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LA CHIESA PARTECIPI AI SACRIFICI DEGLI ITALIANI

E' polemica in queste ore sulla pagina face book che lancia un appello perchè il Vaticano partecipi ai sacrifici a cui sono chiamati cittadini e istituzioni italiane nell' attuale contingenza 

 http://www.facebook.com/VATICANOPAGATU?sk=wall&filter=2

Gli ideatori della pagina hanno messo vari documenti in appoggio alla loro richiesta , sia pure partita in maniera un pò goliardica. Di particolare interesse ci sembra questo video parte dell' inchiesta di Reporter "L' impero finanziario vaticano"

La Corte dei Conti sull' 8 x 1000

E’ “opportuna una rinegoziazione‘ tra Stato e confessioni religiose del sostegno finanziario che arriva con l’8 per mille

La corte dei conti nell' ambito della sua precipua funzione di controllo sulla gestione delle amministrazioni pubbliche con la deliberazione 16/2014 del 23 ottobre 2014 esprime profonde critiche al  sistema, introdotto nel 1985, che prevede la destinazione di una quota di gettito fiscale alla Chiesa cattolica, ad altre dieci confessioni religiose (valdesi, comunità ebraiche, evangelici luterani e battisti, ortodossi, buddhisti, induista e avventisti, chiese cristiane avventiste del settimo giorno e pentecostali) e allo Stato. L’8 per mille, scrivono i magistrati contabili, vale 1,2 miliardi l’anno ma non rispetta “i principi di proporzionalità, volontarietà e uguaglianza”. Infatti i beneficiari “ricevono più dalla quota non espressa che da quella optata”. E su questo nodo “non vi è un’adeguata informazione, benché coloro che non scelgono siano la maggioranza e si possa ragionevolmente essere indotti a ritenere che solo con un’opzione esplicita i fondi vengano assegnati”.

Infatti la legge fatta approvare dal Governo Craxi dopo il nuovo concordato nel 1985 prevede che  l’8 per mille di chi non effettua la scelta sia ripartito tra i beneficiari “in proporzione alle scelte espresse”. Così l’82% delle risorse finisce alla Chiesa cattolica, nonostante venga scelta esplicitamente come destinatario da poco più del 37% dei contribuenti. Per gli altri restano le briciole: 13,32% allo Stato, 3,2% ai valdesi e percentuali irrisorio  alle altre confessioni.

Stante la problematica rilevata”, si legge nella relazione, “sorprende che solo a partire dal 2006 nella scheda dell’8 per mille venga spiegato – seppure in caratteri minuscoli – il meccanismo di distribuzione delle quote. Peraltro, negli anni, la percentuale dei contribuenti che hanno optato è risultata quasi sempre ampiamente inferiore al 50%”, il che “dovrebbe indurre la presidenza del Consiglio a pubblicizzare le conseguenze della mancata opzione”.

I contributi alle confessioni “risultano ingenti, tali da non avere riscontro in altre realtà europee, e sono gli unici che, nell’attuale contingenza di fortissima riduzione della spesa pubblica in ogni campo, si sono notevolmente e costantemente incrementati. Nonostante ciò, la possibilità di accesso all’8 per mille per molte confessioni è oggi esclusa per l’assenza di intese, essendosi affermato un pluralismo confessionale imperfetto. Manca trasparenza sulle erogazioni: sul sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri, infatti, non vengono riportate le attribuzioni alle confessioni, né la destinazione che queste danno alle somme ricevute”.

Continualk Corte dei conti  “non ci sono verifiche sull’utilizzo dei fondi erogati, nonostante i dubbi sollevati dalla parte governativa della Commissione paritetica Italia-Cei su alcune poste e sulla ancora non soddisfacente quantità di risorse destinate agli interventi caritativi, né controlli sulla correttezza delle imputazioni degli optanti, né un monitoraggio sull’agire degli intermediari”. Già in una relazione del lontano 1996, peraltro, la Commissione istituita nel 1992 definiva “opportuna una proposta di revisione” in quanto già all’epoca la quota dell’8 per mille aveva superato il valore dei contributi che erano destinati alla Chiesa cattolica “sulla base dell’antico sistema dei supplementi di congrua e dei contributi per l’edilizia di culto”.

Ancora, lo Stato da parte sua “Mostra disinteresse per la quota di propria competenza, cosa che ha determinato la drastica riduzione dei contribuenti a suo favore, dando l’impressione che l’istituto sia finalizzato solo a fare da apparente contrappeso al sistema di finanziamento diretto delle confessioni”. Addirittura, lo “Stato è l’unico competitore che non sensibilizza l’opinione pubblica sulle proprie attività con campagne pubblicitarie”. Di qui “la marginalizzazione dell’iniziativa pubblica e la compromissione della possibilità di ricevere maggiori introiti”.

Abbiamo già tocato il problem, della destinazione delle poche risorse (170 milioni stando agli ultimi dati) che finiscono nelle casse pubbliche: la legge prevede che vengano utilizzate per “scopi di interesse sociale o di carattere umanitario”,ma non di rado, in passato, le leggi finanziarie hanno distratto una quota di fondi destinandoli alle esigenze più diverse, comprese le missioni militari all’estero.

In più, una percentuale dell’8 per mille di competenza dello Stato viene strutturalmente destinata al “restauro di edifici di culto o di proprietà di confessioni”. Come dire che quel rivolo già esiguo di denaro viene in parte deviato ancora una volta in favore della Chiesa, che già prende gran parte della torta. Con l’ulteriore aggravante, scrive la Corte, che queste finalità sono chiaramente “antitetiche alla volontà dei cittadini” che vorrebbero destinare il loro contributo alla lotta alla fame nel mondo, all’assistenza ai rifugiati, agli interventi contro le calamità naturali o alla conservazione dei beni culturali statali, ovvero gli scopi per cui lo Stato dovrebbe impiegare la quota di sua competenza.

al link del fatto quotidiano anche il testo integrale della deliberazione

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/28/per-mille-corte-conti-rinegoziare-accordi-cosi-non-volontario/1238879/

8 X 1000 allo stato? Un po' va alla chiesa!

Il fatto quotidiano ha riportato una variazione voluta dal  governo Renzi ad un provvedimento del suo predecessore , il governo Letta aveva previsto che una parte dell' 8 X 1000 lasciato allo stato andasse all'edilizia scolastica . Il governo Renzi  ha esteso la contribuzione ...  Al fondo edifici per il culto.

http://www.iniziativalaica.it/?p=21556&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm...

Critica Liberale a Morando sull' esenzione IMU

La notizia offerta oggi da “Repubblica” conferma una realtà già nota e non certo sorprendente: le attività economiche della Chiesa cattolica possono continuare, in base al nuovo decreto del Ministero Economia e Finanze, a non ottemperare al loro dovere fiscale.
“Critica” batte su questo tasto da anni, e non varrebbe quasi più nemmeno la pena di riproporre questo problema in termini generali all’ennesimo Governo che sancisce questa innaturale guarentigia contro ogni minima regola di Stato di diritto.
Ma una richiesta esplicita stavolta non può non essere fatta, non al Governo in generale, ma al Vice Ministro dell’Economia, che rivendica da anni la rappresentanza della sinistra liberale in Italia, Enrico Morando.
La premessa è ovvia fino quasi a rendere offensivo il ripeterla; ma a scanso di equivoci ci spetta l’onere di riproporla.
L’esenzione, palese o surrettizia, dal rispetto dell’onere fiscale nei confronti delle attività economiche della Chiesa cattolica lede con un solo atto una quantità di principi che sono il minimo sindacale di qualsiasi straccio di cultura di sinistra liberale, tanto più nel contesto italiano.
Lede il principio di laicità, fondamento della modernità borghese antiassolutista.
Lede il principio dell’uguaglianza formale, precondizione dello Stato di diritto e di qualsivoglia liberalismo anche di destra.
Lede il principio dell’uguaglianza delle opportunità, che almeno dai “Principi di politica economica” di Mill in poi è ciò che differenzia la sinistra liberale dalla destra liberale.
Lede il principio della concorrenza, perché consente ad alcune attività economiche di avvantaggiarsi slealmente sugli altri operatori dello stesso settore (alberghiero, sanitario, dei servizi…).
Lede il principio della ripartizione dell’onere della convivenza civile secondo la capacità contributiva, per tutelare il quale alcuni secoli fa i primi liberali insediarono i parlamenti.
Lede perfino la logica economica, nel momento in cui esenta le scuole cattoliche che praticano tariffe inferiori al costo medio per studente, invece che al costo marginale, come ogni teoria di scienza delle finanze imporrebbe.
Il tutto, giova ripeterlo, con un solo atto.
Ci dica il Vice Ministro: cosa intende fare in concreto per affermare la sua tanto spesso rivendicata cultura di liberale di sinistra rispetto a queste palese lesione dei principi liberali?
Intende, nella sua posizione di Governo direttamente riconnessa a questa problematica, volgere altrove lo sguardo e fingere di non sapere?
O intende dare qualche argomentazione che dimostri che quanto da noi affermato non corrisponde a verità e che attività economiche, in una prospettiva liberale, possano a buon diritto essere esentate dal rispetto del dovere fiscale se riconducibile a una confessione religiosa?
Ci dia una risposta a questa lettera aperta il Vice Ministro Morando.
E convinca noi, ma soprattutto i cittadini ancora consapevoli di un minimo di cultura politica, che noi abbiamo torto a chiedergli un intervento e che la sinistra liberale è lui, e non lo sono stati Gaetano Salvemini, Luigi Einaudi, Francesco Saverio Nitti, Ernesto Rossi, Guido De Ruggiero, Guido Calogero, Mario Pannunzio, Ugo La Malfa, Paolo Sylos Labini, e innumerevoli altri.
Oppure, cessi di rivendicare un’ascendenza culturale che non gli apparterrebbe. Essere liberali non è obbligatorio; essere liberali di sinistra men che mai.
Critica liberale
info@criticaliberale.it

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Il governo Renzi allarga le esenzioni TASI e IMU per la Chiesa

Il decreto firmato il 26 giugno dal Ministro Padoan introduce novità su IMU e Tasi , in particolare secondo Repubblica : "Scuole paritarie e cliniche convenzionate con il sistema sanitario nazionale sono di fatto esentate dal pagamento di Imu e Tasi. E con ogni probabilità in modo ben più ampio di quanto avviene ora, specie per le scuole." C'è da sottlineare che le esenzioni sono per tutti gli enti non commerciali , ma in particoalre per le scuole è inutile sottolineare di chi sia la proprietà nelola stragrande maggioranza dei casi. Questo l' approfondiemnto di Repubblica sulla nuova normativa sulle scuole paritarie

SCUOLA - Rette sotto 6-7mila euro e la tassa non si paga. Gli "importi simbolici" previsti dal governo Monti per essere esentati dall'Imu diventano con il governo Renzi "Cms", il costo medio per studente a carico dello Stato italiano (al lordo di spese per l'edilizia e di trasporto), pubblicato sul sito del Miur, il ministero dell'istruzione, e parametro Ocse. Ebbene questo Cms è così fissato per quest'anno: scuola dell'infanzia 5.739 euro, scuola primaria 6.634 euro, istruzione secondaria di primo grado 6.836 euro, istruzione secondaria di secondo grado 6.914 euro. Tutti gli istituti che hanno rette inferiori o uguali a queste non pagano né Imu né Tasi. Per paradosso, il prestigioso Istituto Massimo di Roma, gestito dai gesuiti (e frequentato da "vip", come Draghi, Montezemolo, Rutelli), che sin qui ha sempre pagato l'Imu, potrebbe non farlo più. In almeno due fasce è sotto il tetto (infanzia e primaria). D'ora in poi il Cms sarà confrontato con il Cm, il corrispettivo medio incassato dagli istituti privati (già foraggiati dallo Stato per 500 milioni annui). Anche le università non statali riconosciute saranno Imu esenti se con retta sotto o pari a 7 mila euro l'anno.

http://www.repubblica.it/economia/2014/07/03/news/le_tasse_della_chiesa_...

2.200.000 euro annui in Emilia per il conforto religioso

In quattro anni le Ausl dell'Emilia-Romagna hanno speso quasi nove milioni di euro per l'assistenza religiosa negli ospedali. Una cifra che fa saltare sulla sedia Franco Grillini, consigliere regionale LibDem e storico leader del movimento omosessuale. «È una cifra choc - attacca Grillini - uno spreco intollerabile, soprattutto in un periodo come questo di crisi e di tagli alla finanza pubblica. L'assistenza religiosa dovrebbe essere fatta su base volontaria, non si dovrebbe spendere affatto. Anche perché spesso questa assistenza diventa molesta».questa la spiegazioen della Regione , tramite il sottosegretario alla Presidenza Bertelli " Il sottosegretario ricorda che è la legge del 1978 che istituisce il Servizio sanitario nazionale a stabilire che in tutte le strutture di ricovero sia assicurata l'assistenza religiosa. Per i cattolici, l'assistenza spirituale è prevista anche dagli accordi dell'84 tra Stato e Vaticano. La Regione ha poi approvato una propria legge sull'assistenza sanitaria negli ospedali, nel 1989, che prevede sia ogni Ausl a siglare un'intesa con le rispettive diocesi, di durata annuale rinnovabile, o altre congregazioni religiose."

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2014/28-gennaio-2014/religiosi-ospedale-regione-spesi-9-milioni-quattro-anni-2223985314304.shtml

 

Secondo al Curia bolognese , l' assistenza è parte integrante delle cure

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/01/29/news/religiosi_in_ospedale_pagati_dall_ausl_la_curia_e_parte_integrante_delle_cure-77190797/

 

Questo il dossier dell' UAAR sul tema ,

 

http://www.uaar.it/news/2014/01/30/stipendi-preti-corsia-giornali-inchiesta-uaar/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=stipendi-preti-corsia-giornali-inchiesta-uaar

 

IL CARDINAL BAGNASCO E' UN GENERALE BABY PENSIONATO

IL CARDINAL BAGNASCO E' UN GENERALE BABY PENSIONATO, in alcuni commenti per l' anniversario del 20 settembre sono ritornati in luce alcune informazioni sul costo dei cappellani militari , una inchiesta dell' Espresso dello scorso anno parlava sia di quelli in carica che dei pensionati

Tra questi babypensionati spunta il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, che dal 2003 al 2006 è stato anche arcivescovo ordinario militare, cioè reggente della diocesi, per legge equiparato ad un generale di corpo d'armata. Un ruolo del genere si aggira sui 190mila euro lordi di stipendio all'anno, quello che riceve l'ordinario attuale, monsignor Vincenzo Pelvi. Come pensione, si parla di oltre 4mila euro lordi al mese, ma Bagnasco prende di meno perché non è arrivato ai venti anni di servizio. Detto questo, raggiungendo nel 2006 i sessantatre anni d'età ha avuto diritto al vitalizio sostanzioso con soli tre anni di contributi, e come lui tre generali predecessori: i monsignori Gaetano Bonicelli (sette anni di contributi), Giovanni Marra (otto anni) e Giuseppe Mani (otto anni).

Il Cardinale ha smentito , ma la cosa non  è chiara perchè effettivamente i cappellani militari hannio diritto alla pensione

Il problema delle pensioni dei cappellani è un vero dilemma: interrogato da Maurizio Turco dei Radicali, il ministro della difesa Di Paola ha risposta che l'Inpdap non sa dire a quanto ammontino, ma ha stimato che la media degli assegni per i 160 religiosi, di cui 16 alti graduati, si aggiri sui 43 mila euro lordi annui. Sommandoli agli 8,6 milioni di euro che costano i 184 cappellani in attività, vescovi compresi, si arriva a 15 milioni. Un bel costo per «l'assistenza spirituale delle forze armate».

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/bagnasco-pensione-da-generale/2179679

http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2012/04/29/704750-bagnasco_vitalizio_4mila_euro.shtml

 

Ci sono ambienti cattolici che contestano questa situazione come ricorda il sito (cattolico) adista on line

«L’assistenza spirituale dei militari è vicinanza continua, instancabile accompagnamento, comunicazione interiore che non ha nulla di paragonabile ad un certo stile impiegatizio che misura le ore e i minuti o esige riconoscimenti, benefici e retribuzioni», scrive nella lettera di saluto mons. Pelvi, dimenticando però che tutti i cappellani militari sono incardinati nella gerarchia militare – da vent’anni Pax Christi ne chiede la smilitarizzazione – e, in quanto tali, retribuiti dalla Difesa: l’ordinario-generale di corpo d’armata oltre 9mila e 500 euro lordi al mese; il vicario generale è generale di brigata (6mila euro di stipendio); l’ispettore, il vicario episcopale, il cancelliere e l’economo sono tenenti colonnello (5mila euro); il primo cappellano capo è un maggiore (fra i 3 e i 4mila euro); il cappellano capo è capitano (3mila), il cappellano semplice ha il grado di tenente (2mila e 500).

  http://www.adistaonline.it/?op=articolo&id=53061

 

UAAR: un calcolo approfondito sui costi della chiesa

L' Amico ClaudiC ci segnala un approfondito studio dell' UAAR sui costi dei vari benefici che la Chiesa ottiene dallo Stato , la cifra totalòe calcolata dall' UAAR è 6.227.375.437 euro, la voce principale non è , come si potrebbe pensare l' 8 per mille , 1.148.000.000 euro, ma il costo dell' insegnamento della religione a scuola , pari a 1.250.000.000 euro. Una lettura che suggeriamo caldamente

http://www.icostidellachiesa.it/

 

Questo il punto centrale della presentazione dello studio

A differenza dei precedenti sforzi, I costi della Chiesa rappresenta il tentativo da parte dell’Uaar di raggiungere lo stesso obbiettivo in modo approfondito, attendibile e dinamico. Perché di ogni singola voce presa in considerazione spieghiamo l’origine normativa, quali sono i dati a nostra disposizione e quali sono state le valutazioni che ci hanno spinto ad attribuire loro un certo valore. Tutto questo, essendo pubblicato anche su internet, è altresì a disposizione di chiunque, anche della stessa Conferenza Episcopale, voglia integrare i dati, criticarli o commentarli. I costi della Chiesa costituisce anzi uno stimolo per tutti a effettuare le proprie valutazioni e, di conseguenza, a disporre nel tempo di una piattaforma, e delle stime che contiene, sempre più affinate. Se poi la Chiesa e/o lo Stato presenteranno i propri conteggi saremo ancora più contenti: vorrà dire che l’iniziativa avviata dall’Uaar ha raggiunto il suo scopo, quello di discutere e confrontarsi sui costi pubblici della Chiesa cattolica.

Ancora niente ICI per i beni della Chiesa

Ici e Chiesa, perchè si attende ancora?

Da il Journal simone ricci • 21 feb, 2012 • 

La bozza delle semplificazioni fiscali non prevede ancora il pagamento dell'Ici da parte della Chiesa: il governo attende ancora i giudizi della Commissione Europea

È ora di fare chiarezza sul pagamento dell' ICI da parte della Chiesa : se ne sta parlando molto e, come ha anche sottolineato il premier Mario Monti, è più che normale che cittadini e stampa siano impazienti di saperne di più: eppure si sta creando confusione anche su questo argomento, soprattutto dopo che sono state rese note le novità relative alla bozza del decreto sulla semplificazione fiscale. Il testo è stato esaminato proprio oggi dal Consiglio dei Ministri, eppure di questo provvedimento non si parla proprio.

Che il governo ci abbia già ripensato dopo aver illuso tanta gente? In realtà, la norma è semplicemente saltata, quel che conta, però, è che le agevolazioni destinate alla Chiesa non sono state ancora cancellate , quasi un timore reverenziale nei confronti del mondo cattolico.

A questo punto, sorge spontanea la domanda: perché si sta aspettando tanto? Il motivo è semplice, il governo sta aspettando la decisione della Commissione Europea in merito agli aiuti di Stato che si riferiscono proprio a questo ambito, visto che l’Ue ha più volte bacchettato il nostro paese per i mancati pagamenti dell’Ici.

Qualcuno sospetta che non se ne farà nulla e che questa attesa sarà conclusa da una delusione: lo stesso Monti ha però assicurato che non si tornerà indietro sui passi già intrapresi, ma che c’è un tempo per ogni cosa e soprattutto per farla bene. In pratica, l’annuncio ufficiale avverrà soltanto quando le certezze su ogni aspetto saranno assolute.

L’esecutivo chiede scusa per queste riflessioni prolungate, Bruxelles dovrà decidere se chiedere o meno un rimborso economico per gli aiuti di Stato in questione, intanto il tempo passa e la pazienza di chi osserva non è moltissima . Attendiamo ancora fiduciosi su una norma giusta, un privilegio in meno che non cancellerà i sacrifici imposti a tutti, ma che forse li renderà meno dolorosi.

http://www.iljournal.it/2012/ici-chiesa-perche-attende-ancora/312735

 

 

Gli indignatos contestano in vaticano

Fermati alcuni ragazzi, la capanna del Presepe trasformata in camera di sicurezza; una cinquantina di indignatos hanno "occupato" Piazza san Pietro, contestando l'esenzione ICI delle proprietà immobiliari,  Sembra che la polizia sia intervenuta con molto zelo.Un ragazzo salito sull' albero di Natale è stato arrestato, due sui amici che cercavo di impedire che fosse portato via sono stati trattenuti nella capanna del Presepe .

PS è accaduto veramente non è una parodia da mangiapreti di Occupy Wall Street

http://www.liberoquotidiano.it/news/910252/Indignati-occupano-il-Vatican...

ICI: Ignazio Marino torna sul tema del patrimonio ecclesiastico

Il senatore del PD Ignazio Marino  a proposito della reintroduzione dell' ICI sulla prima casa  ha ribadito la necessità che il patrimonio ecclesiastico non dedicato esclusivamente all' assistenza  sia sottoposto all' imposta

 

ualora il governo Monti dovesse reintrodurre l'Ici, i patrimoni immobiliari della Chiesa, come quelli di altre organizzazioni destinati all`assistenza e a scopi umanitari, dovrebbero essere protetti dalla tassazione. Ma sugli immobili che determinano un profitto credo che anche la Chiesa debba fare la sua parte.
La crisi economica impone più equità e in un momento di così grave difficoltà italiana ed europea, la Chiesa stessa proporrà di fare la propria parte. Non vedo come si possa diffondere il Vangelo, che è il principale compito della Chiesa, senza prendersi le proprie responsabilità verso lo Stato. Ne ho parlato ieri mentre ero ospite di 'KlausCondicio', il salotto tv di Klaus Davi in onda su YouTube, qui potete ascoltare tutta l'intervista.

Abbiamo parlato anche di diritti e delle unioni civili: serve una legge che tuteli i diritti delle coppie omosessuali sul modello inglese del Civil Partneship (unioni civili dedicate alle coppie omosessuali, che prevedono la possibilita' di prendere lo stesso cognome del partner, di adottare figli, diritti successori parificati ai matrimoni, reversibilita' pensione, dovere di mantenimento, ecc.).
È evidente pero', che andrebbe fatto un passo in avanti affinche' la laicita' contenuta nella nostra Costituzione sia applicata anche nei fatti. Credo sia possibile per le coppie di fatto arrivare ad una legge che consenta gli stessi diritti a tutti: due persone che si amano, che vivono insieme, acquistano casa insieme, condividono momenti belli e momenti difficili della loro vita, debbano avere riconosciuti dallo Stato dei diritti anche al di la' del sesso della coppia

http://www.ignaziomarino.it/news.asp?id=978