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A.CELESTINI , IL RICORDO DELLA REPUBBLICA ROMANA A DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Dopo Saviano e Benigni ecco Ascanio Celestini con un bellissimo e scorrevole ricordo della repubblica romana a difesa della Costituzione Italiana .

Si moltiplicano gli intellettuali e uomini di spettacolo di sinistra che attingono a pien mani al risorgimento democratico nella dialettica politica  

Antares i simboli dell' Italia e della Repubblica

Carissimi amici repubblicani.
Innanzitutto voglio farvi i più calorosi e profondi auguri per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia.
Cogliendo l'occasione del compleanno del nostro Paese vi invio il mio intervento riguardante la storia dei nostri simboli principali,ovvero: il tricolore,l'Inno Nazionale,la Costituzione Repubblicana,il simbolo della Repubblica Italiana.
 
Il tricolore italiano che la Costituzione recita all'articolo 12 in questo modo: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano:verde,bianco,rosso,a tre bande verticali di eguali dimensioni." Nasce a il 7 gennaio 1797 per volontà di Giuseppe Compagnoni che,eletto deputato nella Repubblica Cispadana,chiese che la Repubblica avesse un vessillo che identificasse la stessa in maniera inequivocabile.
Ancora oggi,si festeggia,il 7 gennaio come "La giornata della bandiera" e si commemora proprio Giuseppe Compagnoni che è stato il padre del moderno tricolore.
Il tricolore italiano dunque nasce in fratellanza con l'allora più noto tricolore francese che identificava la Repubblica Francese,quindi, il tricolore italiano nasce come non solo un tricolore rivoluzionario, ma repubblicano,in quanto,non solo l'ideatore era un deputato repubblicano,ma il tricolore stesso assumeva un significato repubblicano e identificava uno stato repubblicano come la Repubblica Cispadana di recente nascita.
Non solo il tricolore italiano aveva avuto anche dei precedenti in cui si era scelto proprio il bianco,il rosso e il verde come colori e non credo che sia da attribuire al caso la scelta della colorazione degli stendardi.
Dal 7 gennaio 1797 in poi il tricolore italiano sarà il simbolo incrollabile del Risorgimento e della lotta senza quartiere per liberare il nostro Paese dal dominio straniero e attuare una,quanto mai necessaria,Unità.
Il tricolore sventolERà sulle barricate di Milano durante le cinque giornate,in cui i milanesi cacceranno le truppe austriache,a Brescia durante le dieci giornate di assedio compiute dagli austriaci per rioccupare la città lombarda che resistette eroicamente venendo definita "Leonessa d'Italia" sarà sventolata orgogliosamente dai patrioti italiani che verranno arrestati,perseguitati,uccisi in nome delle loro idee di libertà e unità nazionale.
Il tricolore sarà adottato dal Regno di Sardegna e dal suo esercito che abbandonerà per sempre la bandiera blu Savoia del suo stendardo fin li utilizzata,ignorando però le origini repubblicane del tricolore italiano similare al tricolore repubblicano francese.
La bandiera italiana,aggiunta dello stemma sabaudo (come se si cercasse inutilmente di rendere monarchico un tricolore di origine repubblicano) sarà finalmente il simbolo finale del Regno d'Italia e dell'unità nazionale che sventolerà su tutte le città italiane,su tutti i comuni,gli uffici pubblici a partire dal 1861,poi nel 1866 anche a Venezia,poi nel 1871 anche a Roma,nel 1918 a Trento e Trieste.
Nel 1946 a seguito del referendum che segnerà il crollo della Monarchia e l'istituzione della Repubblica,il tricolore italiano assumerà la forma che conosciamo oggi e sopratutto la forma originaria che aveva avuto dal 1797 al 1802 nella Repubblica Cisalpina.
 
l'inno nazionale conosciuto come "Fratelli d'Italia" fu scritto da un giovane e talentuoso scrittore musicale: Goffredo Mameli nel 1847,il testo fu inviato al compositore Michele Novaro che avendo tra le mani il testo compose la musica che tutti oggi cantiamo orgogliosamente,la composizione fu presentata il 10 dicembre del 1847 nel Santuario di Nostra Signora di Loreto a Oregina.
Il successo fu straordinario: in un clima di insofferenza verso il dominio austriaco e di una voglia irrefrenabile e contagiosa di unità nazionale l'inno divenne famosissimo e cantato ben presto da moltissimi italiani,sopratutto a Milano che nel 1848 insorse contro l'esercito asburgico e riempiendosi di barricate e uomini e donne in armi questi presero a cantare il repubblicano inno a gran voce.
Le istituzioni sabaude,terrorizzate dalla diffusione dell'inno repubblicano,cercarono di limitarne se non di vietarne il canto e la diffusione,si cercò persino di censurare l'ultima strofa anti austriaca,ma i tentativi andarono a vuoto.
Il Canto degli Italiani resterà noto in tutta italia e in tutti gli italiani per moltissimo tempo,cantato con orgoglio durante la guerra di Libia,nel 1911-1912,durante la Prima Guerra Mondiale e infine con la nascita della Repubblica,quella canzone sempre famosa,cantata anche quando l'inno era la "Marcia Reale" un inno per la famiglia reale,diventerà provvisoriamente l'Inno della Repubblica Italiana.
Si provvederà a renderlo in qualche modo ufficiale solo pochi anni fa anche se,scandalosamente manca un comma nell'articolo 12 della Costituzione Repubblicana,che stabilisce che l'Inno nazionale italiano è il Canto degli Italiani,o come preferiamo "Fratelli d'Italia".
 
Il 2 giugno 1946 si erano tenute le elezioni per eleggere i deputati che avrfebbero formato la Assemblea Costituente incaricata di dare a una Italia distrutta dalla guerra,umiliata,sofferente per la fame e i lutti,la nuova Costituzione.
Nello stesso giorno si teneva il celebre referendum istituzionale che avrebbe dovuto stabilire se l'Italia e gli italiani avrebbero voluto mantenere la Monarchia,oppure cambiare capitolo e dar vita a una Repubblica.
I risultati furono i seguenti: gli italiani scelsero la Repubblica in quanto questa ultima aveva ottenuto più voti con 12.718.8661 contro i 10.718.502 della monarchia.
All'interno della Assemblea appena eletta,il fronte repubblicano aveva ottenuto una schiacciante maggioranza di voti (PCI,PRI,PSI,DC) i lavori per la redazione del testo che sarebbe stata la futura Costituzione iniziarono.
Il 27 dicembre 1947 nasceva finalmente la Costituzione della Repubblica Italiana,le differenze con il vecchio Statuto Albertino erano nette: innanzitutto la Costituzione era una costituzione lunga,rigida in quanto gli articoli non potevano essere cambiati,modificati o abrogati dai legislatori come era avvenuto per gli articoli della Statuto,durante il fascismo,votata: perchè redatta da parlamentari eletti dal popolo sovrano e non una Costituzione concessa da un sovrano,inoltre era anche programmatica,compromissoria (teneva conto delle varie esigenze,a differenza dello Statuto) democratica.
Il 1° gennaio 1948 La Costituzione era testo fondamentale dello Stato a tutti gli effetti.
Il lavoro duro e faticoso trovava finalmente  il suo trionfale epilogo.
Cito alcuni articoli della Costituzione che mi auguro siano di vostro gradimento:
 
1) l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo,che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
7) Lo Stato e la Chiesa cattolica sono,ciascuno nel proprio ordine,indipendenti e sovrani.
11) l'Italia ripudia la guerra come  strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali....
21) Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola,lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure.
33) L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
34) La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore,impartita per almeno otto anni,è obbligatoria e gratuita.
I capaci,i meritevoli,anche se privi di mezzi,hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
 
All'indomani della nascita della Repubblica si pose il problema di istituire un simbolo che rappresentasse la stessa,non solo in Italia,ma anche nel resto del mondo.
L'Italia monarchica aveva avuto come simbolo lo stemma dei Savoia,i repubblicani durante il referendum non avevano un proprio simbolo comune e erano stati costretti a ripiegare su un profilo di testa turrita,raffigurante una giovane donna,simbolo assunto come preferenza per la forma repubblicana dello stato.
Si decise così di tenere due concorsi pubblici uno nel 1946,l'altro nel 1947 per decidere quale dovesse essere il simbolo del nuovo ordinamento.
A vincere fu Paolo Paschetto che presentò un bozzetto raffigurante l'odierno emblema repubblicano,vincitore su oltre cinquecento candidati e ottocento bozzetti.
Fu così che il disegno rappresentato da Paolo Paschetto divenne il simbolo della Repubblica Italiana presente in tutti gli uffici pubblici,atti pubblici e sul territorio nazionale,simbolo anche della Presidenza della Repubblica.
Il simbolo vene ufficialmente adottato il 5 maggio 1948 con decreto legislativo numero 535. Lo stesso rappresenta una ruota dentata (simbolo del lavoro) con all'interno lo stellone italiano,incorniciato da due rami:un ramo di ulivo (simbolo del sentimento di pace del popolo italiano) l'altro di quercia (simbolo della forza del popolo italiano) unite da una fascia rossa su cui è scritto Repubblica Italiana.
Una ultima nota: Paolo Paschetto era appartenente a una famiglia valdese e professava la religione battista,la religione valdese venne ferocemente perseguitata dalla Chiesa cattolica a partire dal XIII secolo fino al 1848. Una bella rivincita.   ANTARES.