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CRISI : UNA ANALISI DI TELESE ESTREMAMENTE LUCIDA

Proponiamo un'analisi di Luca Telese estremamente lucida sia sul ruolo che giocherà il Presidente Napolitano sia , e ancor più , per la riflessione su come dietro al Berlusconismo vi sian un "blocco sociale nel senso gramsciano del termine", che manca totalmente fra i suoi oppositori , ad inziare dalla architettura dell' opposizione

Paola : la necessità di archiviare l' "empasse Berlusconi"

L' amica Paola ci segnala questo editoriale di Calabresi su "La Stampa" è un lungo articolo sulla necessità di "alzare lo sguardo" al di  là della crisi istituzionale e morale in cui l' attuale maggioranza ha gettato il paese , perchè lo esisge la nostra economia quella imprenditoria che non si è arresa.

Dell'articolo , du cui consigliamo la lettura integrale , segnaliamo la citazione di unalettera di un imprenditore

 

«Ho voluto aggredire il 2011 con l’ottimismo della volontà e con la convinzione che possiamo e dobbiamo farcela sebbene “le assi del mondo scricchiolino”. Non esigo, né ho chiesto contributi pubblici - scrive Fiore Piovesana titolare della Camelgroup, un’ azienda di medie dimensioni che fa mobili nel trevigiano e li esporta in tutto il mondo -, avrei solo voluto vedere vicino a me, nei padiglioni di Toronto, di Adison negli Usa e di Birmingham un sistema Paese vivo, attento alle esigenze degli esportatori, compatto nella sua immagine del Made in Italy, ma ancora una volta registro grande solitudine. Clienti e colleghi che incontro all’estero mi guardano, sorridono maliziosi per le notizie da basso impero che giungono dal nostro Paese e mi allertano sul Made in Italy che comincia ad arrancare sebbene essi continuino a guardare alla creatività delle nostre imprese con grande interesse e tenace speranza. Rientro, sfoglio i giornali nella speranza (illusione?) che, insieme a me, chi ci governa abbia profuso energie per dare prospettive, per aiutarci a creare valore aggiunto ai prodotti, per mettere mano ad un fisco che penalizza e demoralizza il lavoro dipendente e soffoca le aziende. Nulla di tutto questo».

Chi produce, racconta Piovesana, oggi deve confrontarsi con l’aumento delle materie e la nuova impennata del greggio che fa lievitare il costo dei trasporti e dell’energia. E’ una situazione sempre più soffocante e la sensazione è di un totale disinteresse: «Tendono sempre a crescere i dazi doganali sui mobili esportati in Russia, problema per il quale avevamo chiesto a suo tempo al presidente del Consiglio di utilizzare i suoi buoni rapporti con Putin verso una soluzione più favorevole. In questi giorni anche l’Ucraina, partner privilegiato del mobile Made in Italy, segnala un raddoppio dei dazi doganali come gesto di allineamento a quelli russi...». Così per restare competitivo un imprenditore italiano «sarà costretto a ridurre ancora i già esigui margini di guadagno». «Non intendo infatti - sottolinea la lettera - chiedere ulteriori sacrifici al personale già pesantemente penalizzato. Anche l’ultimo dei miei 40 dipendenti ha chiesto un anticipo, se possibile totale, del Tfr in quanto non ha più risparmi».

 

Luca Craia : fidarsi di Fini ? Viroli ricordarsi del 25 luglio!

L' amico Luca Craia sul suo sito si lancia in un vivace commento sull attuale momento di crisi, dimostrando tutta la sua insofferenza nei confronti delle manovre che stanno distogliendo l' attenzione dal problema vero del Paese , "la politica di questa maggioranza non è più sopportabile" (Luca usa un linguaggio più colorito, ma il senso è questo) e solleva più di un dubbio sul fatto che tutto debba dipendere da chi , come Fini e i suoi, ha per lustri affiancato Berlusconi e le sue politiche.

http://laperonza.myblog.it/archive/2010/12/12/fidarsi-di-fini.html

Il tema ci ricorda un bell'articolo di Viroli sul "Fatto" , uscito il 25 luglio di quest' anno e proprio da quella data prendeva spunto per un giudizio su Fini .

Consigliamo la lettura dell' intero articolo , ma evidenziamo in particolare il finale :

 

Per tornare all’analogia dalla quale sono partito, l’emancipazione dal fascismo non si è realizzata certo il 25 luglio 1943, ma il 2 giugno 1946, quando, il popolo italiano, guidato da uomini che sapevano suscitare grandi speranze, decretò che anche la monarchia, che nel 1922 aveva chiamato Mussolini al governo e lo aveva sostenuto per vent’anni, dovesse andarsene. Così, l’emancipazione dal sistema berlusconiano non avverrà quando al governo ci saranno vecchi alleati insieme ad accomodanti oppositori, ma quando a guidare la Repubblica ci saranno donne e uomini che, alla domanda “dove eravate voi?”, potranno rispondere “dall’altra parte. Sempre!

http://ilmiopaesealtrove.blogspot.com/2010/07/25-luglio-voi-dove-eravate.html

 

 

Paola: i corrotti forse no, ma i corruttori sono punibili

Paola ci segnala da La Stampa un articolo di Michele Ainis che in maniera molto argomentata illustra come arzigogolando sulla costituzione i parlamentarei comprati all' attuale "calcio mercato" potrebbero forse invocare una (immeritata ) impunità , ma certamente non i corruttori

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8190&ID_sezione=&sezione=