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ROMANO LA RUSSA DICE LA SUA SUL FASCISMO

Romano la Russa , oltre ad essere fratello del ministro della Difesa è assessore  regionale della giunta Formigoni alla protezione civile e polizia urbana e sicurezza nonchè segretario provinciale del PdL milanese .

In questo intervento ad un programma della radio 24 ore dice la sua sul Fascismo. La speranza è che si sia trattato di uno scherzo di dubbio gusto , ma per ora nulla lo fa credere

In realtà il pensiero larussiano...

 

...meriterebbe una chiosa: sotto il fascismo c'era sì libertà, ma per i soli fascisti, la libertà di eliminare sistematicamente e violentemente ogni forma di opposizione più o meno organizzata al loro ventennale regime.

Temo poi che sia del tutto inutile aspettarsi dall'On. La Russa una seria rilettura critica di quel periodo storico, egli difatti, così (eventualmente) facendo, contraddirebbe in maniera flagrante la propria oramai acclarata natura di ignorantone post(?)-fascista in doppiopetto.

Antares: da Romano la Russa fascismo ed ignoranza

Historia Magistra Vitae

Ho ascoltato con raccapriccio il video di Youtube postato dal sito di novefebbraio.it riguardanti le affermazioni fatte da Romano La Russa Fratello del ministro della difesa Ignazio.
Le idiozie e le farneticazioni dette da quest'uomo sono nauseanti.
permettetemi di fare una premessa: come già evidenziato dalla presentazione del video,Romano La Russa è consigliere provinciale del PdL a Milano nonchè assessore alla giunta del capoluogo lombardo. Guardacaso  a ricoprire questi incarichi è il fratello del ministro della difesa protagonista di qualche calcio a giornalisti accalcati fuori il Parlamento,ma sarà un caso come lo è il fatto che il "Trota" figlio di Umberto Bossi abbia un posto alla giunta regionale lombarda.
Tra l'altro Romano la Russa commette errori madornali e dimostra la sua ignoranza in materia storica.
Dove evince egli che in epoca fascista c'era libertà? Evidentemente voleva far notare come durante il ventennio si fosse liberi di acquistare il pane a patto però (cosa non da trascurare) che si fosse regolarmente iscritti al partito fascista,o di assembrarsi in numero non numeroso per evitare sommosse contro il governo costituito.
Oppure voleva dire che il partito fascista aveva la libertà di pestare a sangue,imprigionare,deportare al confino strenui oppositori politici,se non addirittura di ammazzarli come nel caso di Giacomo Matteotti,misteriosamente rapito da dei personaggi loschi,poi ritrovato morto dopo diverse settimane,guardacaso all'indomani della sua vibrante denuncia fatta alla camera sui brogli e le violenze esercitate dai fascisti alle elezioni del 1924. Se lo poteva fare il partito fascista,o meglio il regime fascista,era lecito che lo facesse chiunque credesse in questa delirante ideologia,quindi una forma deviata e perversa di libertà. Per Romano evidentemente il termine libertà ha un altro significato.
Secondo Romano il fascismo fu un epoca di grande progresso sociale ed economico che diede lustro al nostro Paese  forgiando una nuova razza di Italiani.
Peccato che Romano non ricordi come l'Italia fosse ancora un paese fortemente agricolo,dove il regime fascista aveva proibito ogni forma di sciopero,aveva chiuso le sedi dei partiti politici e dei giornali di partito che non fossero allineati al regime di Mussolini,Romano dimentica che durante il ventennio l'Italia si lanciò in una impresa coloniale di cui non si sentiva la necessità,in cui vennero utilizzati,per stroncare la resistenza delle popolazioni che legittimamente e giustamente difendivano la loro patria,gas venefici come l'Yprite o il Fosgene messi al bando dalla Società delle Nazioni dopo la Grande Guerra e per cui l'Italia fu duramente sanzionata,rispondendo con una Autarchia insufficiente e ridicola.
Tra le altre cose Romano La Russa dimentica che il regime fascista entrò nella seconda guerra mondiale come paese aggressore al pari della Germania di Hitler ma che, a differenza di questa,era completamente impreparata a una guerra che avrebbe decretato il crollo del regime:l'esercito in molte occasioni dovette combattere con armamenti risalenti alla prima guerra mondiale,per tacere della assoluta mancanza di tecnologia (basta pensare chele navi da guerra italiane erano sprovviste del radar) e di un piano di difesa efficace per contrastare i bombardamenti alleati che fin dalle prime ore della guerra tormentarono il nostro paese.
Bombardamenti alleati che provocarono immani tragedie: il bombardamento di Montecassino (l'abbazia rasa al suolo) insieme alle città circostanti,il Bombardamento di Foggia,con la città completamente distrutta, i bomabardamenti di Milano,Torino,Messina,Roma e di Bari dove una nave carica di Yprite fece centinaia di vittime. Sarebbe il caso di dire che se il fascismo non avesse mai preso il potere e compiuto le vicende che tutti sappiamo,ciò non sarebbe accaduto,sicchè la colpa di altri non può essere che del regime fascista.
Un'altra cosa da contestare duramente al camerata Romano: egli afferma come fino al 24 aprile fossero tutti fascisti.
Errato. Se ci fu un Paese dove si sviluppò una fortissima resistenza e lotta al regime,quella fu l'Italia,partigiani che combatterono strenuamente e si resero protagonisti della liberazione di molte città del nord prima dell'arrivo degli Alleati,partigiani che diedero alla Repubblica anche un Presidente: Sandro Pertini. Resistenza al regime attuato anche durante il ventennio,come dimostrano le violenze perpetrate dai fascisti stessi agli oppositori.
E furono una lotta di liberazione anche i combattimenti che infuriarono a Napoli con le sue quattro giornate contro la ferocia nazi-fascista.
Nel video il segretario provinciale afferma che il fascismo fu un periodo storico in cui nacquero alcuni diritti fondamentali: Errato,a parte il sistema pensionistico,per un diritto fondamentale altri morirono come il diritto alla libertà di parola,stampa,riunione. Fu solo la determinazione di migliaia e migliaia di combattenti antifascisti a ridar loro la vita. Antifascisti che se non ammazzati,imprigionati o ricercati dovettero emigrare Enrico Fermi scienziato italiano resterà negli Usa per anni e come lui tanti altri.
Una domanda sorge spontanea per Romano La Russa: dov'era la libertà nel ventennio? Secondo il segretario provinciale la libertà era nell'utilizzare la forze per eliminare gli oppositori politici? Oppure gli omosessuali?
La democrazia non può certo impedire a certi individui di esprimere la propria opinione,qualunque essa sia,anche se si riserva il diritto di impedire che certe opinioni si trasformino in atti contro la democrazia stessa.
Consiglio a Romano La Russa,che si dice nostalgico del regime fascista,di studiare bene quel periodo storico in ogni suo aspetto e se è così convinto nelle proprie idee,invece che una trasmissione radiofonica esprima liberamente (per carità!) le proprie opinioni,con tesi e fatti concreti davanti a una platea gremita e a diversi storici seri e preparati e con un contraddittorio. Vedremo se il segretario provinciale del PdL a Milano è così preparato e documentato. Romano La Russa abbia anche il coraggio di esprimere le sue opinioni a riguardo del ventennio davanti a cittadini che,durante la guerra hanno visto morire i propri parenti nella folle campagna di Russia,alle fosse Ardeatine o sotto i bombardamenti alleati.
Chissà che qualcuno che la storia l'ha studiata per davvero non lo convinca del contrario. Historia Magistra Vitae dicevano gli antichi. ANTARES.