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sito repubblicano nella sinistra

PER NON SCORDARE LE ORIGINI E LE RESPONSABILITA' DELLA CRISI

Il dibattito parlamentare alla camera dei deputati si è incentrato sul distacco del PdL dalla maggioranza di governo , giustificata dalla crisi in cui si dibatte il paese. In un intervento molto polemico il segretario del PD ha , come si usa dire, messo i puntini sulle i a proposito di crisi e responsabilità

Berlusconi tra PPE e IMU

BERLUSCONI TRA PPE E IMU:  da Vespa l' ex premier ha toccato vari temi :sulla abolizione dell' IMU ha illustrato la copertura :"Aboliremo l'Imu - sostiene - Secondo i nostri calcoli" dall'Imu arrivano "3,8 mln di Euro" così coperti: "1,8 mld reperiti con una tassa dai giochi pubblici; 1 mld con aumento dell'accisa sui tabacchi lavorati; 241,2 mln con l'aumento delle imposte sulla produzione di birra e prodotti alcolici; 500 mln su riordino dei trasferimenti alle imprese; 258,8 mln come addizionali sui diritti di imbarco, ovvero con 4 euro a passeggero".

Tutte tasse sui consumi d'elite evidentementemente , ha poi parlato del suo rapporto con il PPE 

 

La sua versione sul Ppe. Il leader del Pdl torna anche sulla recente riunione del Ppe a Bruxelles. "Sono stato io - sostiene - a suggerire di invitare Monti e che si facesse l'invito al Professore per tenere insieme i moderati", dice Berlusconi, aggiungendo di essersi rivolto "ai colleghi del Ppe che temono che l'Italia possa andare a sinistra come è successo per la Francia, dove molti scappano perché le tasse sono aumentate".

La smentita di Martens. Parole che hanno indotto il presidente del Ppe Wilfred Martens a chiamare immediatamente l'agenzia Ansa per precisare che "nessuno mi ha chiesto di invitare Monti alla riunione del Ppe, è stata una mia iniziativa totalmente personale".

http://www.repubblica.it/politica/2012/12/18/news/berlusconi_vespa-49042538/?ref=HREA-1

ha poi precisato

"Evidentemente non vuol far vedere di essere stato influenzato da me. È una scusa per gli altri colleghi. Io ne ho parlato lungamente al segretario generale spagnolo che ne ha parlato con lui. C’è qualche altro che ha fatto qualche osservazione spiacevole".

http://www.ilgiornale.it/news/interni/scontro-distanza-berlusconi-e-martens-866593.html

 

Secondo Berlusconi quindi il Presidente del partito europeo al quale aderisce si vergogna di far sapere che segue i suoi consigli su quali espoenti italiani invitare . Ma non ne trae le conclusioni

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Discesa in campo di Mario Monti ?

Su il Journal una condivisibile riflessione sulla inopportunità della discesa in campo di Mario Monti .

PENSACI BENE MARIO

di Mario Pinzauti

Ci è capitato raramente, non più di un paio di volte nella nostra e sua carriera, di dar ragione a Massimo D’Alema. Questa volta non possiamo evitare di farlo, non possiamo non condividere pienamente l’invito che -tramite un’intervista al “Corriere della sera” – egli ha rivolto a Mario Monti perché rinunci a candidarsi per la Sua conferma a Palazzo Chigi, respingendo le lusinghe di cui il Presidente del Consiglio è in questi giorni oggetto in Italia e fuori d’Italia.

Cercando di essere obiettivi e onesti, e mettendoci a tal fine nei panni del Presidente del Consiglio non possiamo non riconoscere che a tali lusinghe è difficile resistere. Perchè a chiedere il cosiddetto Monti bis, cioè la conferma, con le prossime elezioni, dell’attuale Presidente del Consiglio, non sono solo gli uomini del Terzo Polo e i dissidenti del Pdl ma ma anche, sia pure solo temporaneamente, solo in attesa di soluzioni a lui personalmente più convenienti, l’ineffabile Silvio Berkusconi e perfino, per concludere tra sventolio di bandiere, rullio di tamburi, esibizioni di mariojette ed esecuzione dell’Inno alla Gioia di Beethoven, la fetta conservatrice dell’Unione Europea al completo.

Dato che la carne è debole,e il pensiero pure, in tutti o quasi, compresi alcuni bocconiani di ferro come il nostro Presidente del Consiglio, la tentazione potrebbe essere irresistibile. A meno che, osserva D’Alema,e osserviamo anche noi, Monti non si renda conto che se a questa tentazione cedesse e capeggiasse o sostenesse apertamente un listone, o un blocco di liste in cui troverebbero posto idee e truppe non solo di Casini, Fini e Montezemolo, ma anche della fronda del pdl e infine, direttamente o indirettamente, con marchi ben celati con bianchetto sulla fronte moschettiere e moschettieri berlusconiani egli si troverebbe a guidare un’armata che avrebbe come principale obiettivo quello di sconfiggere il centro-sinistra: cioè lo schieramento che, con coerenza e lealtà,ha permesso al governo tecnico guidato da Monti di superare indenne le trappole e gli ostacoli creati,in seno alla cosiddetta “strana maggioranza”,dai parlamentari del Popolo della Libertà.

E questo, fuori di ogni dubbio,sarebbe assolutamente unfair. Cioè, tradotto con due aggettivi italiani.sarebbe sleale e disonesto. E finora almeno, nonostante gli errori da lui commessi, Monti, come del resto anche i suoi ministri, ha sempre evitato la slealtà e la disonestà mostrando anzi di considerarle come espressioni di un modo di far politica che egli aborre.
Smentirebbe dunque se stesso rinnegando queste positive particolarità che ,più di ogni altro fatto della politica dell’attuale governo hanno meritato l’approvazione di gran parte dell’Europa e del mondo.
Ma se,ciò nononostante,la tentazione vincesse,se la debolezza della carne diventasse indifendibile?Anche in questo caso Monti potrebbe perdere molto.Nella mala e brutta compagnia in cui si troverebbe a comandare,o cercare di comandare,il suo carisma non potrebbe non consumarsi e alla fine andare a pezzi,Egli sarebbe costretto ad accettare compromessi con uomini e omuncoli(senza far nomi)non degni neppure di lustrargli le scarpè.Sarebbe la sua rovina.E la rovina dell’Italia.

Ha ragione dunque,una volta tanto,Massimo D’Alema.Monti ha il dovere di pensarci a lungo e bene prima di prendere decisioni.A nostro modesto,anzi modestissimo parere egli potrà ottenere di più,non solo per il paese ma anche per se stesso,se almeno fino ad elezioni concluse egli rifiuterà etichette politiche.

http://www.iljournal.it/2012/pensaci-bene-mario/418493

Angelino Alfano e il Chiachiello

Antonio Lubrano su il Journal definisce Angelino Alfano un "Chiachiello" , termine napoletano che indica "una persona modesta e di scarsa serietà

"Pur essendo la lingua italiana ricca di 60mila vocaboli(c’è chi giura che siano 120mila, lemma compresi), i dialetti offrono spesso parole più calzanti per definire una situazione o un personaggio. “Chiachiello”, per esempio.
L’origine è dubbia: dal greco blakikos, che vuol dire indolente; o dallo spagnolo qualqhier, uomo qualunque. Di certo in napoletano chiachiello significa “persona modesta e di scarsa serietà”. E quando all’ombra del Vesuvio si decide che il Tale merita questa etichetta la parola si carica subito di una forte coloritura ironica: “Chillo è nu chiachiello”.
Seguendo come tanti italiani, con sgomento, il teatrino della politica – certi attori che sembravano usciti di scena per esaurimento della parte assegnata loro dal copione e che invece rieccoli – istintivamente da vecchio napoletano quale sono mi è venuto di pensare a lui, ad Angelino Alfano, il ben noto “segretario senza quid” per definizione del suo stesso Padrino. Chillo è nu chiachiello.
Mi spiego. Non si può assumere ieri una posizione drastica e smentirsi il giorno dopo senza un’ombra di rossore. Dice ieri il temporaneo leader del Pdl:se in lista compaiono dei condannati io non mi candido. E oggi invece che il suo dio (minore) torna in campo e riaspira a Palazzo Chigi, fa finta di niente. E sì che Berlusconi si è beccato 4 anni (tre condonati) per frode fiscale sui diritti televisivi. Con una sentenza che mette in luce la sua “particolare capacità a delinquere”. E’ pur vero, ahimè, che può candidarsi alle elezioni ma è altrettanto vero che un po’ di pudore non guasterebbe. Altro che “sentenza politica e barbara” come l’ha definita l’Ineffabile!
La figura più barbina comunque Angelino l’ha fatta con le primarie. Prima le sbandiera ai quattro venti e gli aspiranti si presentano a decine, poi se le rimangia perché l’uomo di Arcore gli ordina di cancellarle. Le sue giustificazioni pubbliche, come quelle in Parlamento, muovono al riso tanto sono comiche. Al punto da avallare – Montecitorio venerdì 7 dicembre – anche il ricatto di Berlusconi all’Italia (che pure dice di amare tanto):”Per noi l’esperienza Monti è finita…Ma non vogliamo mandare il Paese a scatafascio”.
Be’, questo chiachiello, diciamo la verità, ci fa anche un po’ pena.

http://www.iljournal.it/2012/la-parte-del-%E2%80%9Cchiachiello%E2%80%9D-nel-teatrino-politico/416316

EDERA ROSSA il ritorno di Berlusconi

Tutti in armi per il ritorno di berlusconi;, i garibaldini si rimettono la camicia rossa e si guardano attorno alla ricerca, se non di un Garibaldi , almeno di un Nino Bixio. Gli intellettuali si preparano a redarre nuovi esaltanti manifesti, i blogger sono sono tutti con l'internet innestato come una baionetta in can

na, i twitter sono ormai penetrati tra le fila nemiche, le vecchie glorie dell'antiberlusconismo sono pronte ad affrontare telecamere e riflettori come fossero sui campi delle Argonne, i cattolicoprogressisti sono pronti, novelli fra Pantaleo, a lanciare anatemi e novene contro il corruttore di fanciulle e il mercificatore di coscienze; i sanculotti son pronti a non dar tregua al "masnadier ferito" . Ma a decretarne la fine non saranno i suoi pur meritevoli avversari di sempre; saranno semplicemente la stanchezza e la noia che ormai lo circondano, sarà la stessa massa di telespettatori che l'hanno esaltato e votato, che , con in una mano il sacchetto di pop corn , con l'altra , stancamente, cambieranno canale. La trasmissione è finita e lui ancora non se ne è accorto.

Financial Times, i mercati possono fidarsi di Bersani

FINANCIAL TIME : MEGLIO UN COMUNISTA CHE BERLUSCONI Bill Emmot che sull' Economist negli anni aveva pesantemente attaccato Berlusconi , da un altro Totem della finanza internazionale The Finantial Time , spezza una lancia a a favore di Bersani , spiegando agli investitori internazionali che non devono preoccuparsi e che non devono restari anocrati all'ipotesi di una permanenza di Monti che "Bersani è tanto lontano dall’essere un comunista quanto Berlusconi dall’essere un modello di rettitudine”, scrive il Financial Times, “L’Italia ha bisogno di un risultato che dia al nuovo governo la possibilità di sopravvivere fino alla fine della legislatura e di mettere in atto profonde riforme. I problemi dell’Italia non riguardano la gestione a breve termine del debito, che è stato l’impegno principale di Monti durante il suo anno al governo, né in generale il debito pubblico, nonostante sia al 120 per cento del pil”. “Il vero problema è la cronica mancanza di crescita economica degli ultimi vent’anni”, prosegue il quotidiano britannico,”per risolverlo serve un governo capace di rimuovere gli ostacoli alla crescita del paese. Questo risultato può essere raggiunto solo con la vittoria del Partito democratico di Bersani, quindi – nonostante tutti i suoi pregi – con il pensionamento di Monti come premier”. "i precedenti di Bersani sono  promettenti al riguardo. Come ministro per lo sviluppo economico del pur a debole governo di centro sinistra di Romano Prodi nel 2006-08 è  ha tentato di introdurre proprio  il tipo di programma di liberalizzazione che è ora necessario su una scala molto più grande.

http://www.presseurop.eu/it/content/blog/3130701-meglio-un-comunista-che-berlusconi