizio

Certo che a Roma abbiamo un bel problema. Dopo che Nicola Zingaretti, candidato sindaco in pectore, gradito a tutti i partiti del centro sinistra, è stato improvvisamente "dirottato" alla Regione per la caduta della Giunta, siamo rimasti praticamente senza un "nome" che rispondesse alle caratteristiche di Zingaretti. Essere di Roma e perciò conoscere i problemi della città molto bene. Essere stato un amministratore (presidente della Provincia). Essere una figura "familiare" per la citta'. Essere un uomo di partito, sì, ma al di fuori dei giochi.

on si riesce, quindi, a trovare un personaggio che possa avere le sue caratteristiche. Ignazio Marino è una degna persona, ma non è di Roma e non è congeniale alla città. Avrebbe svolto il suo lavoro molto meglio alla Regione, dove la Sanità laziale è allo sfascio.

 

David Sassoli, persona brava, di fiducia, quasi romano, ma ha fatto solo il deputato europeo e dubito che conosca a fondo i problemi della città. Poi c'è il fatto che i giornalisti prestati alla politica non sempre danno il meglio.

 

Non voglio parlare di Gentiloni, perché mi sembra il meno adatto e perché conosco poco le sue gesta.

imane Gemma Atzuni, la quale, benché sarda, è romana di adozione, già è consigliere al Comune e conosce bene i nostri problemi. Il problema è che, avendo SEL (il suo partito) fatto la scelta per Ignazio Marino ed avendo i Circoli PD di Roma, optato quasi tutti per quest'ultimo, penso che le sue possibilità siano poche.

Rimane un'opzione. A primarie concluse e supponendo Marino vincente, ci sono le elezioni vere. E li' può entrare in ballo, prepotentemente, Alfio Marchini, il quale non partecipa alle primarie, ma presenta una sua lista civica di centro sinistra. Ora, Marchini e la sua famiglia a Roma sono conosciutissimi imprenditori, da sempre del PCi, PDS, DS. Marchini ha già venduto le sue imprese e il resto è sottoposto a blind trust. Perciò al di fuori del conflitto di interessi. Il programma sembra buono (non lo riporto qui per questioni di spazio, ma potete leggerlo sul suo sito).

In sostanza: Se la Atzuni riuscisse a vincere le primarie sarebbe un ottimo candidato Sindaco. In mancanza di Gemma io propenderei per Marchini

 

Franca Paniconi

 

APPELLO DI MICRO MEGA PER MARINO

L'APPELLO DELLA RIVISTA MICROMEGA PER L'ELEZIONE DEL SINDACO DI ROMA Marino ha votato per Rodotà presidente e NON ha votato la fiducia a Letta. Non scegliere tra lui e Alemanno è follia, un regalo ai fascisti.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/liberiamo-roma/

UAAR : Alemanno vicario episcopale

DAL SITO DELL' UAAR

 

Non passa giorno che le cronache non riportino qualche disavventura del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Una volta viene insultato davanti al bar dei Cesaroni, un’altra spunta una foto insieme a un boss, un’altra ancora condannano a quattordici anni il suo consulente per la famiglia, un prete pedofilo. Soprannominato Alemagno o Aledanno, visti i tanti amici da lui piazzati nei posti giusti a disastrare la capitale (anzi, Roma Capitale, come su sua richiesta è stato pomposamente ribattezzato il Comune), i suoi cinque anni di amministrazione sono stati tra le peggiori sciagure abbattutesi su una città che pure ne ha già viste tante, nella sua trimillenaria storia.

Con nostra sorpresa, c’è ancora chi lo vota. Ma, ancor più sorprendentemente, c’è addirittura chi invita a votarlo. E non è un boss o un padrino, è anzi qualcuno che dice di rappresentare il Padreterno in persona. La Chiesa cattolica. Prima c’è stato l’incontro riservato con il cardinale Agostino Vallini, vicario di Roma, e con mons. Rino Fisichella, già confessore dei parlamentari italiani. Poi, in vista del ballottaggio, c’è stato l’esplicito endorsement del quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire. Il sindaco uscente ha sottoscritto l’appello clericale “sui temi della vita, della famiglia e della libertà educativa”. Ignazio Marino no. Ergo…

 

Se prima delle elezioni la Chiesa era esplicitamente contro Marino, ora che sono rimasti in due, con Alemanno dato da tutti per perdente, le gerarchie ecclesiastiche hanno addirittura intensificato il loro sostegno. In altri tempi avrebbero cercato di riposizionarsi, oggi evidentemente no. Del resto, non si può certo dire che Alemanno abbia lesinato gli sforzi per aiutare la Chiesa. La campagna elettorale è stato poi un tripudio di collateralismo. Ha trasformato l’azienda di trasporti in un’agenzia pubblicitaria del Vaticano. Ha usato la via crucis e la figura del papa per inviare un videomessaggio con gli auguri di Pasqua. Ha partecipato alla marcia integralista per la vita (e contro la libertà delle donne). Il capolista della sua lista civica, già promotore degli “asili-nido” parrocchiali, in parrocchia ci ha organizzato direttamente un comizio.

Non male, per un ex neofascista dal passato rissoso. Ma una croce celtica è pur sempre una croce: e la Chiesa stessa, con i nazifascismi, ha del resto stipulato tanti lucrosi concordati. Il fine della Chiesa giustifica atteggiamenti disinvolti, ricordava già san Paolo (1Cor 9, 19-23). E i fini della diocesi del vescovo Bergoglio li conosciamo tutti, no?

Giuseppe Vinci : Marino una vittoria della sinistra

Da Trame del divenire dell' amico Giuseppe Vinci un commento alla vittoria di Ignazio Marino alle primarie di Roma

Ignazio Marino, a sinistra e senza frattaglie

La vittoria di Ignazio Marino alle primarie del centrosinistra, per la candidatura a sindaco di Roma, è chiara. E’ il segno netto ed evidente che l’elettorato progressista esiste e vuole una sinistra moderna, lontana dagli inciuci con chi, negli ultimi vent’anni, non ha fatto altro che scavare la fossa all’Italia intera, per fare la fortuna di pochi nominati fedeli al padrone di turno. Una netta smentita per chi come Renzi, Franceschini, Bindi, non ultimo Latorre, e molti altri ancora, erano già pronti al salto della quaglia pur di raccogliere frattaglie.

Per Roma e per l’Italia, uomini come Ignazio Marino, in questo momento storico, rappresentano una grande attesa. Il suo percorso umano, professionale e politico, è  il segno di una grande dignità. La nostra, da italiani, è l’attesa di un sindaco che, difronte al cratere dei debiti in cui è sommersa la capitale, sappia affermare, dopo un secolo dal grande Ernesto Nathan, che ancora una volta “nun c’è trippa pe’ gatti“; che Roma può essere la capitale della buona politica e delle buone opportunità.

Ora, a Ignazio Marino, al PD e al centrosinistra tocca vincere le secondarie. Tocca  evitare che, ancora una volta, il maggior partito della coalizione di centrosinistra non cada nell’inganno arrogante e autoreferenziale, per il quale in campagna elettorale (come è stato per le recenti politiche perse), si sono commessi fin troppi errori, soprattutto quello di sottovalutare e trascurare comunicazione e contenuti in rapporto con gli elettori.

 

http://www.trameindivenire.it/