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UN PERICOLOSO INIZIO DI LEGISLATURA

NOSTALGIE DEL VENTENNIO E MAIL MINATORIE : Sulla vicenda della designata capogruppo del M5S che loda la "parte buona" del fascismo ci rifacciamo in pieno all'articolo di Gramellini che giustamente chiede le dimissioni della grillina . Ancora più inquietante però la vicenda della mail minatorie che sarebbero state inviate da un indirzzo ufficiale dei dipendenti di equitalia e con pesanti accuse e pesanti minacce di "azione diretta". Usiamo il condizionale sperando che la notizia di un tale squadrismo  sia smentita . Non ci rassegnamo che un italiano su tre abbia affidato il paese a certa gente.

 

Questo l'articolo di Gramellini

 

Richiesta di dimissioni

 
massimo gramellini
 

«Prima che degenerasse, il fascismo aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia». Questo Paese senza memoria digerisce ormai qualsiasi oltraggio alla sua storia, ma se un politico di spicco della Casta avesse pronunciato parole simili, dubito che l’avrebbe passata liscia. Nemmeno Berlusconi, per citare un caso limite, si era mai spinto a tanto. I più sarcastici gli avrebbero chiesto in quale giorno, ora e minuto esatto un movimento giunto al potere con la violenza e la sospensione delle libertà fondamentali era degenerato in qualcosa di peggio. I più sensibili sarebbero sobbalzati davanti alla superficialità urticante di certe affermazioni. In particolare la seconda, perché per dire che il fascismo dei gerarchi corrotti e della retorica patriottica ammannita al popolo come una droga aveva «un altissimo senso dello Stato» bisogna avere un altissimo tasso di malafede o, peggio, di ignoranza. E non oso immaginare la reazione di Grillo. Gli avrebbe urlato da tutti i computer: sei morto, sei finito, sei circondato, arrenditi topo di fogna. 

 

Purtroppo il pensiero sopra riportato è opera di Roberta Lombardi, neocapogruppo alla Camera dei Cinquestelle, che lo ha scritto su un blog non più tardi di un mese fa. Conosco tante persone che hanno votato Grillo per dare uno scossone al Palazzo. Ma nella lista degli scossoni desiderati dagli elettori non credo rientrasse l’apologia di fascismo. Perciò sono sicuro che la signora Lombardi presenterà entro stasera le sue scuse, seguite dalle sue dimissioni.

 

http://www.lastampa.it/2013/03/05/cultura/opinioni/buongiorno/richiesta-di-dimissioni-ao0YYAlI7S6nsnXiaTngkN/pagina.html

 

questa invece la mail

Se sei un dipendente di Equitalia o dell'Agenzia delle Entrate. Allora, hai ricevuto questo messaggio perché alcuni cittadini ci hanno fornito informazioni, fatti e prove su di te che denunciano i tuoi abusi ed i tuoi crimini. Noi ti stiamo monitorando e presto agiremo contro di te. Ti apriremo come una scatoletta! Se sei un semplice cittadino onesto, allora hai ricevuto questo messaggio come chiamata a reagire contro questi feudatari vigliacchi.
Prima di tutto, inoltra questo messaggio a tutti quei cittadini onesti che stanno subendo le torture di Equitalia. Poi raccogli fatti e circostanze come: email, intercettazioni telefoniche, fotografie, indirizzi, riprese video ed audio ed inviale al Movimento Cinque Stelle. Noi stiamo raccogliendo un enorme archivio e presto ti daremo la giustizia che meriti. E sarà una GIUSTIZIA DIRETTA!!!".

 

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-05/grillini-non-prima-persona-123242.shtml?uuid=AbrlRjaH

 

 

 

 

Un giudizio equilibrato sull' esperienza parlamentare del M5S

Andrea Scanzi giornalista del fatto quotidiano non ha mai nascosto la sua posizione politica : assoluto contrasto al PD e nei fatti militanza a favore del M5S, una militanza però che non ha rinunciato a critiche, per così dire , dall' interno . Ne è un esempio questa disamina di quelli che a suo dire sono gli apsetti positivi e negativi della presenza del M5S in parlamento . Magari non in tutti i particolari , ma nell' insieme le osservazioni appaiono condivisibili , con un' osservazione generale lo stesso Scanzi  critica il M5S per non aver contributito a scelte di governo e lo loda per le critiche e le denuncie fatte . Ecco da un partito con un terzo della rappresentanza parlamentare critiche e denuncie sono un pò poco, ci si aspetterebbe uncontributo ala scelte di governo

M5S, cosa ha funzionato e cosa no

di Andrea Scanzi | 26 dicembre 2013

 

Giunti a fine anno, dopo dieci mesi di Parlamento, cosa ha funzionato e cosa no nel Movimento 5 Stelle?

Cosa non ha funzionato

-  Nei primi due mesi (ahinoi decisivi per il paese) è stato sbagliato quasi tutto in termini di comunicazione e non poco in termini politici. L’exploit di febbraio ha costretto novizi della politica a cimentarsi subito con responsabilità enormi e vecchi marpioni.

- Lombardi e Crimi, scelti di corsa con la formula del “Ciao mi chiamo Vito e credo in un mondo migliore”, tipo presentazione all’Alcolista Anonimi, non ne hanno indovinato una. Era difficile scegliere peggio. L’harakiri dello streaming con Bersani (“Noi siamo le parti sociali”, “Sembra di stare a Ballarò”) resterà negli annali. Va però detto che, in quel momento, nessuno (forse) sarebbe stato pronto.

La refrattarietà alla critica, tipica di tutti i partiti e movimenti politici, è in molti 5 Stelle (alcuni: non tutti) totale: “O con me o contro di me”. Non siamo in curva, ragazzi. Ogni tanto esiste anche il grigio. Non solo il bianco e il nero. Purtroppo questo approccio da tifosi è ora condiviso anche da molti (molti: non tutti) renziani, che vedono nel Mister Bean di Rignano sull’Arno il loro ComandanteFonzie Guevara di riferimento e guai chi glielo tocca. Ne consegue che, soprattutto in Rete, il dibattito tra “grillini” e “renziani” sembra spesso (spesso: non sempre) quello tra ultras di opposte fazioni. Peccato.

Non avere fatto il nome al secondo giro di consultazioni con Napolitano è stato un suicidio tremendo. Non perché sarebbe cambiato qualcosa concretamente (Napolitano, pur di isolare i 5 Stelle, si fingerebbe pure di sinistra), ma perché avrebbe stanato il Pd togliendogli l’alibi logoro del “Stiamo col centrodestra per colpa di Grillo”. Si doveva operare come è stato fatto con Rodotà, la cui scelta coincise infatti con la desolante Waterloo del Pd durante la rielezione di Re Giorgio.

- La stessa sensazione di stare ad aspettare e giocare di rimessa, “congelando i voti in frigo”, si è avuta quando Letta stava per cadere (anche in quel caso i 5 Stelle non hanno proposto nomi alternativi) e quando Renzi ha proposto il baratto sui tagli alla politica. Ovvio che Renzi non voleva l’accordo, ma ogni volta che M5S poteva sparigliare in termini governativi si è arroccato. Alimentando la sensazione (sbagliata) di “dire solo no” e di non prendere i treni che passano, preferendo andare in stazione a dare qualche schiaffo a chi si sporge da quel treno. Come Ugo Tognazzi in Amici mieiPerché, ogni tanto, non vedere le carte e scoprire il bluff altrui (per esempio sulla nuova legge elettorale)? Se è vero che quasi tutti i media ce l’hanno coi 5 Stelle, è anche vero che questo eterno attendismo talebano – in due o tre momenti chiave – ha coinciso con un tafazzismo considerevole

Le Parlamentarie hanno regalato scranni a personaggi marginali. Ci sono ovunque, e nei 5 Stelle non sono poi tanti come si credeva e si continua a sostenere, ma M5S non può permettersi tali errori. “Le sirene”, “I microchip”, “Pino Chet”, “La Kyenge un orango? Ci sta“. Oppure quel tizio barbuto e quasi-ideologo che somiglia a Beruschi (meno colto, però) e che a inizio anno veniva chiamato in tivù per dimostrare che i 5 Stelle son tutti grulli e sciroccati. Non siamo al circo, su.

- Pessima gestione del caso Adele Gambaro. La (sua) storia ha detto che era solo una che voleva supportare le larghe intese, tirando a campare  col suo strapuntino di potere, ma espellerla per una frase anti-Grillo ha regalato ai detrattori l’accusa di “fascisti epuratori”. Bastava aspettarla al varco – giusto uno o due mesi – e si sarebbe isolata da sola, come gli altri cinque o sei personaggi in cerca d’autore (non dovevano essere di più? Non doveva esserci una “spaccatura”?) che ora rimpolpano la sparuta cricca del gruppo misto al Senato. La Gambaro doveva essere allontanata, sì, ma non in quel momento. Espellerla subito, per giunta con la modalità del “Gesù o Barabba”, è servito solo a far felice Casaleggio, secondo cui (più o meno) se c’è un corpo infetto prima o poi finisce con l’infettare l’intero sistema e quindi va estirpato subito. Mah.

- Alcuni post di Grillo e Casaleggio hanno rischiato di rovinare l’operato dei parlamentari. Le scomuniche (“Il Fatto Quotidiano house organ del Pd” resta la minchiata dell’anno), i toni quasi sempre lividi, il “cerchio talebano” (più che magico) da cui Grillo si fa “consigliare”. Prima di scrivere, occorrerebbe riflettere. Quando a entrambi girano gli zebedei, inibitegli il wifi. Un anno fa senza Grillo non ci sarebbe stato M5S. L’ex comico risulterà ancora decisivo (Casaleggio, boh). Per esempio nei suoi tour elettorali sul territorio. Entrambi devono però stare attenti a non vanificare l’operato di chi, contro quasi tutti, si sbatte a Camera e Senato.

Cosa ha funzionato

Il ruolo di vera e autentica opposizione, che vent’anni di Violante e Boccia avevano fatto colpevolmente dimenticare. Anche l’Italia ha ora un’opposizione vera: pensate se, in questo clima mieloso e mellifluo di “pacificazione”, l’ingranaggio oliatissimo della Casta non avesse avuto nemmeno un granello di sabbia desideroso di incepparlo. Sarebbe stato terrificante: non per chi non si ritrova in Letta o Lupi, ma per la democrazia. 

- La crescita notevole di deputati e senatori. Se a marzo venivano tratteggiati come mezzi tontoloni impreparati, mese dopo mese sono emerse figure di spicco come Di Maio e Villarosa, Di Battista e Morra, Taverna e Sarti. Eccetera. Voi chi prendete tra Madia e Taverna? Chi tra Alfano e Morra? Chi tra la Moretti e Villarosa? Chi ritenete più dotato, più sincero, più nuovo? Più libero?

- Nel suo riuscito discorso del 23 dicembre alla Camera, il deputato Alessandro Di Battista ha chiesto ai giornalisti di contestare almeno una loro proposta di legge, lasciando intendere che gli errori del M5S sono stati soprattutto di comunicazione. In realtà sono stati anche politici, vedi non aver fatto il nome di Settis o Rodotà o Zagrebelsky a Napolitano, ma è vero che in merito a proposte di legge ed emendamenti di errori non se ne vedono. O se ne vedono pochi.

- Per vent’anni i delusi di sinistra hanno sperato che qualcuno trattasse Berlusconi e i suoi droidi come meritavano di essere trattati. Lo ha fatto solo Di Pietro. Se Pd e predecessori si fossero espressi come la Taverna al Senato o Villarosa alla Camera, oggi i 5 Stelle non esisterebbero. E il Pd non avrebbe dovuto uccidere la sua storia di sinistra consegnandosi al briatoriano Renzi.

La rottamazione autentica. Esistono due cambiamenti: quello così morbido da risultare finto dei renziani e quello drastico (a rischio “ingenuità”) dei 5 Stelle. Se basta essere giovani per essere nuovi, allora è lecito accontentarsi con i polli di allevamento à la Orfini e Faraone. Se il sogno del Pd è sostituire D’Alema con Speranza, cioè con uno uguale se non per l’anagrafe e la bravura (è molto più bravo D’Alema), allora buona supercazzola a tutti. Se invece l’idea è quella di un cambiamento reale, la differenza tra i 4 salti in padella di Renzi e il rinnovamento vero non è difficile da scorgere.

- La lotta tra renziani e 5 Stelle sarà spietata. Potrebbe fare bene al paese, costringendo entrambi a dare il meglio di sé. Speriamo che ciò accada: ne guadagneremmo tutti. Renzi, quando smette di ascoltare i 45 giri dei Righeira per sentirsi vivo e prova a occuparsi della cosa pubblica, ripete che M5S sta in Parlamento come all’asilo e sa solo andare in cima ai tetti. Una finzione politica che esalta i fanboys di partito e stampa, ma che costituisce un falso storico. Senza M5S non avremmo scoperto la porcata sulle slot machine e quella sugli affitti d’oro; l’articolo 138 della Costituzione sarebbe stato sventrato; nessuno avrebbe notato la webtax; in pochi si sarebbero indignati per i casi Alfano e Cancellieri; in pochi avrebbero osato mettere in discussione Napolitano; non avremmo avuto il voto palese e la conseguente decadenza di Berlusconi. Eccetera eccetera eccetera.
In buona sostanza, se il centrosinistra avesse fatto in 20 anni anche solo un decimo di quello che M5S ha fatto in dieci mesi, il peggior centrodestra d’Europa sarebbe stato disinnescato in un amen.

Sinistra d'Azione sulle manifestazione dei "Forconi"

RICEVIAMO DAGLI AMICI DI SINISTRA DI AZIONE UN COMUNICATO SULLE MANIFESTAZIONI INIZIATE IL 9 DICEMBRE E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

 

Sinistra d'Azione esprime profonda preoccupazione per il protrarsi e
l'evolversi delle Manifestazioni del Movimento 9 Dicembre (o "dei
Forconi", secondo la denominazione imprecisa usata dalla stampa).
Le minacce ai liberi commercianti, il documento d'intenti in cui s'invoca
un Governo militare, non dissimilmente dal colpo di stato in Cile del
1973, le lusinghe che arrivano loro da populisti di ogni parte, con
l'invito eversivo alle forze dell'ordine a trasgredire le leggi ed il loro
giuramento costituzionale, ci mettono dubbi e timori. Alcuni segnali,
inoltre, nonostante le rassicurazioni del direttore dell'Aisi Esposito,
fanno temere ci sia una regia, criminale, mafiosa e/o politica, dietro
tutto questo. E se non una regia, una pericolosa saldatura tra forze
antagoniste di variegata natura, che può mettere in pericolo la Democrazia
stessa e lo Stato di Diritto.
Ci auguriamo ogni tumulto rientri al più presto, senza deleterie
conseguenze e nel rispetto dei diritti civili di tutti.

Stella : il Porcellum a 5 stelle

GRILLO CONVERTITO SULLA VIA DEL PORCELLUM Un articolo sul corriere di Gian Antonio Stella sulla conversione di Beppe Grillo a favore del porcellum , quella legge che lo stesso Grillo aveva definito « partorito dalle scrofe di destra con l'aiuto dei verri di sinistra»,tanto da ingiungere a Napolitano «imponga la cancellazione del Porcellum e sciolga il Parlamento». Ora però il comico si unisce alla suinità precedentemente denunciata e malgrado «il Porcellum ha trasformato i parlamentari in yes men» ,( anzi magari proprio per questo) chiede che si vada a votare con quella legge ,, così il M5S vince e poi cambierà il porcellum. Quindi le leggi si utilizzano quando conviene e si rinvia la soluzione. Certo che se è questo il nuovo modo di fare politica , la sua età se la porta proprio male 

http://www.corriere.it/editoriali/13_agosto_24/il-porcellum-a-cinque-stelle-gian-antonio-stella_fc568c2c-0c7b-11e3-b1d8-7abcf4b26cce.shtml

 

Un appello a Grillo e Casaleggio

 

 

Lettera aperta a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio: non dovete allearvi con il Pd, ma fare solo un accordo limitato e a termine

Aldo Giannuli, barese, ricercatore in Storia contemporanea all’Università Statale di Milano. Già consulente delle Procure di Bari, Milano (strage di piazza Fontana), Pavia, Brescia (strage di piazza della Loggia), Roma e Palermo, dal 1994 al 2001 ha collaborato con la Commissione Stragi . Ha lanciato dalle pagine del “Fatto quotidiano” un appello a Grillo e Casaleggio perchè trovino accordo provvisorio con il PD per impedire che i ricatti di Berlusconi abbiano effetto

Ho inviato questa lettera aperta a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, apparsa a pagina 18 de “Il fatto quotidiano” di oggi, 6 agosto 2013, che ringrazio per l’ospitalità.

Caro Grillo, caro Casaleggio,

mi sembra che la situazione stia avendo evoluzioni molto interessanti ed il M5s abbia a portata di mano la possibilità di ottenere tre risultati mica da poco: porre fine all’osceno governo delle larghe intese (in particolare, rimuovendo Alfano dal Ministero dell’Interno),  bloccare la riforma del 138 e togliere di mezzo il Porcellum. E’ il caso di dirlo: un terno secco! Come fare? Allearsi con il Pd? No, non è quello che penso.

Il M5s deve restare alternativo anche al Pd, con il quale occorrerà fare i conti subito dopo che ci saremo tolti definitivamente dai piedi il Cavaliere e la sua ciurma di Cosca Italia. D’altra parte, sulla politica economica, sulla politica estera, su questioni come la Tav o gli F35 ecc. non mi pare che ci siano le condizioni minime per una intesa di governo. E dunque, non si tratta di fare un patto di legislatura o (peggio!) entrare al governo con il Pd. Molto semplicemente si tratta di fare questo: offrire al Pd la possibilità di mantenere un governo per sei mesi e poi votare, a due condizioni precise:

1. il blocco della riforma del 138 (che, oltretutto, non avrebbe senso nello  spezzone di legislatura restante) e del connesso tema della “riforma della giustizia”;

2. l’intesa su una legge elettorale di impianto proporzionale, al massimo con un  limitato premio di maggioranza  (30-40 seggi alla Camera) : niente pasticci alla Violante, doppi turni, voti trasferibili, soglie di sbarramento  e imbrogli vari.

Questa non è una alleanza perché alleanza è un concetto molto più ampio, implica una piattaforma condivisa e molto articolata, che richiede necessariamente tempo, e piena e reciproca lealtà per tutta la durata del patto .

Qui si tratta di fare solo un accordo provvisorio e parziale per ottenere  una legge elettorale più decente con cui andare a votare. E di accordi limitati, il M5s sta iniziando a farne, come nel caso dell’elezione di Fico, come per bloccare la discussione sulla deroga al 138, offrendo a Letta di cessare l’ostruzionismo in atto (a proposito: molto bene il rinvio della discussione sul 138, un risultato da valorizzare).

Fare accordi non significa vendere l’anima.  Già se offriste questa disponibilità in questi giorni, questo rafforzerebbe immediatamente quanti nel Pd premono per la caduta del governo Letta, mettendo sul piatto una alternativa immediatamente praticabile.

Al contrario, se voi rimaneste sulle note posizioni intransigenti, o Pdl e Pd trovano (non so come!) una qualche quadra per andare avanti con Letta (e quindi anche con la riforma del 138) o si va a nuove elezioni ad ottobre, ma necessariamente con il Porcellum. Bel risultato! Cosa direte ai vostri elettori che vi hanno dato il 25% dei consensi? Che non siete riusciti neanche a cambiare la legge elettorale ed avete fatto contare zero i loro voti?

Un accordo del genere non sarebbe affatto un ripiegamento o una mossa difensiva, ma, al contrario, si imporrebbe con forza nella discussione interna al Pd sbattendo tutti di fronte alle proprie responsabilità.

Coraggio, non fate i testoni e passate all’offensiva.

Con simpatia,

Aldo Giannuli

-http://www.aldogiannuli.it/2013/08/lettera-aperta-a-grillo-e-casaleggio/

Il giorno delle sberle ai giornalisti

Oggi 25 giugno è il giorno dei giornalisti presi a sberle , metaforiche e no

Inizia l' on Raffaele Baldassarre (popolo della " libertà", what elese ?) che infastidito dalle domande in inglese di un giornalista di una  Tv olandese su perchè fosse venuto a firmare la presenza ( e prendersi la diaria ) a giornata conclusa prima fa finta di non capire poi in ascensore si scatena a spintoni e "pacchere"

http://video.repubblica.it/politica/eurodeputato-pdl-aggredisce-troupe-olandese/133080/131597

 

Poi tocca Grillo che in nome della trrasparanza  propone di contenere in spazi riservati (gabbie ? campane di vetro ? scatolette di tonno ?) i giornalisti che osano sentire cose che non devono sentire e sopratutto propalare . Il segretario della FNSI si cheide se dalla Veline di Berlusconi si passi a quelle tipo miniculpop .

 

http://www.repubblica.it/politica/2013/06/25/news/grillo_contro_giornalisti_parlamento-61839668/

http://www.agi.it/cronaca/notizie/201306251924-cro-rt10338-siddi_replica_a_grillo_giornalisti_non_si_chiudono_in_clausura

La tifoseria raccolta da Ferrara a sostegno di Berlusconi al grido di "siamo tutte puttane" ( non è un malevolo commento nostro , è proprio così) invece si è limitata ad insultare i giornalisti del fatto .

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/06/25/manifestazione-pro-b-siamo-tutti-puttane-e-insulti-alla-cronista-del-fatto/237947/

Flores d'Arcais sul M5S

 

In una lettera aperta al sen Crimi Paolo Flores D'arcais esprime tutta la sua delusione di elettore ( e propagandista) del Grillismo. Ricordiamo che aveva apertamente espresso il suo appoggio a Renzi per distruggere il PD e far trionfare Grillo . Ora si lamenta delle espulsioni a raffica , del rifiuto del dialogo nel movimento di Beppe Grillo . Su queste pagine c'è, con molti meno distintivi di fine poltitologo , l' aveva capito un pò prima

 

 

 http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/19/lettera-aperta-al-senatore-vito-crimi/630527/

 

http://www.corriere.it/politica/12_novembre_05/sindaco-cinque-stelle-Flores-darcais_3a01ec56-271c-11e2-a3d0-4a01526cb6a5.shtml

G.Vinci il discorso di Letta

L' amico Giuseppe Vinci ci propone un primo commento sul discorso di Enrico Letto alla Camera

Il governo Letta e il senno di Astolfo

Estrapolato dal contesto delle “larghe intese” (chiamatelo pure “inciucio”, o vile compromesso con gli autori del disastro attuale, ma non ve ne uscite con la storia solidarietà nazionale!), il discorso programmatico di Enrico Letta alle camere ha tutto il sapore di un discorso in pieno stile democristiano (chi ha vissuto la politica al tempo della prima repubblica sa cosa intendo). La balena bianca era in grado di accontentare tutti, anche gli oppositori.
A dirla tutta, a tratti sembrava di ascoltare le parole del Presidente Napolitano, il migliorista, padre putativo e spirituale di questo governo, il manovratore.

Con il suo governo Enrico Letta pensa di:
restituire dignità al lavoro e ai giovani lavoratori (detassando e finanziando agevolazioni alle imprese che assumono); eliminare l’IMU e bloccare l’aumento dell’Iva previsto per luglio, ridurre il carico fiscale; riformare la legge sul finanziamento pubblico ai partiti e la legge elettorale, riformare il bicameralismo, eliminare gli stipendi ai ministri, abolire le province; introdurre il reddito minimo garantito per le famiglie meno abbienti; rifinanziare la scuola pubblica, e un piano di edilizia scolastica, investimenti pluriennali in innovazione e ricerca; riforma carceraria e modifica della legge sull’immigrazione.
Il tutto con gli autori del disastro in cui l’Italia è precipitata, progressivamente negli ultimi vent’anni.

Insomma siamo in presenza di un governo in cui c’è tutto e il contrario di tutto. Appunto, le larghe intese. Verrebbe da chiedersi intanto, se in tutto ciò v’è coerenza politica. E soprattutto, dove Letta troverà le risorse e come farà a far digerire ai suoi ex avversari, oggi alleati, le misure di segno contrario a quelle prodotte dagli stessi avversari (montiani compresi), negli anni e nei mesi appena passati. Appunto, la coerenza. Lo vedremo all’opera e alla prova dei fatti. Ma si sa, la coerenza, per questa classe politica, sembra essere alla bisogna. Ora, coloro che la patria l’hanno affossata, in un abbraccio mortale (per la politica) si erigono a salvatori, e la coerenza è come il senno di “Astolfo” andato in soccorso al paese come fosse l’Orlando dissennato.

ANTARES Politici accecati dalla follia

Il tracollo trasversale è sotto gli occhi di tutti. Mai in quasi 67 anni di Repubblica si era potuto assistere a uno scenario così vomitevole: chi,con una legge elettorale assassina, ha ottenuto la maggioranza relativa senza poter costituire un nuovo governo,rischia di spaccarsi in mille pezzi.
Il Partito Democratico, di democratico avrà solo il fatto che,democraticamente l'incapacità manifesta colpisce tutti: da Bersani a D'Alema da Veltroni a Renzi per passare dalla Bindi.
E tra poco forse, il PD non sarà nemmeno un partito: si trasformerà in movimenti che rispecchieranno le teste di Idra che lo compongono. Giusta fine per chi nel 2007 volle fare una alleanza balorda tra ex democristiani (la palude) e la corrente socialdemocratica.
In queste ore,dopo che nemmeno il quinto scrutinio ha sciolto le riserve su chi debbe essere il successore di Giorgio Napolitano,si è vergognosamente chiesto con tanto di lacrime agli occhi che il successore di napolitano sia egli stesso. Assurdo,inconcepibile.napolitano ha passato gli 85 anni e in barba al ringiovanimento si chiede un reincarico a chi per motivi di età dovrebbe lasciare in quanto i raggiunti limiti di età sono superati da un bel pezzo.
Eppure la candidatura forte c'era: era quella di Stefano Rodotà giurista e costituzionalista apprezzato e stimato fin da subito affossato dal "no" inspiegabile di qualcuno. Era l'uomo giusto al posto giusto al momento giusto.
Invece il Partito Disperato si è scavato la fossa col nome di Prodi che ieri non ha nemmeno ragginto i 400 voti. Qualcuno mi dica se altri partiti abbiano fatto peggio di quello Democratico.
Soluzione? pare che si affiderà il reincarico a Napolitano per altri sette anni (qualcuno crede davvero all'immortalità) e l'incarico di formare un governo a Giuliano Amato. Nessuna soluzione. Il problema dell'elezione del Presidente è solo rimandata: Napolitano non durerà in eterno e i Grandi elettori dovranno riunirsi per rieleggere il Capo dello Stato; si vedrà un altro stallo?
Intanto assistiamo impotenti all'ennesima sceneggiata: Elettori (cittadini e Grandi) divisi, un Partito di maggioranza relativa sul punto di esplodere e una soluzione degna della più vile turpitudine italiana: il vizio di mettere toppe dove occorrono misure strutturali. Si prende tempo,ma il tempo è tiranno e presto presenterà il conto.
personalmente mi ritengo disgustato: anche un bambino avrebbe trovato la soluzione; Rodotà al Colle, e poi imporre il cambiamento della legge elettorale (pena il non dare incarico a nessuno per il nuovo governo) sciogliere le Camere e elezioni a giugno o settembre 2013. Facilissimo e invece si è cercata la strada più impraticabile possibile che fa mettere le mani nei capelli a investitori e cittadini che rischiano il tracollo economico. Non ho altri aggettivi per definire l'Italia di queste ore: una Repubblica delle banane,governata fino ad ora da emeriti "bananas" che in comune formano uno Stato di follia che è l'iunica cosa che accomuna tutti: anche i cittadini, tra poco in stato di follia per il crac economico che sta uccidendo molti di noi.

ANTARES

L' erede di Oscar Giannino ? ; Casaleggio !

Ecco il ciclo si è compiuto , Oscar Giannino , momentaneamente eclissato dal noto inconveniente di master, lauree e partecipazione allo zecchino d'oro ... come dire ... diversamente veritiere  , torna in campo a difesa del liberismo , contro lo stato e le tasse e trova a chi passare la fiaccola : Casaleggio

Il problema è semplice: che ne sarà del capitale di idee di Fermare il Declino?
Che fine fanno? Le rivedo quando Casaleggio gira tra gli imprenditori e parla di spesa pubblica da tagliare, parla di abolizione dell’Irap. Insomma, è proprio quello che proponevamo noi.

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Comunque va bene anche Renzi

 
Chissà se fanno parte della rivoluzione liberale anche i grassroots movements che Casaleggio immagina prenderanno il potere mondiale nel 2043 dopo la ventennale terza guerra mondiale che farà 6 miliardi di morti ?
 

Napolitano esce allo scoperto

 

Allora: il Presidente Napolitano ha detto esplicitamente la soluzione che vuole imporre , un governo basato su larghe intese sul modello 1976. Non è un reato , c'è un precedente, anzi peggio ancora. Saragat per quasi tutta la sua presidenza dava incarichi molto precisi , centro sinistra quadripartito organico, in altre parole , in altre parole tenete dentro il PSDI. Non è un reato ,ma come ogni scelta politica è criticabile , anche perchè non è stata palesata solo ultimamente . Probabilmente risale autunno 2010 quando di fronte alla mozione di sfiducia contro Berlusconi chiese di attendere 20 giorni durante i quali il Cavaliere si diede alla caccia dei deputati mancanti , senza che si sia saputo di interventi dissuasivi del Quirinale. Nel novembre 2011 poi quando la maggioranza di destra si sfaldò , fu subito esclusa l'ipotesi di elezioni anticipate e preparata la mossa del governo Monti . Quindi solo alla fine fu accettata l'ipotesi di anticipare lo scioglimento di qualche settimana . Dopo il risultato elettorale , pur essendo chiara l'empasse ha perseguito l' ipotesi di un governo del presidente , pur nella circostanza che fosse anche stato attuato il sostegno morale della presidenza della repubblica era matematicamente certo che poteva durare poche settimane. Napolitano ha scelto di non dimettersi con qualche settimana di anticipo all'inizio di legislatura in modo da far nascere dal principio una maggioranza presidenziale che poteva non essere quella PD PdL, in grado di influenzare la maggioranza di governo, si è poi rifiutato di dare un incarico pieno a Bersani perchè si cercasse la maggioranza in parlamento . Mentre le precedenti scelte che abbiamo elencato sono state giustificate ( in maniera convincente ) per tenere buoni i mercati , questo è un ragionamento molto meno evidente per le due ultime di cui abbiamo parlato. E ciò aiuta ad interpretare anche le precedenti .

Mentre nella prima parte della sua Presidenza Napolitano , ad avviso di chi scrive , ha compiuto un'opera di difesa della costituzione, anche giungendo a compromessi con la maggioranza di centro destra per salvaguardare la possibilità di “moral suasion “, ed è stato pesantemente attaccato da ambienti estremisti come Di Pietro e il Fatto quotidiano. Ma dal 2010 in poi la sua opera , si ripete non illegittima, a favore di una soluzione di grande coalizione , a costo di forzare le regole non scritte della dialettica democratica, ha portato alla attuale situazione per la quale essendo entrata in crisi nel 2010 la coalizione che aveva vinto le elezioni non è stata ancora sostituita e non si vede quando avverrà la sostituzione . Anche questo non fa bene ai mercati

Rimane Monti + 10 notabili (tutti Maschi) , M5S soddisfatto

 

RIMANE MONTI , I SAGGI SONO NOTABILI TUTTI MASCHI , IL M5S E' MODERATAMENTE SODDISFATTO : allora: Napolitano si è pervicacemente rifiutato di mandare un governo Bersani alla camere a cercarsi una maggioranza , correttezza costituzionale dirà qualcuno, ha rifiutato di dimettersi per accelerare i tempi e ha costituto due gruppi di saggi per far scaturire le idee per il prossimo governo ( prassi costituzionale non proprio ortodossa anche questa) . Sono poi venuti fuori i nomi dei saggi Onida, Mauro, Quagliarello, Violante, Giovannini, Pitruzzella, Rossi, Giorgetti, Bubbico, Moavero Milanesi. Come dice il “fatto “Quelli che ha tirato fuori Napolitano dal cilindro per scrivere la road map di riforme essenziali per il Paese sono i soliti noti. Forse il peggio dei soliti noti, se possibile “ rinviamo all' articolo per il commento nome per nome . In più dopo anni e anni di chiacchiere sulla parità di genere non si è trovata una sola donna saggia in tutto il bel paese .

Questo il risultato della strenua lotta dei Grillini contro Bersani , si perchè il M5S è moderatamente soddisfatto

”Ovviamente se avesse assegnato a noi l’incarico per il governo sarebbe stata la scelta ottima, ma la strada scelta e’ quella che piu’ si avvicina alla soluzione in un momento cos difficile”. Cosi’ Claudio Messora, coordinatore comunicazione del M5S, a Sky Tg24. ”Il M5S ha sempre detto che è possibile continuare con la ‘prorogatio’, in cui il vecchio governo resta in carica per le funzioni amministrative – aggiunge Messora – Le parole di Napolitano sembrano suggerire che Š una possibile via uscita”. ”Questo rientra nel solco di quanto è stato dichiarato dal M5s, anche nel recente post di Grillo: facciamo fare in fretta al Parlamento 4-5 leggi, poi vediamo il da farsi. Era quasi inutile perdere tanto tempo per realizzare un governo impossibile”, prosegue Messora.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/30/napolitano-sceglie-dieci-saggi-per-riformare-paese-ma-vince-vecchia-politica/547569/

http://parlamentonews.com/2013/03/

Un mazziniano di Cesena sui 10 saggi

L' amico Riccardo Tessarini mazziniano di Cesena tiene viva una pagina con notizie e commenti dell' attualità poltica nel sito cesenatoday, ecco qui un passaggio sulla vicenda dei 10 Saggi 

Tutti gli uomini (purtroppo) del Presidente

Tutti gli uomini (purtroppo) del Presidente

Riccardo Tessarini 1 aprile 2013
 

Vignetta--3Dopo la saggia decisione del Presidente Giorgio Napolitano di formare due gruppi di superesperti incaricati di riannodare i fili del dialogo con i partiti e, si auspica, di traghettare il Paese fuori dall’impasse politica, il filo a cui è appesa la credibilità delle istituzioni è ancor più sottile… e di genere maschile. Aldilà dell’indubbia esperienza ed autorevolezza dei neoeletti, infatti, torna anche quell’alone di maschilismo, quell’odore di stantio a cui ormai eravamo abituati pensando alla classe dirigente del Paese: autoreferenziale, lontananza dalla “base”, appassita e rigorosamente maschia. Ancora una volta, una nuova, fiammante task-force di soli uomini brizzolati (59 anni di età media), che ricorda tanto i salotti del pentapartito, batte le donne 10 a 0.

Una scelta cauta quella del Capo dello Stato, certo, necessaria per fronteggiare la tempesta perfetta nella quale ci siamo cacciati e a causa della quale l’Europa ci guarda con un misto di stupore e preoccupazione; ma la settimana prossima chi andrà a blandire i giovanissimi onorevoli-cittadini a cinque stelle, peraltro tagliati fuori dal gioco? Soprattutto, chi dirà agli italiani che Emma Bonino, già Ministro del Commercio Internazionale e Commissario Europeo per gli Aiuti Umanitari, non meritava uno scranno nel Gruppo “Economia, Società ed Europa”? Chi sosterrà che Teresa Petrangolini, per fare un altro esempio, con trentacinque anni di militanza nell’associazione Cittadinanzattiva, eccellente punto di raccordo tra cittadini ed istituzioni, non era abbastanza competente per rientrare nel Gruppo “Istituzioni”? Insomma, Presidente, “se non ora, quando”? La brezza del nuovo che avanza è durata lo spazio di un mattino, mentre all’orizzonte si profilano nubi minacciose.

 

Meglio quindi goderci questa pausa pasquale piovosa perché, fra poco, apriti cielo! Le stelle brilleranno come non mai, e speriamo che nel frattempo non siano diventate delle comete impazzite.

http://www.cesenatoday.it/blog/il-cittadino/tutti-gli-uomini-purtroppo-del-presidente.html

 

Giuseppe Vinci :da "Si può fare" al Monti bis

Dal sito "Trame in divenire" dell' amico Giuseppe Vinci

Dal #SiPuòFare al Monti bis

Grillo e la separazione dei poteri

 

Dopo il niet al tentativo poi andato a vuoto di un governo Bersani, Beppe Grillo mette in scena l’ennesima mistificazione politica. Oggetto, con il lancio dell’hashtag #SiPuòFare, è la Costituzione Italiana. Tutto per sostenere e giustificare l’ostinazione  ideologica e tattica, dei duri e puri che non si mischiano con i vecchi signori della politica.

 

Ostacoli ideologici che, ben lungi dall’essere un retaggio di destra e sinistra, sono una tara culturale ed emotiva che non ha parti, ma che torna utile alla propaganda. E intanto ad un mese dal voto e a un passo dal raschiare il fondo della crisi, l’Italia non ha ancora un governo legittimo e democratico.

 

Per Grillo (l’unica coscienza parlante autorizzata del M5S, gli altri rischiano l’espulsione: qui e qui), il problema non sussiste. E infatti sostiene che  «Se l’Italia è senza governo (in realtà è in carica il governo Monti) ha però un Parlamento che può già operare per cambiare il Paese».

 

Lo Stato di Diritto

 

Si chiama “separazione di poteri”, uno dei principi a fondamento dello “stato di diritto” sancito dalla Costituzione Italiana. Caratteristica che Grillo sembra quasi ignori volutamente. Separazione dei poteri che nel M5S sembra far difetto, visto il potere di veto tutto concentrato nel dualismo Grillo/Casaleggio. E’ questa la democrazia diretta?

 

La suddivisione dei poteri dello Stato in legislativo, esecutivo e giudiziario, è la garanzia affinché uno Stato democratico come quello italiano non devii e, concentrando il potere senza alcun bilanciamento e controllo, si trasformi in dittatura. Il governo è l’organo esecutivo dello Stato che assicura l’applicazione delle leggi: attraverso le forze di polizia e i penitenziari; la politica estera; la gestione delle forze militari; la gestione dei servizi pubblici e la pubblica amministrazione. Un nuovo governo  è necessario, per quanto possa essere un governo transitorio e/o a progetto che, non necessariamente copra una intera legislatura.

 

Forzare la Costituzione

 

Checché ne dica il prof. Becchi, per rendere esecutive le leggi è necessario un governo. Diversamente si è in piena forzatura della Costituzione. Non è un mero fatto formale. Forzare la Costituzione, soprattutto nelle condizioni sociali ed economiche in cui versa l’Italia è quanto mai pericoloso. Potrebbe aprire il varco a soluzioni e interventi terzi da scongiurare, visti i rigurgiti autoritari mai cessati, in Italia e in tutta Europa.

 

Fa specie che un ordinario di Filosofia del Diritto come Becchi non tenga conto della “separazione dei poteri” su cui si fonda la democrazia italiana e non si renda conto della gravità delle sue affermazioni. A cogliere la ghiotta occasione, nel varco aperto da Grillo e Becchi sull’impianto costituzionale è stato Berlusconi, per il quale “il parlamento può funzionare anche senza la magistratura”.

 

Monti bis o peggio

 

Sembra quasi che a Grillo sta bene che Monti resti al governo e che, nella situazione di stallo attuale, continui con la sua opera di sottomissione del paese agli interessi della Troika. Del resto il presidente Napolitano, già in seguito la crisi diplomatica insorta tra Italia e India, aveva conferito al governo Monti poteri di emergenza. Per quanto, il governo Monti, essendo dimissionario già dallo scorso dicembre, avrebbe dovuto essere in carica solo per gli affari correnti e le ulteriori attività sarebbero spettate a un nuovo esecutivo.

 

Ma così non sarà. Anche e soprattutto grazie ai duri e puri a Cinque Stelle, da oggi dovremo accontentarci di un Monti bis o qualcosa di simile, o di peggio. Con i dieci saggi nominati oggi da Napolitano, si passa di fatto a una repubblica presidenziale, con un governo libero dall’obbligo costituzionale della fiducia e legittimato dalla incapacità delle forze politiche (M5S in testa!), di dare un governo democratico al paese.

 

Mai vorremmo che da questo sconvolgimento costituzionale e dallo stallo politico attuale si giunga a qualcosa di ben diverso dalla democrazia diretta predicata in rete da Grillo. La storia italiana di cattive sorprese ne ha riservate già troppe. Ciò nonostante, noi italiani a fatica dimostriamo di saperne trarre insegnamento. Dalla fine dell’impero romano e per più di mille e cinquecento anni, il suolo italico è stato strattonato dalle dominazioni più disparate. Quella della finanziaria rappresentata dalla Troika non sarebbe che l’ultima, la più subdola ed evoluta, mascherata ora dai tecnici ora dai saggi al potere.

http://www.trameindivenire.it/2013/03/30/dal-sipuofare-al-monti-bis/

GRILLISMO TRA DEMOCRAZIA VIRTUALE E COMPLOTTI

Fra la marea di articoli che esaminano il grillismo sotto ogni aspetto ne segnaliamo due che provano ad uscire dalla mera cronaca e portaano a riflessioni più generali . Una intervista di Gustavo Zagrebelsky sul signifcato da dare alla cd democrazia virtuale e un articolo Emilio Carnevali sulla ossessione del complotto che sembra caratterizzare il M5S, ma certo non solo quello. Facciamo seguire i brani più significativi dei due interventi

Gustavo Zagrebelsky, la democrazia
alla prova del grillismo

......

il tema di democrazia e Internet è diventato decisivo con il successo della lista di Grillo. Lei crede nella democrazia diretta per via elettronica?  

«La questione è questa: la tecnologia informatica applicata ai processi decisionali pubblici, l’idea della sovranità immediata e individuale del singolo, distruggerà la politica a favore di qualcosa che per ora non si sa che cosa sia? Oppure: questi strumenti possono essere usati per rinvigorire la democrazia, renderla più responsabile, più consapevole, in processi di sintesi comune? Il dibattito alla Biennale darà delle risposte». 

 

Intanto le prime votazioni alle Camere e la prospettiva dei voti di fiducia hanno già posto la questione della trasparenza del voto dei singoli parlamentari grillini minacciati di espulsione se usciranno dalla linea del «partito».  

«Questo mi ricorda molto la fase giacobina della rivoluzione francese, quando si era imposto agli elettori di votare in pubblico. È il massimo della libertà democratica o il massimo del controllo dell’esercizio della libertà?». 

 

Ed è esplosa la questione del vincolo di mandato, se cioè i parlamentari siano liberi di votare secondo coscienza o se debbano essere vincolati alla linea del partito espressa in campagna elettorale.  

«Nelle costituzioni liberali non c’è vincolo di mandato. Nella nostra questo è previsto dalll’articolo 67, legato all’idea che la democrazia, come diceva Hans Kelsen, è un regime mediatorio, cioè un regime in cui le ragioni plurime si devono incontrare fra di loro e trovare punti mediani. La libertà dei rappresentanti, senza vincolo di mandato, esprime questa esigenza che in parlamento - il luogo dove ci si parla - sia possibile perseguire il raggiungimento di quel punto mediano e che l’aula non sia il terreno di battaglia di eserciti schierati per ottenere o tutto o niente. I rappresentanti devono disporre di quel margine di adattabilità alle circostanze rimesso alla loro responsabilità. Ecco, in sintesi direi questo: libertà del mandato, uguale responsabilità; vincolo di mandato, uguale irresponsabilità, ignoranza totale delle qualità personali dei rappresentanti, mortificazione delle personalità». 

 

È una norma che appartiene a tutte le costituzioni liberali?  

«Certo, viene dalla rivoluzione francese, prima del giacobinismo. Non c’era in quella sovietica, né in quella della Comune di Parigi, che però non appartengono alla nostra tradizione costituzionale democratica». 

 

La crisi della democrazia è però innegabile, questioni come rappresentanza, partecipazione, efficacia delle decisioni sono d’attualità anche nei sistemi più giovani.  

«Ma almeno per ora tutti si dichiarano democratici. Non c’è ancora nessuno che si sia alzato per dire: basta con la democrazia, c’è un modello migliore. Semmai si dice: questa democrazia, la nostra, non ci piace, non funziona. Ma ciò significa che resiste l’idea di fondo che c’è una democrazia alla quale dobbiamo mirare. Per il momento democrazia resta una parola universale».  

 

Però è giustificato dire che questa nostra democrazia è in crisi e non funziona?  

«C’è una legge universale della politica secondo cui i regimi politici con il passare del tempo (qualcuno ha detto nel giro di una cinquantina di anni) tendono a chiudersi su se stessi, a diventare oligarchie, gruppi chiusi di potere, degenerazione della democrazia, dove la distanza tra elettori ed eletti appare incolmabile».  

 

È esattamente quello che percepiamo oggi in Italia, le elezioni ne sono state la dimostrazione. Professor Zagrebelsky, ce la farà la nostra democrazia?  

«Se riesce a riaprirsi, a combattere i gruppi chiusi, i “giri” nascosti del potere, e riesce a far sentire i cittadini partecipi della cosa pubblica e non espropriati. Quando si parla di rinnovamento della democrazia si intende proprio questo. I gesti simbolici come la riduzione del numero dei parlamentari, il taglio delle spese che favoriscono i parassitismi politici. Se si riuscirà a fare ciò anche utilizzando virtuosamente i nuovi strumenti della comunicazione politica potremo dare una risposta positiva alla domanda che fu di Norberto Bobbio in uno dei suoi ultimi saggi: la democrazia ha un futuro?». 

 

E se questo non succederà?  

«Peggio per noi e per i nostri figli».

http://www.lastampa.it/2013/03/28/cultura/speciali/biennale-democrazia-2013/la-democrazia-alla-prova-del-grillismo-CRc3pbuqhDzSHV0hty8GUO/pagina.html

 

  

Grillo e l’ossessione del complotto

  Beppe Grillo e il suo movimento sono da questo punto di vista ambiti di osservazione piuttosto interessanti. L'ultima in ordine di tempo – almeno nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo – è l'accusa lanciata dall'ex comico a proposito degli “schizzi di merda digitali” (post del 24 marzo), ovvero dei numerosi commenti critici apparsi in questi giorni sul suo sito ad opera di «orde di trolls, di fake, di multinick»: «qualcuno evidentemente li paga per spammare dalla mattina alla sera». Chi sarebbe questo qualcuno? Non è dato sapere. In attesa di prove, noi ci limitiamo a credere che, come in qualunque pagina web del mondo, sul sito di Grillo si alternino prese di posizione favorevoli e prese di posizione contrarie (tralasciamo qui il discorso sulle quintalate di insulti che affollano con regolarità gli spazi giornalistici non filtrati. Ne sa qualcosa Marco Travaglio che si è recentemente sfogato con un articolo sul Fatto Quotidiano dai toni a dir poco contrariati).

Pochi giorni prima era stato nominato coordinatore della comunicazione dei senatori del Movimento tale Claudio Messora, videoblogger subito balzato agli onori della cronaca per la sua attività di “controinformazione” riguardo al virus dell'Hiv. “Aids, la grande balla dell'Hiv” è il titolo di un post ormai celebre pubblicato il 14 febbraio scorso sul suo blog. Difficile non concordare con Fabio Sabatini (economista e blogger di MicroMega e del Fatto Quotidiano) secondo il quale «in un paese meritocratico, un divulgatore che prestasse orecchio a simili ciarlatanerie, e aiutasse pure a diffonderle, sarebbe isolato da qualsiasi discorso pubblico». «In questo paese, invece, un blogger che dà credito a risibili teorie del complotto sull’Aids viene messo a capo della comunicazione di un gruppo parlamentare, a carico dei fondi pubblici di cui tale gruppo gode per l’esercizio delle sue funzioni».

Forse questo avviene perché anche ai vertici di quel movimento sono accreditate tesi simili, almeno a giudicare da come Beppe Grillo ebbe modo di prendere in giro – era il lontano 1998 – il segretario dei Democratici di Sinistra Walter Veltroni su questi argomenti: «Veltroni va là [in Africa, ndr] e scopre i malati di Aids. Arriva qui e ci ha la soluzione: dice cazzo, l'Aids, bisogna mettere a tutti il preservativo! E lo dice uno che è dieci anni che il preservativo ce l'ha sulla testa e non se ne accorge. Allora, lui non dice che sull'Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala».
Del resto quello del complotto delle multinazionali farmaceutiche è un vecchio pallino del leader dei 5 Stelle, che nel 2001 ha dato della «vecchia puttana» a Rita Levi Montalcini, rea di essersi fatta comprare il Premio Nobel per la medicina proprio da una ditta farmaceutica. E sorvoliamo in questa sede sulla campagna promossa da Grillo in favore della cura Di Bella contro il cancro.

I fantasmi del complotto permeano anche molte delle strampalate teorie economiche rilanciate negli spettacoli, nei comizi e nelle interviste di Grillo, per quanto esse possano convivere con posizioni di assoluto buon senso e con letture ispirate a punti di vita eterodossi coltivati da studiosi di indiscutibile autorevolezza e attendibilità. Non serviva chissà quale inchiesta giornalistica per verificare che il pittoresco programma del Movimento truffaldinamente attribuito da Grillo a Joseph Stiglitz non sia stato in realtà scritto da un premio Nobel (come dichiarato dal leder dei 5 Stelle in una intervista rilasciata all'emittente statunitense Class Cnbc ripresa dallo speciale elettorale di Enrico Mentana dello scorso 22 febbraio).

Ma prendiamo il tema della crisi, visto che si tratta di un dibattito che in questo periodo dovrebbe essere al centro di ogni preoccupazione di politici, opinione pubblica e stampa. In una intervista rilasciata ad Alessandro Sortino del programma di La7 Piazza Pulita (andata in onda lo scorso 4 ottobre) Grillo spiegava con estrema “chiarezza” che l'Italia nel 2011 era fallita (?); ma poi non è più fallita perché ha fatto un accordo con Francia e Germania, le quali avrebbero comprato titoli del nostro debito pubblico in cambio della possibilità di costruire 7 centrali nucleari e di gestire acqua e rifiuti con le loro multinazionali; dopo Fukushima e dopo la vittoria referendaria in Italia su acqua e nucleare il piano è saltato e allora è stato mandato Mario Monti come garante della restituzione dei soldi investiti da Francia e Germania nel patto delle centrali.

Potremo proseguire anche oltre, citando altri episodi di evocazione di bizzarre teorie cospirazioniste destituite di fondamento. Ma non è questo il punto. Ciò che ci preme sottolineare è che questa ossessione del complotto non è cominciata con lo sbarco in Parlamento dei numerosi eletti 5 Stelle né con la presunta reazione del Sistema all'ondata di dirompente rinnovamento che ha accompagnato il loro arrivo. Forse le critiche delle quali sono stati oggetto derivano dal fatto che come tutte le persone che esercitano un ruolo politico questi ragazzi sono oggetto del pressante controllo dei mezzi di comunicazione e dell'opinione pubblica. Anche di quella parte che non è d'accordo con le loro idee e quindi vuole esprimere un punto di vista diverso. Si chiama libertà di opinione, di espressione e di stampa. Fortunatamente in Italia è ancora garantita.

E fortunatamente una realtà complessa ed interessante come quella del Movimento 5 Stelle non è riconducibile solo ad alcune paranoiche fissazioni del suo capo politico. Ci piacerebbe però cominciare a sentire qualche presa di distanza in più. Magari cominciando a rispondere con disponibilità ed educazione ai giornalisti. Essere educati non significa aver venduto al diavolo la propria anima e i propri nobili ideali.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/grillo-e-lossessione-del-complotto/

Elezioni il commento dell' AMI

l'AMI HA EMANATO UN AMPIO DOCUMENTO SULLA SITUAZIONE POST ELEZIONI. Come ha detto su facebook l'amico Edera Rossa " pur con qualche perplessità sull'analisi degli schieramenti, trovo che la visione di fondo sia pregevolissima e da far conoscere" ; facciamo seguiren la parte finale del documento , rinviando al link per la lettrua completa che comunque consigliamo  . Alle perplessità di Edera Rossa chi scrive aggiunge quella per l' auspicio di un governo di salute pubblica sia pure a tempo limitato

 I

A.M.I

Da Mazziniani, dobbiamo batterci per riaffermare la nozione di Popolo che non può diluirsi nella cittadinanza titolare di diritti, perché in tal modo si dimenticano i doveri. Dobbiamo ricostruire la Repubblica impegnandoci per gli obiettivi fondamentali che abbiamo indicato nel nostro manifesto programmatico, ma soprattutto promuovere una riflessione nell’opinione pubblica per salvaguardare la democrazia costituzionale e la scelta europea, a cominciare dai seguenti principi:

1.La politica non è una cosa sporca, ma la più nobile espressione morale.

2.Il Parlamento non è un covo di ladri, ma il garante della libertà

3.Lo Stato si moralizza riducendo la burocrazia e combattendo il corporativismo, non demonizzando il pubblico né criminalizzando il profitto.

4.Il disboscamento dei privilegi a tutti i livelli deve rapidamente riaprire ai giovani le vie dello studio e del lavoro, ampliando al tempo stesso i diritti civili.

5.L’Europa è la sola speranza per l’Italia da concretare non solo accettando i sacrifici, ma progettandone il futuro.

Ma come uscire  oggi dalla crisi? Occorre prendere atto che le elezioni non hanno dato un risultato di governo e che hanno semplicemente perpetuato gli irrisolti equilibri della precedente legislatura, dal momento che non si sono presentate  offerte politiche nuove. Occorre prepararle e ci vuole tempo. I partiti devono probabilmente scomporsi e ricomporsi per consentire alla maggioranza riformista che esiste nel Paese, ma è divisa nei vari poli, di esprimersi elettoralmente. Non sembra che da questo Parlamento possa venire fuori quella serie di riforme di cui abbiamo bisogno. Non basta improvvisare una lista pescando qua e là. Mi sembra invece che da tutte le parti ci si prepari ad una nuova campagna elettorale che rischia di essere altrettanto disastrosa, se non cambia appunto, e radicalmente, l’offerta politica. Già prima della nascita dell’ultimo esecutivo, abbiamo chiesto un governo di salute pubblica in cui i capi di tutti i partiti si assumessero direttamente responsabilità ministeriali per riformare la legge elettorale e riavviare l’economia, oltre che per onorare gli impegni europei ed internazionali. Ne ribadiamo la drammatica necessità per non tornare a votare al buoi, o meglio al chiarore della vittoria grillina.

 

L’Italia è in una  così grave crisi che appare senza uscita non solo per la corruzione e l’inadeguatezza della classe politica, ma anche e soprattutto perché quest’ultima ha fatto scelte sbagliate di governo ovvero non ne ha proprio fatte rinviando i problemi.

Dobbiamo rintuzzare il tentativo molto comodo di limitarsi al primo dato del problema che non a caso induce alla germinazione di una protesta fine a se stessa. Hanno fatto questo gioco anche quelle forze che,aspirando al potere e basta, hanno pensato di alimentare strumentalmente movimenti anti-sistema purchè  di dimensione limitata e controllabile. Ma come sempre non si guadagna mai a fare gli apprendisti stregoni.

E’ sui contenuti che bisogna riportare il confronto politico, non su concezioni esistenziali. Insomma, come ammoniva Salvemini, trasformiamo le proteste in riforme!

 

 

Pisa, 10 marzo 2013                                                                                                       

Mario Di Napoli

(Presidente Nazionale A.M.I)

 

  http://www.webandcad.it/ami/doc.php?id=965

 

 

I renziani e l' accordo con il PdL

APPENA INIZIATO IL TENTATIVO DI BERSANI DA RENZI & Co UNA SPINTA ALL' ACCORDO CON IL PdL. Il segretario del PD e appena incaricato dal Presidente Napolitano ha appena inziate le consultazione ma prima circolano voci e retroscena secondo cui Renzi avvrebbe detto parlando in una riunione risevata con i suoi  “ è difficile dare torto a Berlusconi quando dice ‘deve parlare con noi’”.Ma questi sono retroscena , è invece ufficiale che uno dei più stretti collaboratori del sindaco di firenza, Graziano delrio, sindaco di Regio Emilia e presidente dell' ANCI parla , come si usa dire  Papale papale «Se Bersani non ce la facesse e il presidente della Repubblica proponesse un governo istituzionale che faccia alcune cose anche col Pdl, non mi vergognerei di questo"

I

 

 

http://www.ilvelino.it/it/article/renzi-berlusconi-ha-ragione-bersani-parli-col-pdl/d04a4033-992f-4b2e-8853-8ae99523a1ef

 

 http://www.unita.it/italia/delrio-se-bersani-fallisse-governo-istituzionale-con-pdl-1.490549

 

 

M5S CI SARA' UNA NORMALIZZAZIONE ?

L' amico Rinaldo B ha pubblicato su FB  un' interessante riflessione sulla possibile evoluzione del M5S

NORMALIZZAZIONE per GRILLO

Dalla storia sappiamo che Mussolini fece una breve normalizzazione del suo movimento, ma abbandonò presto questa via per instaurare un regime; persino Hitler, a suo modo, fece qualcosa di simile, mentre Lenin non ne sentì il bisogno. Perchè? Più carismatico è il capo e più sconvolgenti sono messaggio e progetto politico, meno si sente il bisogno di "normalizzare": anzi, la normalizzazione è avvertita come un tradimento.

 

Ma cos'è una 'normalizzazione'?

Non è soltanto abbassare i toni del conflitto politico, anche se ha a che fare con l'abbandono di un linguaggio che pretende di 'azzerare', sia pur metaforicamente, l'avversario: insomma, c'entra con l'evitare guerre fatte di parole truculente (come quelle che imperversano nel mondo simbolico degli stadi di calcio, cui segue la condanna legale delle 'curve'). Nella realtà è avvenuto spesso che i messaggi più bellicosi si tramutassero in fatti, a volte in modo crudo: le parole più assurde ed i gesti più incredibili possono avere serie conseguenze, se non si tramutano in fatti è solo perchè si è bleffato (e se ne pagano poi le conseguenze in termini di credibilità).

 

Cos'è dunque la normalizzazione?

Non è modificare il proprio programma: a questo ci inducono già le difficoltà intrinseche, le cose (per es. Lenin dovette arrendersi alla crisi economica e introdurre elementi di mercato nel neonato stato sovietico). I programmi sono fatti apposta per dover essere ridotti in corso d'opera, volenti o nolenti i realizzatori dei medesimi.  

 

Normalizzazione è accettare il confronto con gli altri, cioè con i normali, non dire: "tutto a me o niente", o anche: "o con me o contro di me".

 

Quindi Grillo e Casaleggio (con Martinelli e Messora) possono al massimo portarci a nuove elezioni, ma dopo, se vogliono normalizzarsi, dovranno aprire a qualcuno, che sia il PD, il PDL, o chissà chi altro potrebbe saltar fuori, così come hanno fatto alcuni strateghi delle rivoluzioni del '900.

Tranne Lenin, che però ha goduto di un vantaggio: c'era la guerra; tutti sanno che Lenin si è preciptato a SanPietorburgo per essere al centro del potere, correndo contro il tempo nel timore che dal Palazzo d'Inverno gestito dai 'normali' si fosse conclusa la pace, cosa che avrebbe tolto ogni chanche alla rivoluzione.  La pace poteva essere fatta solo dopo, da Lenin medesimo.

Ah ..., ma Grillo dice di "essere in guerra"!  Ma no, per adesso è solo una metafora, la stessa, purtroppo, che usava la Lega quando era in ascesa.  La lega allora bleffava, forse. Ma credo che gli elettori del M5s, se fosero chiamati alle armi, diseterebbero subito! Preferiscono la pace.

 

PS: lungi da me il pensare che Grillo & company siano paragonabili ai dittatori del secolo scorso, ma la nostra attuale crisi è paragonabile a quella che creò le condizioni per le dittature!

Domande laiche agli aspiranti primo ministro

Su Micromedia Daniele Garrone esponente di primo piano della comunità Valdese ha posto in una lettera aperta 5 quesiti agli aspiranti primo ministro

1. In violazione dell’art. 32 della Costituzione della Repubblica, i cittadini non possono esercitare il loro diritto a decidere sull’utilizzo o la sospensione di cure mediche con disposizioni di «fine vita». In altre democrazie, ciò è lecito e normato. In Germania esiste persino un «testamento biologico cristiano», approvato anche dalla Conferenza episcopale cattolico-romana di quel Paese. L’Italia è invece ridotta a una sorta di stato etico, in cui il legislatore adotta come vincolanti per tutti i criteri etici di una parte soltanto dei suoi cittadini, in questo caso i dettami e i veti delle gerarchie cattolico-romane, quando – oltre tutto – i sondaggi indicano come largamente prevalente un orientamento favorevole alla libertà di scelta. Condivide l’urgenza di garantire la libertà di poter disporre per la sospensione delle cure o per la loro prosecuzione? Può assumere la garanzia di questa libertà come impegno di governo?

2. In Italia è stato finora impossibile accorciare i tempi del divorzio, persino nei casi in cui la richiesta è avanzata consensualmente dai coniugi. Non è compito del legislatore incoraggiare oppure ostacolare questa o quella concezione del matrimonio (sacramento indissolubile, patto rescindibile). Condivide questa visione? Se sì, che impegni prende perché sia posta fine all’inutile e vessatorio prolungamento dell’iter del divorzio?

3. Nessun riconoscimento è accordato in Italia alle unioni diverse dalla famiglia cosiddetta «naturale», siano esse eterosessuali o tra persone dello stesso sesso. Come lei sa bene, non è una questione ideologica: cittadini coinvolti in stabili relazioni affettive vengono deprivati di diritti a altri accordati. Che impegno assume riguardo a questo problema, che vede l’Italia notevolmente arretrata rispetto ad altre democrazie?

4. L’uguaglianza di tutte le confessioni religiose davanti alla legge, solennemente sancita nella nostra Costituzione, non è pienamente attuata. Non mi riferisco qui al regime privilegiario adottato per la Chiesa cattolica con l’art. 7 della nostra Costituzione e a tutto ciò che ne è derivato; so bene che questo, in Italia, è una sorta di tabù. Vi sono confessioni e religioni che non riescono ad addivenire alle intese previste dall’art. 8; vigono ancora in parte norme della legge sui culti ammessi del 1929. Condivide l’idea di approvare una legge quadro sulla libertà religiosa? Come intende affrontare il fatto che alla uguale libertà di tutte le confessioni davanti alla legge, sancita dalla Costituzione, corrisponde una gamma di diversi trattamenti giuridici?

5. Come intende rispondere alla proposta, sostenuta anche dal presidente della nostra Repubblica, di conferire – superando così lo ius sanguinis – la cittadinanza a quegli immigrati che siano nati nel nostro paese? Non le sembra una vergogna da eliminare? Conviene con me che il conferimento della cittadinanza è un interesse della Repubblica, se essa si concepisce come patto di cittadinanza?

 

qui l'intera lettera aperta

http://temi.repubblica.it/micromega-online/domande-sulla-laicita-agli-aspiranti-premier/

Per parte nostra possiamo notare che con tutti i difetti attribuibili al centro sinistra ( e sono tanti) mi sembra che i punti 3 e 5 facciano parte del programma; il punto 1) è stato difeso dal candidato ( Bersani) ai tempi delle polemiche sulla Englaro ( non da Renzi però) ; per il punto 4 importanti amministratori locali del centro sinsitra si sono spesi quanto meno sul tema dei luoghi di culto ; il punto 2), in effetti non è stato mai molto discusso e ne varrebbe la pena

I Grillini che vogliono essere più uguali degli altri

NOI NON FACCIAMO ACCORDI SUI CANDIDATI DEGLI ALTRI PARTITI , MA LORO DEVONO VOTARE I NOSTRI : Questa la pretesa della capogruppo M5S alla camera (non a caso quella che trovava qualcosa di buono del fascismo) durante un incontro con la stampa così descritto dal Fatto (Non l' Unità )" L’incontro con i giornalisti, annunciato alle 10 sul sito di Beppe Grillo e iniziato puntualmente un’ora dopo, è durato pochi minuti: al termine della presentazione dei candidati a segretario d’Aula, vicepresidente e questore, gli esponenti dei 5 Stelle si alzano e lasciano la sala, senza che i cronisti possano porre loro alcuna domanda. "

Durante il soliloquio è stato detto :Vogliamo il riconoscimento del nostro ruolo, non vogliamo poltrone e noi non faremo accordi con i partiti”. “La responsabilità di lasciarci fuori nel caso se la prenderanno loro”,.

Sembra ribadito l'obbiettivo di fare le pulci alle spese interne alla camera (da qui la richeista del questore ) , auspicabilemnte si guarderà anche alla spesa pubblica in genrale

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/19/roberta-lombardi-vogliamo-scegliere-i-questori-e-decidere-i-vicepresidenti/53492

 

Castruccio: Grillo (parlante) saprà farsi Gufo (saggio)?

L'evoluzione della specie: da grillo (parlante) a gufo (saggio).

 
In natura non sopravvivono i migliori, né i più intelligenti ,né i più forti ma solo le specie che sanno evolvere con l'evolvere del contesto. Se grillo evolvesse in gufo sarebbe un gran bel cambiamento. A distruggersi con le proprie mani è un attimo. Sarebbe un vero peccato, oggi,  perdere tutto il già fatto.
 
Quando nel 1798 Thomas Malthus scrisse il “Saggio sul principio di popolazione” avrebbe tratto senz'altro grande lusinga dal sapere che alcune sue intuizioni sarebbero state riprese, nel 1855 da Alfred Russel Wallace e quattro anni dopo, da Charles Robert Darwin per chiarire a sé stessi e al mondointeroquando,come e perché le specie evolvono. 
Che poi queste stesse categorie siano utilizzate,154 anni dopo i due grandi naturalisti, da un blogger polemico-dadaista per cercar di chiarire a sé stesso e ad altri quattro gatti l'evoluzione della politica in questo sciagurato Paese l'avrebbe incuriosito per qualche minuto o forse l'avrebbe lasciato indifferente.
L'intuizione di Malthus e dei due geni che lo seguirono sintetizza in: «Sopravvivono le specie che hanno capacità di adattamento. E hanno l'abilità di evolvere con il contesto. Magari trasformandosi morfologicamente».
Se Grillo Giuseppe, in arte Beppe, e il suo amico Casaleggio Gianroberto, riflettessero qualche minuto e su queste tre semplici frasette probabilmente, essendo intelligenti e vispi come pochi nell'attuale panorama politico, ne trarrebbero di guadagno.
 
Loro grande merito è stato di aver capito e sentito più di ogni altro la voglia di cambiamento. In quattro-e-quattro-otto, alla faccia di politici consumati, nel senso di usurati, hanno costruito un grande movimento di popolo. Semplicemente con il loro esserci hanno posto al centro della politica italiana questioni che altrimenti sarebbero state marginali o al più parte della tradizionale giaculatoria politica. Chi non rammenta la vecchissima vignetta di Altan con la donna che dice: «Non mi ricordo più se veniamo prima dei disoccupati e dopo i giovani o tra il mezzogiorno e i pensionati”. Ambiente, spesa pubblica, legge elettorale, conflitto di interesse,leggi antimafia, costi della politica non sono più disegni di fumo ma sono già diventate questioni pratiche. In questo parlamento i tentativi di mercato delle vacche o di inciucio abortiscono ancor prima che il solito D'Alema riesca a pensarli. Stanziali della politica sono costretti a neppure provare a salire sugli alti banchi delle istituzioni. Avere come presidente del Senato Pietro Grasso e della Camera Laura Boldrini è già un bel salto rispetto ai precedenti. Uno spariglio l'hanno chiamato quelli che ne capiscono di giochi di carte. Bersani ed il Pd se vogliono sopravvivere saranno sempre più costretti a sparigliare e questo significa per loro fare altro rispetto a quanto hanno praticato fino ad ora. E tutto questo è indubbio merito del Movimento 5 Stelle. Non ci fosse stato la zuppa sarebbe stata sempre la stessa. Semplicemente viepiù irrancidita.
 
Ora l'abilità consiste, e questo è il riferimento al trio Malthus-Wallace-Darwin nel capire che non si può essere monocordi. Aver passato anni nei panni del grillo parlante ha pagato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Anche se qualcuno un po' sordo d'orecchio non ha sentito nessun boom questo c'è stato. E per d'avvero. Avere occupato i banchi alti per “star sul collo” ai vecchi politici è stata una bella mossa. Non solo simbolica. Che poi sono i simboli a smuovere le montagne. 
E adesso ancor più che simbolicamente la specie grillo deve evolvere e passare allo stato di gufo. 
I gufi hanno un udito finissimo, caratteristica già dimostrata nel recentissimo passato, sa ruotare la testa di 270°, così vede ovunque senza sforzo, si mimetizza benissimo e si nutre di topi, altri uccelli e anche, fatto non strano, di insetti.
Inoltre nel periodo marzo maggio, guarda caso, nidifica, la femmina può fare due covate da 3 a 10 uova. Che suona bene, per chi vuol capire la metafora.
Nella cultura popolare, che di solito ci azzecca, il gufo è rappresentato come portatore di saggezza ed erudizione. Nonché portatore di cultura. Ha il piccolo difetto di essere un filino permaloso. Ma questo anche il grillo. Però nessuna tradizione racconta che il grillo o il gufo abbiano deliri di onnipotenza. Che distruggersi con le proprie mani è un attimo.
By the way: insultare le donne tunisine non porta grandi vantaggi ma solo sgradevolezze. Nessun paese ha il monopolio delle peripatetiche o, come dicono in Francia, les mademoiselles che fanno dei free-lance sur le trottoir. E' professione ampiamente distribuita e qualche volta viene esercitata anche a corte.
 

Grillo furibondo per la scelta anti mafia

L' M5S FRA DISERZIONE E RESPONSABILITA' La votazione per la presidenza del Senato nella quale con tutta probabilità 10 15 senatore del M5S contravvenendo al mandato del loro capogruppo di votare scheda bianca o annullare al scheda hanno votato per l' ex  procuratore antimafia Grasso ha scatenato le ire di Grillo che chiede ai reprobi di dare le dimissioni . Già all' annuncio della mancata scelta fra Grasso e Schifani si era scatenato un serrato dibattio all' interno del movimento che si sostanzia nell' irridente commento di un militante :"Giustamente la scelta è difficile: meglio un mafioso o un procuratore anti-mafia?". Dopo la votazione alcuni dei senatori grillini hanno risposto per le  rime , particolarmetne efficacie il senatore Calabrese Molinari "Meno reazioni isteriche e più fiducia!", chiede. A Grillo, il senatore dice "di stare sereno, non c'è nessun traditore" e il Movimento 5 stelle al Senato "è unito: nessuna alleanza nessuna fiducia". Poi un consiglio: "studiare le differenze fra cariche istituzionali e ruoli politici non farebbe male". In realtà sulla questione mafia c'erano già state alcune prese di distanze proprio da parte dei gruppi meridionali del movimento quando il comico genevose aveva detto che I Partiti e il fisco sono peggio della mafia perchè la mafia non strangola nessuno , il candidato grillino alla elezioni sicialiane Giancarlo Cancellieri aveva esptresso pesanti critiche

In realtà il punto è sempre lo stesso , il M5S esprime in parte esigenze giuste , ma sinchè il metoodo sarà quello di "gli altri sono tutti uguali , non possiamo trattare con nessuno" quella potenzialità rimarrà sprecata . Fortunatamente c'è chi lo sta capendo

http://www.giornalettismo.com/archives/832169/beppe-grillo-contro-il-movimento-5-stelle-per-piero-grasso/

http://www.repubblica.it/politica/2013/03/17/news/grillo_base_spaccata_in_rete_dopo_voto_senato-54745272/?ref=HREA-1

 

http://www.repubblica.it/politica/2013/03/16/news/sul_web_m5s_boccia_schifani-54696196/

http://palermo.blogsicilia.it/cancelleri-sbagliate-le-parole-di-grillo-sulla-mafia/106746/

A DIFESA DELLA LIBERTA' DEI PARLAMENTARI

Nel sito "Trame in divenire" dell' amico giuseppe Vinci un approfondita riflessione sulla difesa della libertà senza vincoli di mandato dei Parlamentari dopo l' attacco di Beppe Grillo all' art 67 della costituzione

 

http://www.trameindivenire.it/2013/03/05/grillo-attacco-alla-costituzione-1/

L'on Lombardi e B. Mussolini , chi ne sa di più del fascismo ?

 

 

IL FASCISMO DEL 1919 SECONDO L'ON LOMBARDI (M5S) E SECONDO … MUSSOLINI Sembra che la storia delle mail minacciose inviate ai dipendenti di equitalia non sia responsabilità del M5S, e questo è sicuramente un bene .Non è un bene invece come la capogruppo alla camera del medesimo movimento Roberta Lombardi si è difesa dalle accuse di filofascismo : “Mi riferivo, facendo una analisi, al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura “. Magari è interessante vedere anche come lo interpretava quel programma uno che dovrebbe intendersene : il non ancora Cavalier Benito Mussolini con un articolo del 24 marzo 1919 sul Popolo d'Italia intitolato “Programma di san Sepolcro “, sicuramente pieno di altisonanti dichiarazioni rivoluzionarie , poi spiegava il proprio concetto di democrazia “. Io non sono un entusiasta delle battaglie schedaiole, tanto è vero che da tempo ho abolito le cronache del 'Camerone' e nessuno se ne è doluto “ però c'erano le elezioni e bisognava parteciparvi. Come on. Lombardi ? “L'adunata del 23 marzo impegna i fascisti a sabotare con tutti i mezzi le candidature dei neutralisti di tutti i Partiti …....Noi andremo a vedere i passaporti di tutta questa gente: tanto dei neutralisti arrabbiati come di coloro che hanno accettato la guerra come una corvée penosa; andremo nei loro comizi, porteremo dei candidati e troveremo tutti i mezzi per sabotarli. “ .

E su questo erano allenati : vi è racconto , riportato anche da Salvemini , su un comizio del gennaio 1919 in cui Bissolati e altri interventisti democratici chiedevano che nonsi giungesse ad uno scontro con i popoli Jugoslavi : ma c'erano anche nazionalisti futuristi e reduci, cioè il fascismo ante litteram “incominciò una infernale sinfonia .Grida strilli , fischi , grugniti tutti i versi di una gabbia di bestie selvatiche “ Bissolati prova a resistere,”finchè in mezzo al pubblico non scorse vide il viso pallido e largo come un badile di Mussolini e riconobbe quella voce inconfondibile deprimente e legnosa , perentoriamente insistente , come il suono delle nacchere. Bissolati si volse verso i suoi compagni e disse “No! Quell' uomo no”. E finì il idscorso a bassa voce “

E' questo il fascismo buono on Lombardi ?

Per finire esaminiamo come sempre nel medesimo articolo Mussolini definisce i fasci alternativa di regime , e possiamo immaginarlo con “ quella voce inconfondibile deprimente e legnosa , perentoriamente insistente”

Io ho l'impressione che il regime attuale in Italia abbia aperto la successione. C'è una crisi che balza agli occhi di tutti. Abbiamo sentito tutti durante la guerra l'insufficienza della gente che ci governa e sappiamo che si è vinto per le sole virtù del popolo italiano, non già per l'intelligenza e la capacità dei dirigenti. Aperta la successione del regime, noi non dobbiamo essere degli imbelli. Dobbiamo correre. Se il regime sarà superato, saremo noi che dovremo occupare il suo posto. Perciò creiamo i Fasci: questi organi di creazione e agitazione capaci di scendere in piazza a gridare: "Siamo noi che abbiamo diritto alla successione perché fummo noi che spingemmo il paese alla guerra e lo conducemmo alla vittoria!".

 

http://robertalombardi.wordpress.com/

http://it.wikisource.org/wiki/Programma_di_San_Sepolcro,_pubblicato_su_%22Il_Popolo_d%27Italia%22_del_24_marzo_1919

http://books.google.it/books?id=ZkOo0SUuGusC&pg=PA392&lpg=PA392&dq=Bissolati+mussolini+grugniti&source=bl&ots=FXNPJ7wHMk&sig=QeMttDHX93JY9qbmUJ4IT9GY2mg&hl=it&sa=X&ei=jHg2UaGcMMeQ4gScvICYCQ&sqi=2&ved=0CC0Q6AEwAA#v=onepage&q=Bissolati%20mussolini%20grugniti&f=false