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sito repubblicano nella sinistra

, TV E DISSERVIZIO PUBBLICO

Proponiamo una riflessione di Oddifreddi sull' egemonia vaticana in TV , con interessanti spunti sul messaggio che certe fiction possono trasmettere

http://rlangone4.blogspot.com/2010/02/legemonia-vaticana-in-tvle-fiction.html

in realtà che certe trasmissioni televisive avessero un contenuto troppo catechistico (o agiografico che dir si voglia) se n'era trovata traccia persino su un sito la cui citazione spero ci preservi dall' accusa di mangiapreti impenitenti : (è il sito pontifexroma.it !)

http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/varie/1634-la-fiction-religiosa-in-italia-non-ha-mercato-internazionale-si-banalizzano-cose-che-invece-meritano-maggior-attenzione-si-sottovaluta-la-preparazione-del-pubblico-vedo-tanta-pigrizia-intellettuale

Dobbiamo dire però che ci sono anche delle eccezioni : non certo sulla RAI o su MEDIASET , ma su la 7 c'è una serie poliziesca (l' ispettore Barnaby) dove spesso i personaggi più fanaticamente religiosi e perfino i sacardoti o sono i colpevoli o comunque ne combinano di tutti i colori.

http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50181170

Ovviamente è una fiction di produzione inglese !

 

Castruccio : Michele Santoro e come riuscire a fare il peggio

L' amico Castruccio ricostruisce il contributo al deteroriamento del dibattito politico fornito dall' Ultima puntata di "Servizio Pubblico"

Non vi è null' altro da aggiungere se non tre brevi considerazioni

1) E' ridicolo come chi non riuscendo a sputtanare il cavaliere quando lo ha avuto in studio, anzi riuscendo a ricostruire la sua fama di vincente , si esibisca in numero di tale squallore fondato sulla pruriginosa curiosità del pubblico

2) L' argomento più politico trattato ( le commesse milionarie concesse dalla RAI pubblica alle "amiche " del cavaliere) è stato trascurato

3) di buono c'è che quando Cacciari ha espresso l'insopportabilità di questo tipo di pettegolezzi si è levato un fragoroso applauso da una platea certo non selezionata per far dispetto a Santoro

Michele Santoro, Michelle Bonev e le altre. Per favore adesso basta.

 

L'ultima puntata di Servizio Pubblico, forse, chi lo sa, per ragioni di audience, ha voluto rimestare episodi noti e stranoti sul malaffare berlusconiano fino ad arrivare alla questione della natura lesbo di Francesca Pascale. Come se i gusti sessuali di una donna fossero elemento discriminante.

Nell'ultima puntata di Servizio Pubblico si sono esibiti come attori principali il Santoro e la Bonev.

Michelle Bonev ha detto che alla fine non ne vale la pena

 La circostanza che lui di nome faccia Michele e lei Michelle (Michele più elle direbbe Grillo Beppe) è solo un accidente della storia e nulla ha portato di vantaggio alla performance.

La trasmissione è stata monotona, noiosa e vecchia quasi quanto un monologo della Littizzetto a Che tempo che fa. Il fatto poi che entrambi le trasmissioni ottengano successo di pubblico, magari pure grande (chissà poi se questo aggettivo è appropriato alla situazione) non è altro che la riprova di quanto Berlusconi si attagli a questo paese, e ne sia la giusta emanazione. Che prenderne coscienza e non volersi sempre assolvere di tanto in tanto farebbe pure bene. Alla salute e magari anche all'economia.
Il tutto si può riassumere in sei battute: dalla più importante alla più infelice, che avessero detto solo queste ci si sarebbe risparmiati tutti un sacco di tempo.

Quella più importante durante le quasi tre ore di trasmissione, l'ha pronunciata Massimo Cacciari che di professione fa sia il filosofo, ormai a tempo perso ed è un peccato, sia l'ospite televisivo dedicandovisi troppo e anche questo è un peccato. Grosso modo e andando a memoria il dire del filosofo veneziano recitava così: «basta! Oramai lo sappiamo non possiamo più continuare a parlare di quanto ha fatto Berlusconi nella sua camera da letto. Non è così che lo si batte.» Frase interessante e sacrosanta ma giusto per questo lasciata rapidamente cadere. Che il lavoro dei filosofi sia ingrato è cosa nota.
È stata una trasmissione inutile sotto tutti i punti di vista poiché nulla ha portato e nulla ha tolto a quanto gli italici, sia pro sia contro, già non sapessero.
Entrambi gli schieramenti sanno oggi e sapevano ieri, pur non avendo prove, i fatti e gli accadimenti avvenuti al di là dai cancelli della villa brianzola o del palazzo romano.
Peraltro in qualche modo ammetteva il “sapere senza prova” uno degli avvocati-deputati quando definì il capo del Pdl come «l'utilizzatore finale.» Espressione che dava il senso pur superando il limite della volgarità. Perché si sa che ogni volgarità ha il suo limite. O così dovrebbe essere se non ci fossero stati gli ultimi quarant'anni fatti di grossolanità e oscenità maturate nelle strade, negli uffici e nelle famiglie per poi essere riproiettate dalle televisioni e dal cinema. Ma se non non si vuol capire questo c'è poco da girarci attorno.

Quella più volgare l'ha detta Maurizio Belpietro, comparsa d'ordinanza a Servizio pubblico quando, forse per imitare Maurizio Ferrara, ha voluto parlare di «pentiti delle mutande, - aggiungendo - stiamo scivolando nel livello più basso … di chi le rivolta le mutande.» Sic transeat gloria mundi
Quella più mercantile è di Marco Travaglio quando s'è chiesto retoricamente quale sarebbe, in tutto questo, il guadagno della Bonev. Ma non s'è dato risposta. Infatti viene il dubbio che madame Bonev non potendo più abbeverarsi ad un pozzo forse cercherà di riciclarsi altrove. Il tempo lo dirà.

Quella più vera l'ha proferita Michelle Bonev, a riprova che la realtà supera la fantasia, quando ha detto che «alla fine non ne vale la pena e ci si sente sporchi» Magari non sarà stata sincera ma sull'assunto vien difficile darle torto. In teoria per tutti e in pratica per chi conserva qualche briciolo di coscienza.
Quella più falsa e anche più comica è sempre di Michelle Bonev quando s'è erta a paladina dell'onore nazionale: «lo faccio per gli italiani.» Credere nei samaritani è difficile, l'unico di cui si abbia conoscenza (sapendolo ma senza averne prove, guarda il caso) risale a oltre duemila anni fa e non pochi pensano che fosse pure lui farlocco. Ritrovarsi una samaritana bulgara che fa pure la morale sposta i limiti della comicità un po' più in là.

Quella più inutile è sempre della Bonev che ne fa un tormentone dichiarando coram populo che Francesca Pascale sia lesbica. Forse che si forse che no. Qui non solo non ci sono prove ma neppure, fino a giovedì 17 ottobre, si sapeva o si parlava. Comunque un fatto è certo che la Pascale sia lesbica e no è un fatto suo e, eventualmente, delle sue amiche. Dopo di che del caso non dovrebbe occuparsi alcuno ad eccezione della stessa Francesca Pascale. Questo perché, come diceva un vecchio milanese: «non tutti i gusti sono alla menta.»

http://ilvicarioimperiale.blogspot.it/2013/10/michele-santoro-michelle-bonev-e-le.html

De Benedetti : una televisione coi soldi del cavaliere

La rota gira mia cara...come il conte di Montecristo so tornato ricco e spietato, la frase pronunciata da Manfredi da Straziami ma di Baci saziami può venire in mente pensando al sorriso che  Carlo De Benedetti avrebbe dedicato al cavalier SB se fosse vero che sta pensando di utlizzare i 500 milioni assegnatigli dalla cassazione a spese di Mediaset a termine della vicenda cd Lodo Mondadori per mettere su una televisione contrapposta in tutto e per tutto a quella del cavaliere

 

Con i soldi di Silvio. I sospetti che il Gruppo L’Espresso possa realmente mettere in piedi questa iniziativa sono vari. In primo luogo TI Media è di proprietà di Telecom che attualmente si trova in una situazione debitoria piuttosto gravosa. Dall’altra parte De Benedetti può ora utilizzare quei 500 milioni di euro incassati nel processo contro Silvio Berlusconi, meglio conosciuto come “Lodo Mondadori”, a titolo di risarcimento. Potrebbe essere proprio la spagnola Telefonica – che ha recentemente acquisito quote rilevanti di Telecom – a decidere la cessione di alcune partecipazioni (inclusa quella in TI Media), favorendo di fatto De Benedetti che si troverebbe in pole position per un eventuale acquisto. Un polo televisivo “rosso”. Così potrebbe nascere quel “polo rosso” da sempre sognato dal popolo di centro-sinistra, antagonista nei programmi (non solo politici) a Mediaset. Una vera e propria rivoluzione della tv italiana dopo la nascita delle tv private nazionali. Una rivoluzione che potrebbe aprire la strada a quel pluralismo auspicato da molti, anche grazie al possibile ingresso di investitori internazionali. Un’occasione per liberare la Rai dalla morsa della politica.

 

http://www.dirittodicritica.com/2013/10/10/de-benedetti-tv-ti-media-la7/

 

L'aperonza contro il servilismo televisivo

L' amico Craia ci propone una triste riflessione sulla mancanza di un minimo di dignità nella presenza televisiva di certi politici

La Tv dei politici di bassa tacca

 

Lo chiamerei effetto Brunetta questo nuovo modo di comunicare in televisione, impostato dai telegiornali moderni e prontamente accolto e perfezionato da gente con scarse doti comunicative ma, con ogni evidenza, con molto più scarse cose da dire. I politici di una volta, tra i tanti pregi e difetti che avevano, quando venivano intervistati rispondevano alle domande di getto, pensando al quesito e dando una replica adeguata e calibrata.

Oggi il giornalista non fa la domanda, almeno noi non la sentiamo, e il politico interrogato non risponde ma cita, con una cantilena degna di un bambino di seconda elementare che recita a memoria una poesia di Rodari, una frase che si è pazientemente costruito in precedenza. Me li vedo: schiere di tecnici della comunicazione, consulenti, esperti di questa e quella materia arrovellarsi per studiare la prossima perla che ci elargirà la Lorenzin al microfono del Tg1. E l’effetto sarà quello voluto: l’appiattimento del dibattito, la morte del confronto, la noia mortale dell’elettore che, sfinito da tanta pochezza, piano piano spegnerà il cervello aspettando la pubblicità per una parola di conforto.

http://laperonza.myblog.it/archive/2013/09/10/la-tv-dei-politici-di-bassa-tacca-5679458.html