Salta navigazione.
Home
sito repubblicano nella sinistra

INTERESSE PRIVATO ED INTERESSE PUBBLICO

 

NON INSEGNATE CHE E' MALE DIR MALE DEL MALE

Una recente apparizione in TV di Maurizio Viroli sul pensiero di Macchiavelli , ribalta luoghi comuni e si incentra sul conflitto del prevalere dell' interesse privato sull' interesse pubblico .

MassimoC "Repubblicanesimo" di Viroli

 

Repubblicanesimo di Maurizio Viroli. Mi sembra che ne esca un profilo convincente del senso di una posizione repubblicana nell'ambito della liberaldemocrazia contemporanea: rispetto al liberalismo delle origini vien dato più valore alla promozione dell'indipendenza (dal dominio altrui, comunque si manifesti) che alla non interferenza nei fatti propri, con una diversa concezione, pertanto, del ruolo dello Stato e della legge; rispetto alla democrazia, vien dato più valore al rispetto delle leggi che tutelano l'indipendenza suddetta e ai principi costituzionali che all'autogoverno - e questo, naturalmente, senza rinunciare ai valori della non interferenza e dell'autogoverno. Ottimo poi il capitolo sul patriottismo, che indica chiaramente la via del patriottismo repubblicano o costituzionale in antitesi al nazionalismo etnico o statalista e trova nel pensiero mazziniano una radice irriducibile a sue successive deformazioni, dovendosi per il linguaggio tener conto del ruolo che la riappropriazione delle culture nazionali aveva nell'Ottocento nel moto di emancipazione dal dominio assolutistico. Viroli dichiara - lo sottolinerei ancor di più - che i riferimenti pertinentissimi a principi elaborati nella Roma schiavista o nelle repubbliche comunali generalmente oligarchiche sono estrapolati dal contesto storico e trasportati in diverso contesto: da veneziano annoto che i finissimi meccanismi istituzionali della Repubblica possono insegnarci molte cose, ma vigevano per una nobiltà che rappresentava il 5 % della Dominante e lo 0 % del Dominio de Tera e del Dominio de Mar. Di conseguenza, come in Cicerone, si trattava dell'indipendenza del padrone, che con tutte le sue caratteristiche noi vorremmo fosse estesa a tutti.

MassimoC su Repubblica e Progresso di FB

 

Interesse privato e pubblico , da Macchiavelli, a Mazzini e a...

Un conflitto fra i grandi del pensiero repubblicano e la miseria di oggi proprio su interesse privato e pubblico che emerge anche da un originale lavoro di un blogger che contrappone il pensiero di Mazzini a quello di Berlusconi , ne riportiamo un florilegio 

 

MAZZINI:

l’uomo si è prostrato davanti alla morta materia, e s’è conservato adoratore dell’idolo interesse. E i primi sacerdoti di quel culto fatale furono i re, i principi e i tristi governi dell’oggi. Essi inventarono l’orribile formula: ciascuno per sé: sapevano che con essa, creerebbero l’egoismo e sapevano che tra l’egoista e lo schiavo non c’è che un passo.

BERLUSCONI:

Dalla mia villa in Sardegna ho un gran bel panorama, davanti Punta Lada noto anche quest’anno molte barche. Se sono barche da ricchi vuol dire che ne abbiamo proprio tanti (29 aprile 2008, Corriere della sera.it)

MAZZINI:

Cercando in nome d’un dovere compiuto o da còmpiersi, otterrete: cercando in nome dell’egoismo, in nome di non so quale diritto al ben essere che gli uomini del materialismo v’insegnano, non otterrete se non trionfi di un’ora seguiti da delusioni tremende. Quelli che vi parlano in nome del ben essere, della felicità materiale, vi tradiranno. (…) E’la storia dell’ultimo mezzo secolo. E il nome di questo mezzo secolo è materialismo.

BERLUSCONI:

mani pulite colpì il benessere (24 novembre 2008, il fatto quotidiano.it)

MAZZINI:

il voto, l’educazione, il lavoro sono le tre colonne fondamentali della nazione; non abbiate posa finchè non siano per opera vostra solidamente innalzate

BERLUSCONI (rispondendo ad una ragazza riguardo al precariato tra i giovani):

da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi, o di qualcun altro che non avesse di questi problemi. (da Tg2 punto di vista, rai2, 12 marzo 2008)

MAZZINI:

mostrate un grande intento ai giovani oggi così facilmente assaliti dallo sconforto e dal dubbio: rifate coll’entusiasmo, colla religione, coll’amore, una esistenza morale all’uomo (da interessi e principi, 1836)

BERLUSCONI:

vedo belle ragazze laureate con il massimo dei voti, che non assomigliano certo a Rosy Bindi (La Repubblica, 19 luglio 2010)

MAZZINI:

la libertà di concorrere per chi nulla possiede, per chi, non potendo risparmiare sulla giornata, non ha di che iniziare la concorrenza, è menzogna, com’è menzogna la libertà politica per chi, mancando d’educazione, d’istruzione, di mezzi e di tempo, non può esercitarne i diritti (da I doveri dell’uomo)

BERLUSCONI:

sei povero? Colpa tua! (5 settembre 2001)

i poveri non esistono. Esistono i diseducati al benessere (2 ottobre 1994)

MAZZINI:

quella istituzione che si chiama governo non è se non una direzione: una missione affidata ad alcuni per raggiungere più sollecitamente lo scopo della nazione; e se quella missione è tradita, il potere fidato a quei pochi deve cessare.

La libertà non è che un mezzo (…) la vostra libertà non è la negazione d’ogni autorità, è la negazione d’ogni autorità che non rappresenti lo scopo collettivo della nazione (…)

BERLUSCONI:

sì, è vero, la legge è uguale per tutti, ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani (dichiarazioni spontanee al trib. di Milano, 17 giugno 2003)

MAZZINI:

          quando avrete (…) radicato nel cuore della nazione quel principio: lo Stato deve l’esistenza o il lavoro per essa a ciascuno de’suoi membri, avrete, aggiungendovi una giusta definizione dell’esistenza, preparato il trionfo del diritto sul privilegio, il termine del monopolio d’una classe sull’altra e la fine della mendicità (da interessi e principi, 1836)

BERLUSCONI:

Se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta, e glielo dai in cambio di servizi che lo stato ti dà. Se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c’è una sopraffazione nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi, che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità (la Repubblica, 11 novembre 2004, visita al comando generale della guardia di finanza).

MAZZINI:

per difetto di un’equa distribuzione della ricchezza, d’un più giusto riparto dei prodotti, d’un aumento progressivo della cifra dei consumatori, il capitale stesso si svia dal suo vero scopo economico, s’immobilizza in parte nelle mani di pochi. (da I doveri dell’uomo)

BERLUSCONI:

questi signori continuano a essere convinti che il fine della politica sia quello di ridistribuire il reddito (…) Ciò che propongono è di rendere uguali il figlio del professionista con il figlio dell’operaio (3 aprile 2006 – visibile su youtube)

MAZZINI:

la stampa dev’essere illimitatamente libera: i diritti dell’intelletto sono inviolabili ed ogni censura preventiva è tirannide.

BERLUSCONI:

attenti voi a quello che scrivete, vi ricordo che a casa mia si tengono in questi giorni le riunioni sulla Rai (Corriere della sera, 3 aprile 2009)

http://www.lastessamedaglia.it/2013/01/dialogo-immaginario-tra-berlusconi-e-mazzini/